La battaglia del Kapelsche Veer venne combattuta tra il 26 e il 31 gennaio 1945, durante i più ampi scontri del fronte occidentale della seconda guerra mondiale.

Kapelsche Veer è una piccola isola collocata in mezzo al corso del fiume Mosa nei pressi del villaggio di Capelle nel Brabante Settentrionale; all'inizio del 1945 la Mosa segnava la linea del fronte tra i reparti canadesi a sud e quelli tedeschi a nord, e Kapelsche Veer era stata trasformata dai tedeschi in una solida postazione fortificata. Temendo assalti tedeschi attraverso il fiume, il comando del I Corps britannico aveva quindi ordinato ai reparti canadesi di conquistare l'isola.

L'attacco iniziò il 26 gennaio 1945, degenerando ben presto in una dura lotta a distanza ravvicinata sul piatto terreno dell'isola, ingombro di fango e neve. I canadesi dovettero impiegare sei giorni per avere ragione della resistenza tedesca, riuscendo infine a completare l'occupazione dell'isola il 31 gennaio al prezzo di dure perdite umane.

Antefatti Nel novembre 1944, alla conclusione degli scontri della battaglia della Schelda in Zelanda e dell'operazione Pheasant nel Brabante Settentrionale, la First Canadian Army del generale Harry Crerar si era saldamente insediata nei Paesi Bassi sud-occidentali, lungo un fronte attestato più o meno sulla sponda meridionale del fiume Mosa dalla foce a ovest fino all'altezza della città di Nimega a est. Dopo settimane di intense azioni belliche, l'armata canadese (composta in realtà in egual misura di unità canadesi e britanniche, oltre che provenienti dagli Alleati minori) conobbe quindi un periodo di stasi delle operazioni protrattosi per i successivi tre mesi: in questo periodo, lo stato maggiore di Crerar rimase concentrato principalmente nella pianificazione delle successive mosse offensive, in particolare nella preparazione tanto di un'offensiva a est di Nimega nella striscia di terra compresa tra la Mosa e il Reno (parte della più ampia campagna alleata in Renania in corso di preparazione) quanto di un attacco a nord di Nimega da cui far partire la liberazione dei Paesi Bassi settentrionali. Il ruolo difensivo della First Canadian Army venne poi ribadito alla metà di dicembre 1944, quando i tedeschi sferrarono più a sud la loro offensiva delle Ardenne: gli strateghi alleati temevano che all'attacco tedesco nelle Ardenne facesse seguito un'offensiva attraverso la Mosa diretta a ricongiungersi al primo e riprendere lo strategico porto di Anversa; la First Canandian Army ricevette quindi il compito di consolidare le sue posizioni lungo la Mosa e prepararsi a fronteggiare qualsiasi attacco tedesco attraverso il fiume..

L'attacco tedesco attraverso la Mosa non si verificò mai, ma questo non significò che il periodo invernale tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945 trascorresse senza azioni significative lungo il corso del grande fiume. A impensierire i comandi della First Canadian Army era una posizione in particolare, quella di Kapelsche Veer a circa 18 chilometri più a nord di Tilburg: in questo punto la Mosa si biforca in due rami distinti, il più ampio Bergsche Maas a nord e il più ristretto Oude Maasje a sud, lasciando in mezzo un'isola dalla forma ovale, bassa e arida, lunga otto chilometri da ovest a est e larga, nel punto più ampio, un chilometro e mezzo da nord a sud. Usata come scalo per i traghetti del vicino villaggio di Capelle o Kapelle ("Kapelsche Veer" significa per l'appunto "porto di Kapelle" in lingua olandese), l'isola costituiva un'ottima posizione difensiva per i tedeschi, visto che la sponda settentrionale era protetta dalla forte corrente del fiume da argini alti sei metri e profondi nove metri, con pareti inclinate di circa 45°. Oltre che come posizione difensiva Kapelsche Veer poteva anche servire da avamposto offensivo, visto che in questo punto passare la Mosa sarebbe stato più facile che altrove per i tedeschi; l'isola inoltre fungeva da osservatorio avanzato per indirizzare il fuoco dell'artiglieria pesante tedesca contro le posizioni alleate a sud della Mosa, attestate su un terreno quasi piatto.

L'eliminazione dell'avamposto tedesco di Kapelsche Veer era stata tentata più volte dalle forze alleate del I Corps britannico del generale John Crocker, ma senza successo. Unità della 1ª Divisione corazzata polacca avevano tentato due attacchi sull'isola a cavallo tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945, scontrandosi con una guarnigione tedesca composta da una compagnia rinforzata della 6. Fallschirmjäger-Division, ben attestata in postazioni sotterranee e nidi di mitragliatrici scavati nel fianco degli argini: il primo attacco, lanciato il 30 dicembre, era fallito rapidamente costando ai polacchi 46 perdite tra morti e feriti; il secondo attacco, sferrato una settimana più tardi, aveva visto i polacchi impossessarsi brevemente dello scalo per i traghetti sul lato nord dell'isola, salvo però venirne ricacciati da un contrattacco tedesco ed essere costretti a ritornare sulle proprie posizioni dopo aver subito 120 perdite in combattimento. I britannici ci avevano poi riprovato nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 1945 impiegando le forze speciali del No. 47 (Royal Marine) Commando, ma l'azione era abortita dopo poco a causa della dura resistenza incontrata. Crocker passò quindi l'incarico di eliminare la posizione nemica alla 4th Canadian (Armoured) Division del generale Christopher Vokes, da poco passata sotto il suo comando, e Vokes predispose una nuova offensiva (nome in codice "operazione Elephant") per la fine di gennaio; l'operazione aveva anche lo scopo di sviare i tedeschi e distrarli dai preparativi per l'offensiva alleata in Renania, che sarebbe partita ai primi di febbraio 1945..

La battaglia Il primo assalto

La forza assemblata da Vokes per l'attacco comprendeva due battaglioni di fanteria (il Lincoln and Welland Regiment e gli Argyll and Sutherland Highlanders of Canada) e i carri armati del South Alberta Regiment; una vasta concentrazione di circa 300 pezzi d'artiglieria, dai cannoni dei carri all'artiglieria campale della 10th Infantry Brigade canadese, avrebbe supportato l'attacco. I canadesi impiegarono una settimana per preparare l'operazione: la fanteria fu riequipaggiata di giacche bianche per mimetizzarsi sul terreno ricoperto da abbondanti nevicate, e si addestrò intensamente a manovrare piccole imbarcazioni nei canali olandesi e scalare argini simili a quelli di Kapelsche Veer. Per consentire il trasporto dei mezzi corazzati sull'isola, i genieri canadesi pre-allestirono un ponte di barche nei pressi dell'estremità orientale dell'isola, lavorando silenziosamente di notte a meno di 500 metri dalle postazioni tedesche.

L'attacco iniziò alle 07:15 del 26 gennaio 1945: senza fuoco preparatorio dell'artiglieria per preservare l'effetto sorpresa, i canadesi iniziarono a stendere una cortina fumogena sul corso del fiume, poi alle 07:25 i primi reparti del Lincoln and Welland Regiment approdarono all'estremità orientale dell'isola. La Compagnia C dei Lincoln and Welland passò il ramo del Oude Maasje sul ponte di barche allestito dai genieri, mentre la Compagnia A attraversò il fiume un chilometro e mezzo più a est a bordo di trattori anfibi Buffalo; quattro Wasp (cingolati Universal Carrier dotati di lanciafiamme) attraversarono il ponte di barche insieme alla fanteria, ma una volta su Kapelsche Veer si rivelarono troppo pesanti per riuscire a superare la sponda degli argini e rimasero impantanati nel fango. Le due compagnie si riunirono e iniziarono quindi a marciare affiancate verso ovest; nel frattempo, un gruppo di 60 volontari si staccò dal gruppo, mise in acqua delle canone da quattro posti lungo la costa settentrionale dell'isola e iniziò a discendere il corso del ramo del Bergsche Maas verso ovest: il loro scopo era di arrivare all'approdo dei traghetti, occuparlo e impedire che i tedeschi potessero utilizzarlo per far affluire rinforzi.

La spedizione del gruppo d'assalto su canone fu un disastro. Il corso del Bergsche Maas si rivelò ingombro di spesse lastre di ghiaccio, obbligando gli uomini a scendere in acqua per districare le imbarcazioni e lasciandoli inzuppati e infreddoliti. La presenza del ghiaccio obbligò le imbarcazioni ad allontanarsi dalla sponda settentrionale dell'isola e a inoltrarsi nella parte centrale del fiume, dove la cortina fumogena di copertura era meno densa e si stava dissipando a causa di un cambiamento del vento. Il gruppo d'assalto fu così ben presto avvistato dalle postazioni tedesche sulla sponda settentrionale del Bergsche Maas e fatto oggetto di un pesante fuoco: diverse imbarcazioni furono affondate, e solo 15 dei 60 uomini partiti riuscirono a riapprodare sulla sponda di Kapelsche Veer a circa metà strada dal loro obiettivo. I canadesi cercarono quindi di avanzare su per gli argini, ma vennero inchiodati al suolo dal fuoco delle mitragliatrici tedesche; le loro armi, inzuppate di acqua, si erano congelate a causa delle basse temperature.

Nel frattempo, le due compagnie del Lincoln and Welland erano avanzate in direzione di due postazioni fortificate dei tedeschi, denominate in codice "Grapes" e "Raspberry" e poste a protezione dell'approdo dei traghetti: recuperati i superstiti del gruppo su canoe, la Compagnia A riuscì ad arrivare a 30 metri dall'obiettivo "Grapes", ma alle 09:45 fu infine respinta dal forte fuoco dei difensori tedeschi; la compagnia aveva portato con sé diversi lanciafiamme portatili modello Flamethrower, Portable, No 2 per cercare di snidare i tedeschi dalla loro postazione, ma questi si rivelarono troppo pesanti per essere trasportati sul terreno ghiacciato e innevato dell'isola e molti dei loro operatori vennero colpiti e uccisi. La Compagnia A cercò di trincerarsi sugli argini a un centinaio di metri da "Grapes", ma i tedeschi contrattaccarono e la respinsero ulteriormente; la Compagnia C si fece quindi sotto per rinnovare l'attacco, ma in breve tempo ebbe tutti i suoi ufficiali messi fuori combattimento e, alle 11:30, entrambe le compagnie si ritirarono verso est ed evacuarono l'isola. Nel frattempo, protetta dal fumo la Compagnia B del Lincoln and Welland aveva passato l'Oude Maasje a bordo dei Buffalo ed era approdata sul lato occidentale di Kapelsche Veer, con la Compagnia D a seguire in rinforzo; i canadesi avanzarono quindi verso nord sul piatto terreno dell'isola, ma una volta usciti dalla cortina fumogena furono ancora una volta fermati dal fuoco pesante riversato su di loro dalla postazione "Raspberry". Alle 12:00 anche questo attacco era entrato in stallo, e le due compagnie ricevettero quindi l'ordine di ritornare sulla posizioni di partenza.

La battaglia infuria

Un nuovo piano venne elaborato per il giorno successivo: l'intero Lincoln and Welland fu spostato sulla sinistra e incaricato di assaltare l'estremità occidentale dell'isola, mentre gli Argyll and Sutherland Highlanders avrebbero assaltato l'estremità orientale. Nel corso del primo giorno i carri armati del South Alberta Regiment avevano fornito fuoco d'appoggio indiretto dalla sponda sud della Mosa, ma si decise di portarli su Kapelsche Veer per fornire supporto diretto alla fanteria: due carri leggeri M3/M5 Stuart passarono il ponte di barche all'estremità orientale, ma trovarono poca trazione sul terreno dell'isola e rimasero anch'essi bloccati; nei due giorni successivi si sarebbero limitati a fungere da postazioni di fuoco statiche con i loro cannoni e le loro mitragliatrici. I genieri ricevettero l'ordine di allestire una zattera per traghettare i carri all'estremità occidentale dell'isola, ma il ghiaccio nel fiume e le incursioni delle pattuglie tedesche rallentarono i lavori.