Il mago del Cremlino - Le origini di Putin (Le Mage du Kremlin) è un film del 2025 diretto da Olivier Assayas.
Adattamento cinematografico dell'omonimo roman à clef di Giuliano da Empoli sull'ascesa politica di Vladimir Putin raccontata dal punto di vista del suo fittizio spin doctor, è interpretato da Paul Dano e Alicia Vikander, con Jude Law nel ruolo di Putin. Ha concorso alla 82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Alla scrittura della sceneggiatura ha contribuito anche lo scrittore francese Emanuele Carrère che compare anche in una delle prime scene del film.
Trama
La struttura narrativa è costituita da un'intervista tra due personaggi immaginari, un accademico statunitense e Vadim Baranov, il "Mago del Cremlino", ormai ritiratosi dal mondo degli affari, intervallata da numerose sequenze in flashback che raccontano l'ascesa al potere di Vladimir Putin in Russia. Baranov inizia raccontando la propria situazione all'inizio degli anni novanta, mentre l'Unione Sovietica si stava disgregando e il Paese oscillava tra promesse di libertà e caos. In questo contesto, il giovane e sconosciuto artista Vadim Baranov, la cui fidanzata Ksenia lo ha lasciato per il suo amico Dmitri Sidorov, ormai diventato un imprenditore molto ricco, raggiunge la notorietà come produttore televisivo. Successivamente, l'oligarca Boris Berezovskij si avvicina a lui, facendone il proprio braccio destro.
Alla fine degli anni novanta, con il presidente russo Boris El'cin in declino, entrambi rivolgono la loro attenzione a Vladimir Putin, allora direttore dell'FSB, il servizio segreto erede del KGB, che diventa primo ministro prima di essere eletto presidente della Federazione Russa. Putin si rivela rapidamente un leader deciso e cerca di sottomettere gli oligarchi. Berezovskij resiste, ma è costretto all'esilio, mentre Sidorov viene arrestato e incarcerato. Baranov, invece, aderisce alla nuova linea, mettendo da parte i propri sentimenti personali. Mette la propria esperienza nel campo dei media al servizio di Putin, che definisce "lo zar", dalla guerra in Cecenia fino all'annessione della Crimea nel 2014.
Berezovskij muore in circostanze sospette nel 2013, mentre Vadim Baranov ristabilisce i contatti con Ksenia, che vive in Occidente, ma finisce per tornare in Russia, dove rimane incinta di Baranov. Dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia, Vadim viene inserito nelle liste delle persone sottoposte a divieto di ingresso negli Stati Uniti e in Europa e sfrutta la sua ultima occasione per trascorrere un fine settimana a Stoccolma con Ksenia. Baranov lascia il Cremlino e si ritira con la figlia in una dacia alla periferia di Mosca, dove avviene l'incontro con l'americano. Subito dopo aver salutato il suo ospite, Baranov viene ucciso con un colpo di pistola alla testa sparato a bruciapelo da un sicario che non viene mostrato.
Produzione Sviluppo Sceneggiatura Per adattare il romanzo Assayas si è rivolto allo scrittore Emmanuel Carrère per ovviare alla sua scarsa familiarità con la storia e politica russa. In fase di sceneggiatura, i due hanno cercato di attenersi il più possibile all'opera originale, operando solo alcuni cambiamenti per rendere, ad esempio, "più centrale" il personaggio di Ksenija, che Assayas trovava «il punto debole» del romanzo. Seppure improntato alla maggiore accuratezza storica possibile, nell'approcciarsi a persone reali o a personaggi ispirati a figure realmente vissute, Assayas e Carrère hanno adottato strategie contrastanti.
Per quella che era la principale ispirazione del protagonista Baranov, l'ex-consigliere di Putin Vladislav Surkov, Assayas, inizialmente "ignaro" dell'esistenza di quest'ultimo, ha infine preferito non consultarlo né documentarsi eccessivamente su di lui, trovandolo un «uomo piuttosto sgradevole» e «molto meno interessante» della sua controparte fittizia. Per quanto riguarda invece Michail Chodorkovskij e Boris Berezovskij, due oligarchi esplicitamente identificati nel romanzo, col primo hanno dovuto cambiarne il nome in "Dmitrij Sidorov" e differenziarlo abbastanza da evitare contenziosi legali, mentre col secondo, deceduto da anni, hanno avuto più libertà di manovra, risultando secondo Assayas in un «personaggio ancora più interessante».
Casting Assayas ha scritto la parte di Ksenija con già in mente Alicia Vikander, che aveva diretto nella miniserie TV Irma Vep - La vita imita l'arte (2022). Per interpretare Putin, Jude Law ha preferito usare il proprio accento naturale ed evitare il trucco prostetico, limitandosi al normale trucco e un parrucchino per assomigliargli di più.
Riprese Le riprese del film si sono svolte dal 20 gennaio al 4 aprile 2025 a Riga, in Lettonia, città scelta sia per risparmiare sulle maestranze che per via della vicinanza paesaggistico-culturale con la Russia.
Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima il 31 agosto 2025 all'82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e distribuito nelle sale francesi dalla Gaumont a partire dal 21 gennaio 2026 e in quelle italiane dalla 01 Distribution a partire dal 12 febbraio seguente.
Accoglienza Incassi Il film ha incassato poco più di 8,2 milioni di dollari. In Italia ha incassato .
Critica Il film è stato accolto tiepidamente dalla critica: su Rotten Tomatoes 105 critici esprimono un indice di gradimento del 46%, su Metacritic 32 critici un voto medio di 56/100.
Anche in Italia il film ha avuto pareri contrastanti. Su Mymovies il critico cinematografico Tommaso Tocci scrive infatti che "nonostante ambizione e cast eccellente, il film di Assayas resta intrappolato in uno sguardo datato e poco incisivo sul potere russo", mentre più entusiasta è la posizione di Carlo Valeri che su Sentieri Selvaggi gli assegna un voto di 4 stelle su 5 con la motivazione che "l’ascesa di Putin è un gelido riflesso della politica come opera d’arte, al di là del bene e del male. Un grande film".
Riconoscimenti 2025 - Mostra internazionale d'arte cinematografica In concorso per il Leone d'oro
Note
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