Lelefante di Enrico III (ca. 1245-14 febbraio 1257) venne ospitato nel serraglio della Torre di Londra. Si pensa che l'elefante venne donato dall'Egitto al regnante inglese. Giunse in Inghilterra agli inizi del 1255 e gli fu costruito uno spazio abitativo apposito nella Lion's Tower della Torre di Londra. Primo elefante avvistato in Inghilterra dopo la conquista della Britannia da parte dei Romani (43 a.C.), l'elefante di Enrico III fece scalpore; Matteo Paris lo rappresentò in due suoi disegni. Il pachiderma morì nella Torre il 14 febbraio 1257; venne sepolto nel cortile interno della stessa; fu in seguito fatto riesumare dal re per motivi mai chiariti.

Antefatti Diversi regnanti vissuti prima di Enrico III fecero vivere all'interno della Torre di Londra degli animali esotici, ma fu quest'ultimo a istituire all'interno di essa un serraglio permanente esistito tra il 1235 e il 1834. Tra i vari animali ivi vissuti vi furono tre "leopardi" (che furono, con maggiore probabilità, tre leoni) e un "orso bianco", presumibilmente un orso polare, donato da Haakon IV di Norvegia.

L'elefante giunse probabilmente in Europa dopo la settima crociata (1248–1254) di Luigi IX, iniziata con una spedizione in Egitto. Questa fallì e Luigi fu catturato e riscattato; scelse di rimanere nella regione per continuare la crociata, tentando di difendere gli stati crociati in Terra Santa. L'Egitto propose un'alleanza con Luigi contro la Siria e gli diede un elefante a questo scopo in un periodo compreso tra il 1252-1253. L'elefante fu trasferito da Il Cairo ad Acri, insieme a molti prigionieri liberati, da Giovanni di Valenciennes. Luigi rimandò l'animale in Francia e vi tornò lui stesso il luglio 1254.

Nel novembre e dicembre del 1254, Enrico III, durante il suo viaggio di ritorno in Inghilterra attraverso la Francia, incontrò Luigi a Orléans e Parigi. Durante i loro incontri, Enrico chiese la restituzione delle province francesi perse da suo padre, Giovanni, sebbene gli incontri fossero generalmente amichevoli e i due fossero cognati (la moglie di Enrico, Eleonora, era sorella della moglie di Luigi, Margherita). Si pensa che Luigi abbia dato l'elefante a Enrico all'incirca nel periodo in cui avvennero questi incontri.

Il primo documento inglese che menziona l'elefante risale al 13 dicembre 1254. In esso, Enrico, che era partito da Parigi per andare in Inghilterra, nominò il suo segretario Peter di Gannoc custode dell'animale. Peter fu inviato a incontrare il custode del serraglio reale, John Gouche, per gestire il trasporto dell'elefante in Inghilterra.

Il febbraio 1255, Enrico, che si trovava ormai al Palazzo di Westminster, ordinò allo sceriffo del Kent di assistere i custodi. Lo sceriffo si recò a Dover con Gouche e organizzò il trasporto dell'elefante, che si trovava temporaneamente a Wissant, vicino a Calais. Lo Scacchiere rimborsò allo sceriffo 6 sterline, 17 scellini e 5 pence per il trasporto dell'elefante, con fondi aggiuntivi per il trasporto del tesoro di Enrico e dei messaggeri di Luigi, per un totale di 9 sterline e 6 pence.

A Londra

L'elefante venne portato a Londra e consegnato agli sceriffi locali. A loro venne assegnato il compito di costruire una casa per l'animale all'interno della Lion Tower della Torre di Londra, in cui era situato il serraglio reale. Venne pertanto costruita una costruzione in legno di 12.2 m × 6.1 m che costò 22 sterline e 20 pence.

Quello di Enrico III fu il primo elefante che mise piede in Inghilterra dopo quelli inviati sul posto dall'imperatore Claudio durante la conquista romana della Britannia, avvenuta nel 43 a.C. L'arrivo del pachiderma a Londra fece scalpore, tanto che la cosa venne documentata dal cronista di St Albans Matteo Paris nella sua Chronica Majora; sempre Paris affermò che l'elefante era "massiccio e robusto" e alto tre metri; lo stesso raffigurò la creatura nel Chronica Majora e nel Liber Additamentorum.

Si pensa che, il maggio 1255, De Flor succedette a Gouche al ruolo di custode dell'elefante reale. Alla fine del 1255, i nuovi sceriffi in carica ricevettero l'ordine dal re di provvedere al mantenimento dell'elefante e del suo custode. Dal dicembre 1255 a settembre 1256 i costi furono di 24 sterline 14 scellini 3,5 pence (all'epoca un lavoratore medio guadagnava circa 2 pence al giorno; 15 sterline erano sufficienti a sostenere un cavaliere per un anno). L'ordine fu rinnovato per il periodo successivo e gli sceriffi rivendicarono 16 sterline 13 scellini e un pence da settembre 1256 al 14 febbraio 1257, quando l'elefante morì. Venne sepolto nel cortile interno della Torre di Londra. L'animale fu motivo di grande orgoglio per Enrico.

L'agosto del 1258, Enrico ordinò al conestabile della Torre di Londra di riesumare le ossa dell'elefante e di cederle al sacrestano dell'Abbazia di Westminster affinché facesse ciò che il re aveva ordinato. Non si sa se il re avesse intenzione di recuperare il prezioso avorio dall'animale, se volesse esporre le ossa per diletto o se intendesse reinterrare le ossa. È possibile che l'ordine di Enrico intendesse fornire un luogo di riposo rispettabile per l'animale presso l'Abbazia, che aveva stabilito come luogo di sepoltura dei futuri re. I bestiari medievali attribuivano virtù fedeli e gentili agli elefanti e li associavano al paradiso biblico e alla redenzione di Cristo. I monarchi successivi tennero altri elefanti nella torre. La casa degli elefanti sopravvisse fino al suo abbandono e alla demolizione avvenuta la metà del XIX secolo.

Note

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