è un videogioco sparatutto a scorrimento multidirezionale per arcade, sviluppato dalla Alice e pubblicato da Nichibutsu nel 1984. Nel titolo vengono vestiti i panni di un angelo, il quale vaga per il cosmo e raffigura una delle varie costellazioni passando sopra delle stelle.
È stato emulato per la prima volta - ed è tuttora presente - nell'antologia di Hamster Corporation Arcade Archives per PlayStation 4 e Nintendo Switch.
Modalità di gioco Il giocatore controlla un piccolo angelo che vola liberamente lungo lo spazio aperto, ove vi sono sparse delle stelle, disposte da rappresentare le costellazioni. Per poterle disegnare dovrà toccare le stelle in modo che queste si colleghino tra loro. UFO e diverse creature fluttuano sullo schermo e ostacolano i tentativi dell'angelo di tracciare i percorsi delle costellazioni. Il giocatore all'inizio della partita è disarmato, ma se vuole che l'angelo attacca questi nemici deve fargli prendere un arco che scocca frecce, usabile per un periodo di tempo limitato. Eliminarli o evitarli è necessario per completare le figure prima di essere sopraffatti.
In Itazura Tenshi ci sono anche due minigiochi dove si possono ricevere punti bonus. Il primo, di tipo dimostrativo è accessibile una volta formate metà delle costellazioni in un livello, e vede il giocatore confrontare in una bilancia il numero di stelle ancora non contrassegnate con quelle che ha toccato. Il secondo si verifica dopo che il giocatore supera un intero livello, e consiste semplicemente nel far guidare Ran tra le braccia del suo amore Lum mentre corrono l'uno verso l'altro dall'altra parte dello schermo.
Il ciclo si ripete quindi con nuovi schemi di costellazioni e interferenze nemiche sempre più aggressive. La sessione continua in questo modo senza una fine definita, diventando progressivamente più difficile finché le vite del giocatore non sono esaurite.
Accoglienza In Giappone, la rivista Game Machine elencò Itazura Tenshi nel numero del 15 dicembre 1984 come la sesta unità arcade di maggior successo del mese.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni