Biografia Di nobile famiglia del Principato di Piombino, nacque nel 1764 a Rio, piccolo centro urbano, che nel 1590, Jacopo VII Appiano, aveva eretto a capitale dell’Elba; figlio di Girolamo,nato nel 1726 a Siena, morto nel 1813 a Piombino medico, stato ministro di Marina e sopraintendente delle miniere di ferro dell'Elba , presidente del Tribunale di Longone e giudice di pace e di Fiore Taddei Castelli, figlia di Lorenzo e sorella di Lazzaro Taddei Castelli, Governatore generale dello stato. Il fratello, Teofilonato a Rio nell'Elba 1766, morto a Piombino 1830, fu Tesoriere Generale del Principato e suo nipote, figlio di Teofilo, il col. Lorenzo Fineschi, fu l’ultimo Capo di stato maggiore del Granduca Leopoldo II di Toscana.
Laureatosi in Legge presso l’Università degli studi di Siena, esercitò la professione di avvocato e di notaio e successivamente di Giudice, al servizio del principe Antonio II Boncompagni Ludovisi. Fu nominato governatore di Buriano nel 1795 ed ebbe il grado di capitano ed il comando di uno squadrone volontario di Cavalleria di piombinesi, in appoggio alle truppe austriache, contro quelle del generale Napoleone Bonaparte ed i sostenitori della rivoluzione francese. Fu governatore di Scarlino nel 1800, con autorità sulle torri del Barbiere (nella odierna Punt'Ala), Civette, Follonica e Puntone.
Con la concessione dello stato di Piombino alla principessa Elisa, da parte di suo fratello Napoleone I, Imperatore dei Francesi, unito a Lucca con il titolo, conferito a lei e suo marito Felice Baciocchi, di Principi di Lucca e Piombino, nel 1805, Francesco viene trasferito a Suvereto , come governatore e come giudice vicario Regio provvisorio, del Tribunale di Piombino; nel 1807, viene incaricato quale 1° giudice auditore presso il tribunale di Piombino, ricevendo anche il brevetto di capitano della Guardia Nazionale e della Guardia d'Onore. Nel 1808, viene nominato Procuratore Imperiale, col titolo di Commissario del principe e in tale veste, redasse un compendio storico del Principato di Piombino e mezzi di risorse, che fornisce un chiaro spaccato del piccolo stato, in tale epoca storica.
Con la fine dell'epoca napoleonica, è avvocato regio e commissario di governo, presso il tribunale di prima istanza e d'appello di Piombino. Con la nuova amministrazione granducale toscana, è nominato Podestà di Prata nel 1816 e successivamente di Castel del Piano, sul monte Amiata, dal 1822 al 1830.
Muore a Rio nell'Elba nel 1831, ove nacque 67 anni prima.
Note
Bibliografia
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