La chiesa di San Biagio Vescovo e Martire è il principale luogo di culto cattolico del comune italiano di Milzano, in provincia e diocesi di Brescia. Sede parrocchiale, fa parte della zona pastorale della Bassa Centrale Est.

Storia La chiesa sorge in luogo di un edificio precedente, costruito nel XVI secolo. Il vescovo di Tortona Cesare Gambara, che ebbe in commendam l'amministrazione della parrocchia di Milzano, commissionò la progettazione di un nuovo edificio, destinato a divenire nuova parrocchiale, all'architetto del duomo tortonese. I lavori iniziarono solo nel 1606, dopo la morte del Gambara, e furono affidati alla direzione di Giovanni Antonio Avanzo.

Nel 1704 ricevette la visita del cardinale Daniele Marco Dolfin, vescovo di Brescia, il quale riporta che la chiesa era dotata di sette altari, quello maggiore e i sei laterali, dedicati al Santissimo Sacramento, alla Vergine del Rosario, a sant'Antonio di Padova, a san Nicola da Tolentino, a san Giovanni Battista e ai santi Gaetano e Fermo, e che il clero locale era costituito dal prevosto, da cinque sacerdoti e un chierico.

Nel 1839 fu installato l'organo, costruito dalla ditta Serassi, che fu collaudato il 22 febbraio 1855. Nel 1888 il parroco Luigi Gatti fece rifare gli stucchi interni, mentre nel 1897 la facciata fu ricostruita, su progetto di Luigi Tombola.

Nel 1934 il parroco Stefano Gatti, nipote del precedente, fece realizzare un nuovo pavimento a mosaico e fece dorare gli stucchi interni, mentre l'anno seguente l'edificio, provvisto di illuminazione, fu consacrato.

Verso la fine degli anni '60 del secolo scorso, secondo quanto previsto dal Concilio Vaticano II, la chiesa fu dotata di una mensa eucaristica rivolta verso l'aula e di un ambone.

Descrizione Esterno L'edificio, orientato lungo l'asse nord-sud, presenta un corpo centrale rettangolare, chiuso sul lato settentrionale dall'abside semicircolare. Il campanile si erge staccato dal corpo della chiesa, inglobato da un palazzo posto sulla destra della facciata.

La facciata si compone di un triplo registro, scandito da cornicioni marcapiano ad andamento spezzato. Nell'ordine inferiore si trova, al centro, il portale, decorato da un architrave lapideo sormontato da un coronamento mistilineo; in quello intermedio è alloggiato un finestrone rettangolare, decorato da una balaustra e incorniciato da stipiti, architrave e davanzale lapidei; l'ordine superiore contiene un busto raffigurante San Biagio.

Interno L'interno si presenta diviso in tre navate, delle quali quelle laterali coperte da volte a crociera, mentre quella centrale, rialzata, presenta una volta a botte lunettata, prolungata sul presbiterio.

Le superfici, decorate e affrescate, sono scandite da lesene composite sormontate da un cornicione aggettante.

La chiesa presenta sei altari laterali: entrando sul lato destro si trova, sul primo altare, una tela seicentesca di Paolo da Cailina raffigurante le anime purganti, mentre nel secondo e nel terzo sono custodite le statue del Sacro Cuore di Gesù e della Madonna; a sinistra il primo altare custodisce le reliquie, mentre nel secondo e nel terzo si trovano due tele realizzate da Andrea Celesti e raffiguranti rispettivamente i Santi Gaetano e Fermo e lUltima cena.

L'altare maggiore contiene la pala raffigurante il Martirio di San Biagio, opera di Roberto Galperti. Sul lato destro si trova la cantoria contenente l'organo Serassi, realizzato nel 1832 reimpiegando materiale precedente e restaurato nel 1977.

Note

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