Il pesce pagliaccio di Cebu (Amphiprion thiellei ) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Pomacentridae.

Distribuzione e habitat È endemico delle Filippine, nell'Oceano Pacifico. È stato ritrovato esclusivamente nei pressi dello Stretto di Cebu, nelle Filippine centrali, dove frequenta le barriere coralline.

Descrizione Raggiunge una lunghezza massima di 6,5 cm. Presenta un corpo relativamente cilindrico, allungato, solo leggermente bombato sul dorso; il peduncolo caudale è robusto; la bocca, relativamente piccola, è in posizione terminale e rivolta verso l'alto, è dotata di labbra carnose protattili e di denti conici, piccoli ma aguzzi.

La pinna caudale è lunga e tonda; la pinna dorsale, non particolarmente sviluppata, è nettamente divisa in due parti; la prima parte è sostenuta da 10 o 11 spine rigide e può essere inarcata a piacere o portata piatta sul dorso; la seconda parte, più sviluppata in altezza dell'anteriore e separata dalla prima da una profonda concavità ha 16 raggi molli che non possono essere abbassati e termina con una punta arrotondata che non supera l'inizio del peduncolo caudale; la pinna anale, a sua volta supportata da 2 spine rigide e da 14 raggi molli, è simmetrica alla seconda parte della pinna dorsale; le pinne pettorali e ventrali sono di forma trapezoidale, sviluppate, sia in lunghezza che in altezza, e con il bordo molto arrotondato.

La livrea è particolarmente appariscente e colorata, molto simile a quella di Amphiprion percula e Amphiprion ocellaris con cui viene spesso confuso; il colore di fondo è un giallo arancio molto brillante; sul corpo è presente una barra verticale chiara, bianca o leggermente turchese, che avvolge completamente la testa all'altezza dell'opercolo branchiale; sulla fronte questa banda si allarga a formare una specie di croce; sono inoltre presenti due chiazze dello stesso colore, una in corrispondenza dell'avvallatura tra le due parti della pinna dorsale e l'altra sulla parte superiore del peduncolo caudale.

Ecologia

Come tutti i pesci pagliaccio, vive in simbiosi mutualistica obbligata con gli anemoni di mare, in particolare con le specie Radianthus crispa e Stichodactyla mertensii. Si rifugia tra i tentacoli urticanti dell'anemone, al cui veleno il pesce pagliaccio è immune grazie al muco che ricopre la sua pelle, e oltre a proteggersi dai predatori si nutre degli avanzi e tiene pulito l'anemone dai parassiti. Inoltre, il pesce pagliaccio protegge attivamente l'anemone di mare che lo ospita da potenziali predatori (ad esempio i pesci farfalla), quindi entrambi gli organismi, sia l'anemone di mare sia il pesce pagliaccio, traggono un vantaggio da questa associazione, che è talmente forte ed importante per questi due organismi che entrambi non sopravviverebbero a lungo l'uno senza l'altro.Allen, G. 1997. Marine Fishes of Tropical Australia and South-East Asia. Perth: Western Australian Museum.

Riproduzione

Come tutti i pesci pagliaccio, è oviparo ed ermafrodita proterandrico: tutti gli esemplari nascono maschi; all'interno del gruppo l'individuo più grande si "trasforma" in femmina funzionale e si accoppia con il maschio secondo per dimensioni. Se si rimuove questo individuo dal gruppo, tra quelli rimasti, il maschio di dimensioni maggiori si trasforma in femmina e il maschio secondo per dimensioni corporee è l'unico maschio sessualmente maturo. Pertanto un singolo individuo può svolgere nell'arco del suo ciclo vitale sia la funzione di maschio sia quella di femmina in momenti diversi del proprio ciclo biologico. Sono ermafroditi proterandrici sequenziali, cioè un individuo può svolgere la funzione maschile nei primi periodi del ciclo biologico e quella femminile successivamente.

Tassonomia La posizione sistematica di questo pesce pagliaccio è stata a lungo oggetto di dibattito in quanto si è ritenuto a lungo che fosse un ibrido naturale tra due specie simili. Amphiprion thiellei fu descritto come specie da Warren E. Burgess nel 1981, sulla base di soli due esemplari provenienti dal commercio acquariofilo, probabilmente raccolti nelle Filippine. Già Fautin e Allen considerarono il suo status incerto, suggerendo che potesse rappresentare una variante rara o un ibrido naturale. Studi successivi (Litsios e Salamin, 2014) hanno rafforzato l'ipotesi dell'origine ibrida, tanto che alcune analisi filogenetiche hanno escluso Amphiprion thiellei dalle specie propriamente dette perché probabilmente descritto a partire da materiale ibrido. L'identità delle specie parentali non è però definitivamente risolta: è stata proposta in passato l'ibridazione tra Amphiprion chrysopterus e Amphiprion sandaracinos, mentre revisioni più recenti indicano come particolarmente plausibile un'origine da un'ibridazione tra Amphiprion sandaracinos e Amphiprion ocellaris; questa ultima ipotesi è stata spesso considerata la più valida in quanto condividono lo stesso areale geografico e si è visto che in natura le due specie si possono accoppiare. Manca tuttora una conferma genomica definitiva, quindi la natura ibrida di Amphiprion thiellei rimane altamente probabile ma non dimostrata con la stessa solidità di quella di Amphiprion leucokranos.

Note Categoria:Pomacentridae Categoria:Pesci d'acquario d'acqua salata Categoria:Taxa descritti nel 1981

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