Il combattimento di Villafranca è stato uno scontro minore tra le forze franco-italiane e quelle austriache avvenuto il 4 febbraio 1814. I napoleonici, in procinto di ritirarsi oltre al Mincio, furono attaccati dalla brigata del generale Steffanini. Lo scontro non ebbe sostanzialmente conseguenze a livello tattico, sebbene furono gli austriaci a ritirarsi per primi.

Contesto storico L'esercito franco-italiano di Eugenio di Beauharnais e quello austriaco del generale Hiller si affrontarono per il possesso dell'Italia settentrionale. Dopo una buona partenza, l'eccessiva dispersione delle truppe napoleoniche su una linea di fronte molto lunga portò ad un a lunga serie di sconfitte, che costrinsero gli uomini di Eugenio a retrocedere. Dopo quasi due mesi di lotta in Friuli, Carniola, Carinzia ed Istria, i franco-italiani furono costretti, complice anche la defezione della Baviera, a ritirarsi verso il Veneto: la loro marcia si concluse sull'Adige il 6 novembre.. Il fiume divenne stabilmente la linea del fronte sostanzialmente per tre mesi.

Antefatti Le forze del maresciallo Murat si erano mobilitate già da tempo ma le loro intenzioni non erano chiare. Lo stesso Murat aveva adottato dei comportamenti particolarmente ambigui, ad esempio fece occupare diverse città strategiche, come Roma, Ancona e Bologna,. dalle sue truppe e permise ai mercanti inglesi di attraccare nei porti del Regno di Napoli.. In effetti, lo scopo del maresciallo era quello di ottenere un accordo con le potenze della coalizione per poter conservare il trono che stava occupando. Entrato in contatto con gli austriaci, i colloqui tra le due parti erano andati avanti per mesi ma alla fine si era giunti ad un accordo nel gennaio 1814: il francese avrebbe mantenuto il controllo del suo regno se si fosse impegnato attivamente contro i napoleonici.

L'ufficialità dell'intesa tra napoletani ed austriaci non era ancora arrivata ma era già evidente da diverso tempo che le forze di Murat non potessero essere ritenute affidabili. Verso i primi giorni di febbraio, l'esistenza dell'accordo tra Metternich e Murat iniziò a diffondersi.. Con l'ingresso in guerra dei napoletani ormai in vista, la posizione di Eugenio si complicò notevolmente: difendere contemporaneamente l'Adige a nord del Po e proteggere l'Emilia dagli austro-napoletani diventò sostanzialmente impossibile; la linea del fronte era troppo estesa per le ridotte forze franco-italiane.. Per questo motivo, Eugenio fu costretto a prendere una drastica decisione: abbandonò Verona e Legnago e spostò la linea settentrionale del fronte dall'Adige al Mincio. Dopo aver annunciato al suo esercito che le truppe napoletane sarebbero state considerate alla pari di quelle nemiche, il viceré avvio l'evacuazione del Quadrilatero.. Questa iniziò il 2 febbraio e proseguì anche nei giorni 3 e 4. Le due parti avevano trovato un accordo per risparmiare la città di Verona dagli scontri, in modo che gli austriaci vi entrassero solo dopo che tutte le forze franco-italiane avessero abbandonato la zona..

Il 4 febbraio, tra le 4 e le 8 del mattino il viceré abbandonò Verona e attraversò il Mincio, lasciando solo gli uomini del generale Bonnemains, che formavano la retroguardia, ad occupare l'interno del Quadrilatero. Il generale francese stava anch'egli abbandonando la città sull'Adige per dirigersi verso Villafranca. Gli altri corpi dell'esercito stavano invece prendendo posizione lungo il Mincio. Per quanto riguardasse l'esercito nemico, gli ufficiali austriaci sembravano impazienti di entrare in città, tanto che già il giorno precedente avevano inviato un ufficiale per farsi aprire la Porta del Vescovo e poter occupare la città, seppur senza successo. Il giorno seguente, le prime truppe ad entrare a Verona, verso le ore 10, furono quelle del generale Steffanini. Occupata la fortezza, seguendo gli ordini del generale von Radivojevich, Steffanini verso le 13 iniziò a seguire i movimenti della retroguardia franco-italiana, dirigendosi verso Villafranca. Le divisioni Pflacher, Marziani e Merville furono incaricate di raggiungere le posizioni di Verona e Villafranca entro il giorno seguente..

La battaglia Bonnemains aveva con sé due reggimenti di cavalleria e due battaglioni di fanteria, temporaneamente ceduti dalla divisione Quesnel. Aveva preso posizione a Villafranca, mentre le sue riserve erano a Mozzecane. Verso le quattro del pomeriggio, il generale Steffanini li raggiunse. Con sé aveva ben sei battaglioni, sei quadroni e diversi pezzi di artiglieria, con i quali aprì il fuoco.. Il cannoneggiamento durò per circa due ore, durante le quali i soldati di Bonnemains rimasero fermi a Villafranca, senza cedere terreno di fronte al fuoco nemico. Dopo aver sopportato il nemico per diverso tempo, i franco-italiani passarono al contrattacco, impegnando il nemico fino a notte inoltrata.. Diversi ufficiali ed i loro reparti si distinsero nel corso dello scontro, tra cui il capitano Seréville, aiutante di campo di Bonnemains, che rimase ferito negli scontri.. Gli austriaci furono quindi respinti. Riformata la piccola colonna ai suoi ordini, Bonnemains riprese la strada verso il Mincio, arrivando a Goito il giorno seguente.

Conseguenze

Lo scontro fu di scala molto ridotta e le perdite minime. I francesi ebbero solo 5 morti e qualche ferito. Le cifre austriache sono date come maggiori, seppur anch'esse siano lievi.

Dopo lo scontro, i due eserciti presero posizione sulle sponde opposte del Mincio, divenuto pertanto la nuova linea del fronte a nord del Po. In particolare, facendo rapporto a Bellegarde, Steffanini lo informò che il viceré intendeva arretrare ulteriormente verso Cremona, dove aveva raccolto la maggior parte delle sue truppe, circa uomini. L'informazione, in realtà infondata, convinse Bellegarde a tentare di attraversare il Mincio ed inseguire i napoleonici. Infatti pochi giorni dopo, precisamente l'8 febbraio, i due eserciti si attaccano vicendevolmente, ignari delle manovre dell'avversario. La battaglia, lo scontro più importante dell'intera campagna, si concluse in un costoso ed inconcludente nulla di fatto.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Battaglia del Mincio (1814)

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