La Banca Industriale è stato un istituto di credito italiano.

Storia L'istituto è stato fondato a Palermo ed ha iniziato le sue attività il 2 ottobre 1913. La banca svolgeva esercizio del credito ordinario e operazioni bancarie. Negli anni '70 la Banca Industriale è stata acquistata dall'imprenditore di Trapani, Giuseppe Ruggirello, che ne divenne il presidente ampliando la rete degli sportelli che passarono da 3 a 16. L'imprenditore Ruggirello si dimise da presidente il 1 aprile 1986 e venne nominato al suo posto Filippo Santoro originario di Santa Flavia. Successivamente viene applicato l'aumento di capitale sociale, interamente versato, di 5 miliardi e 400 milioni. Il 30 dicembre 1986 si dimise anche la figlia di Ruggirello, Bice.

Arturo Cassina, uno degli eredi del conte Cassina, è stato vicepresidente della Banca Industriale dal 30 maggio 1985 al 30 agosto 1990.

L'8 giugno 1990 la Banca fu venduta per 24 miliardi alla Banca Agricola Etnea la quale alla fine degli anni '90 verrà acquisita da Banca Antonveneta. L'operazione fu curata dal consiglio d'amministrazione: presidente Mario Gulì e consiglieri i commercialisti Antonio Zangara, Pietro Di Miceli e Francesco Andronico. Il 30 dicembre è stata deliberata la fusione, conclusa il 12 settembre 1991.

Note

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