La chiesa di Santo Stefano del Trullo, anche nota con i nomi Santo Stefano de Millio,Hülsen 1927, p.485. Santi Stefano e Giuliano, San Giuliano e Santi Martino e Giuliano,Armellini 1891, p. 310. era una chiesa di Roma, dedicata a santo Stefano protomartire. La chiesa si trovava in piazza di Pietra, nel rione Colonna.
L'epiteto "del Trullo" si riferiva alla volta sferica a forma di cupola (trullus in latino tardo), forse appartenuta a un antico monumento funebre.Armellini 1891, p. 308.Lombardi 1998, p. 146.
Storia La chiesa venne costruita nella piazza che si era venuta a creare tra i resti del tempio di Adriano e il portico degli Argonauti. Venne citata per la prima volta nei documenti nel catalogo di Torino del 1320 circa. Nel corso del secolo quattordicesimo, nella chiesa di Santo Stefano del Trullo vennero sepolti vari personaggi importanti. Nel 1355 vi venne sepolto Francesco Baroncelli, uno dei seguaci di Cola di Rienzo. Il monumento presentava un rilievo di Baroncelli, con le vesti da senatore. Il rilievo presentava anche lo stemma dei Baroncelli, con un'aquila.Precella 1873, p. 486. L'iscrizione, in latino, era la seguente:
CONTINET HAEC OSSA FRANCISCI CONDITA FOSSASTIRPE BARONCELLI VRBISQ SCRIBA SENATVSROMANORVMQVE CONSVL TRIBVNVSQ SECDSPATRIA AMAVIT IPM POPVLVSQ CREAVITANNIS MILLENIS CCC.TIS BISCENISQVINDECIM A . X . MVNDO MIGRAVIT AB ISTOAPRILIS MENSE FVIT ISTA CONDITVS AEDEVLTIMO TRANSACTO SANCTO SIC FINE PERACTO
Papa Pio IV (1559-1565) affidò la chiesa all'ospedale dei Pazzerelli; in seguito, dopo essere appartenuta ai frati minimi, nel 1614 ne prese possesso l'Università degli Albergatori, che dedicò la chiesa ai suoi santi patroni, Giuliano l'ospitaliere e Martino di Tours.
La chiesa possedeva un altare maggiore e due altari laterali. La facciata, abbastanza semplice, presentava un portale d'ingresso coronato da un oculo. Tra il 1614 e il 1637, la corporazione degli albergatori gestì la chiesa assieme a quella degli osti; quest'ultima, tuttavia, lasciò la chiesa di Santo Stefano nel 1638 e dovette pagare 1000 scudi alla prima. Due dei quadri della chiesa, pagati con i suddetti 1000 scudi, erano una Madonna col Bambino fra i santi Martino e Giuliano e un quadro ritraente i santi Stefano e Carlo Borromeo, entrambi dipinti da un artista ignoto.
La chiesa venne demolita nel 1662, durante il pontificato di papa Alessandro VII, per ampliare la piazza di Pietra. Nel vestibolo della chiesa di Santa Maria in Aquiro si trovano alcune delle lapidi della chiesa distrutta.Carpaneto et al. 2001, p. 218. Nel 1878 vennero effettuati degli scavi da quelle parti e vennero trovati dei resti della pavimentazione della chiesa, oltre ad alcuni bassorilievi provenienti dal tempio di Adriano.
Note
Bibliografia Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Roma, Tipografia Vaticana, 1891. Giorgio Carpaneto; Mario Sanfilippo, La grande guida dei rioni di Roma: storia, segreti, monumenti, tradizioni, leggende, curiosità. Guida insolita, 17 (2), Roma, Newton & Compton Editori, 2001, p. 347. Vincenzo Forcella, Iscrizioni delle chiese e d'altri edificii di Roma dal secolo XI fino ai giorni nostri, Vol. 2, Roma, Cecchini, 1873. Christian Hülsen, Le chiese di Roma nel medio evo, Firenze, Leo S. Olschki, 1927. Ferruccio Lombardi, Roma: le chiese scomparse: la memoria storica della città, seconda edizione, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1998, ISBN 88-7621-069-5.
Altri progetti
Stefano del Trullo Stefano del Trullo Roma Roma Roma