Biografia Proveniente da una famiglia modesta, ricevette dal padre l’aggiunta del nome “Garibaldi” in onore dell’eroe dei due mondi. Dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale, decise di dedicarsi interamente alla pittura, pur senza alcuna formazione accademica.
Visse sempre a Nuoro conducendo un’esistenza bohemien, spesso considerato dai concittadini come un “mandrone”, cioè un nullafacente, appellativo che divenne parte integrante della sua identità pubblica. Anche lo scrittore Salvatore Satta, nel romanzo Il giorno del giudizio, lo ritrasse attraverso il personaggio di Cossu-Boi, definito “un mezzo pittore morto di fame”.
Nonostante le difficoltà economiche e la scarsa considerazione ricevuta in vita, Congiu Pes coltivò con costanza la propria passione artistica. Il suo stile, semplice e istintivo, si caratterizzava per l’uso di colori vivaci e per i soggetti legati alla vita quotidiana della Sardegna: scene popolari, paesaggi, costumi tradizionali, momenti rituali e ritratti di figure tipiche della città di Nuoro. Amava dipingere su supporti improvvisati come tavolette di legno, cartoni riciclati o compensato, realizzando soprattutto olii e acquerelli di piccolo formato.
Frequentatore del Caffè Tettamanzi, luogo di ritrovo cittadino, partecipò ad alcune esposizioni organizzate dal Sindacato nazionale fascista negli anni Venti e Trenta, e nel 1937 inviò alla Quadriennale di Roma il dipinto Lo scarpone rotto. Tuttavia, la sua notorietà rimase limitata e negli ultimi anni visse in solitudine.
Dopo la morte, avvenuta nel 1961, la sua opera cadde rapidamente nell’oblio. Solo nel 1995 il Comune di Nuoro organizzò una mostra retrospettiva che ne riscoprì il valore, accompagnata dalla pubblicazione di una serie di cartoline raffiguranti costumi sardi. Negli anni successivi artisti contemporanei come Vincenzo Pattusi e Sergio Fronteddu gli hanno reso omaggio, contribuendo alla rivalutazione della sua figura. A Nuoro, nel quartiere di Furreddu, c'è una via che porta il suo nome.
Note
Bibliografia S. SATTA, Il giorno del giudizio, Padova, CEDAM, 1977; Milano, Adelphi, 1979; Nuoro, Il Maestrale, 2006; E. CORDA, Storia di Nuoro. 1830-1950, Milano, Rusconi, 1987; E. CORDA, Atene Sarda. Storie di vita nuorese. 1886-1946, Milano, Rusconi, 1992; M. CORDA, Corso Garibaldi. Frammenti di cultura nuorese, Nuoro, Il Maestrale, 1994; Francesco Congiu Pes, catalogo della mostra (Nuoro, Ex Sala Consiliare, 4-24 febbraio 1995), Nuoro, Eikon, 1995; G. PITITU, Nuoro nella Belle Époque, Cagliari, Edizioni AM&D, 1998; MAN. Catalogo della collezione. Nuoro 6 febbraio 1999, a cura di C. Collu, Nuoro, MAN, 1998; M. CORDA, Elogio del Microcosmo. Saggi di cultura nuorese, Milano, Mondadori, 2001; DNA. Dal Novecento a oggi. La collezione del MAN, Nuoro, MAN, 2011; 6x11. 6 artisti interpretano la vita e l’opera di 11 donne esemplari della Sardegna, testi di C. Mariani, foto di N. Dietzel, Nuoro, Poliedro, 2015
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