Biografia Francesco Massimiliano Laboureur è figlio di Massimiliano, o Maximilien, Laboureur (1739-1812), scultore originario di Bruxelles stabilitosi a Roma nel 1732, e di Paola Salomoni. Viene battezzato nella parrocchia di San Lorenzo in Lucina con i nomi Francesco, Filippo e Simone. È il padre dello scultore Alessandro Massimiliano Laboureur (1794-1861).
Si forma molto giovane alla scultura nell'atelier del padre e frequenta anche i corsi dell'Accademia di San Luca. Ottiene il secondo posto al premio Clementino del 1783.
Deve l'inizio della sua carriera a François Cacault, ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, che segnalò al ministro degli Affari Esteri Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord la qualità di un busto in marmo di Napoleone che aveva commissionato insieme ad un altro gruppo di sculture oggi conservate al Museo delle Belle Arti di Nantes.
In una lettera, François Cacault annuncia che Laboureur ha lavorato a un secondo busto di Napoleone e che intende realizzare una scultura di Napoleone Bonaparte, allora Primo Console, di notevoli dimensioni. Questa statua in marmo, raffigurante Napoleone in abito da console romano, alta quasi 4 metri con il suo piedistallo, adorna la fontana dei Quattro Leoni eretta ad Ajaccio in Place Foch. Lo scultore fu sostenuto durante la realizzazione dal cardinale Fesch, successore di Cacault come ambasciatore di Francia presso la Santa Sede nel 1803. La statua fu completata nel 1806, quando Napoleone Bonaparte divenne imperatore e l'iconografia della scultura cambiò. È raffigurato con indosso una toga, con ai suoi piedi una cassetta rotonda contenente i vari trattati che ha firmato con le diverse potenze del continente. Tiene in mano uno di questi trattati, sul quale è scritto “Concordat”.
Grazie alla protezione di François Cacault, il 3 ottobre 1802 viene eletto membro dell'Accademia di San Luca. Nel 1812 viene nominato professore di scultura insieme a Bertel Thorvaldsen, poi con Antonio Canova. Diventa presidente dell'Accademia di San Luca nel 1821 e nel 1822.
Realizza il monumento funebre del cardinale François-Joachim de Pierre de Bernis nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma, nel 1803-1805, con bassorilievi raffiguranti Il Genio dell'Armonia con l'arpa e La Religione che porta la croce.
Nel 1805 realizza il monumento funebre di César Gaston Artaud, morto all'età di otto giorni, alla chiesa di Ognissanti di Firenze.
Nel 1812 realizza il fregio raffigurante Lorenzo il Magnifico che scaccia i Vizi e le Virtù introdotte in Toscana nel salone dell'appartamento di Napoleone I al palazzo del Quirinale.
Nel 1816 realizza il Busto del cardinale Bartolomeo Pacca. Tra il 1816 e il 1819 realizza una serie di sette statue in marmo raffiguranti Domenico Ghirlandaio, Giovanni da Udine, Polidoro da Caravaggio, Garofalo, Sebastiano del Piombo, Marcantonio Raimondi ed Andrea Orcagna per la sala della Protomoteca del Campidoglio.
Dal 1817 al 1822 lavora alla decorazione di una nuova ala del museo Chiaramonti a Roma e realizza decorazioni in stucco raffiguranti I trionfi imperiali, Scene sacrificali e Scene bacchiche.
Nel 1820, il principe Nicola II Esterházy gli acquistò la scultura raffigurante Il re Metabo dei Volsci che insegna a Camilla il tiro con l'arco, conservata al Museo delle Belle Arti di Budapest. Nel 1822 realizzò la tomba della marchesa Settimia Marini Maffei e di suo figlio Pietro nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli. Nel 1823 realizza il monumento funebre al cardinale Jan van Goessen nella chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini.
Nel parco della tenuta di Puławy, in Polonia, che apparteneva alla famiglia Czartoryski cacciata dai russi nel 1831, si trova un cenotafio in marmo bianco, in memoria di August e Sofia Czartoryska (nata Sieniawska), realizzato da Laboureur sul modello di quello di Lucio Cornelio Scipione Barbato (antenato di Scipione l'Africano) risalente al III secolo a.C., caratterizzato dallo stile ellenistico dell'Italia meridionale con motivi dorici, e oggi conservato nei Musei Vaticani. Questo tipo di tomba in stile antico ricorda, in dimensioni molto più ridotte, quella di Napoleone agli Invalides.
La sua ultima commissione è quella di una statua di San Francesco Caracciolo, fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. Inizia la statua nel 1829, ma non essendo stata completata alla sua morte, viene terminata da Innocenzo Fraccaroli sotto la direzione di Bertel Thorvaldsen. Viene collocata nella Basilica di san Pietro nel 1834.
Opere Il Museo d'arte di Nantes conserva, ad oggi, la più grande collezione di opere di Laboureur.
Napoleone nelle vesti di console romano, 1806, fontana dei Quattro Leoni, Ajaccio, place Foch.
Onorificenze
Note
Bibliografia
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