LAsaccus kurdistanensis è una specie di geco appartenente al genere Asaccus endemica dell'Iran.

Distribuzione e habitat La specie è tipica delle regioni montuose del Kurdistan iraniano - da cui peraltro prende il nome -, e della provincia di Kermanshah, nella parte occidentale della catena dei monti Zagros.

Morfologia LAsaccus kurdistanensis è un geco di piccole e medie dimensioni, la sua corporatura è snella: la lunghezza muso-cloaca degli adulti si aggira intorno ai 45-63 millimetri, mentre la coda, sottile e affusolata, è generalmente più lunga del corpo, contribuendo a slanciarne la figura. La testa è relativamente allungata, con muso appuntito e occhi grandi a pupilla verticale, caratteristica che testimonia l'adattamento notturno della specie.

Per quanto riguarda la regione cefalica e la gola, Asaccus kurdistanensis mostra caratteristiche diagnostiche precise. La squama mentale è ampia e più larga che lunga; la squama rostrale è larga oltre il doppio della sua altezza, senza depressione mediana. Posteriormente sono presenti due internasali ben sviluppate, in ampio contatto e separate da una depressione poco marcata. Ai lati della mandibola si distinguono quattro paia di postmentali, circondate da una corona di 16-20 piccoli granuli. Le squame della gola sono minute e lisce, disposte in file longitudinali numerose.

Il dorso è ricoperto da granuli fini, tra i quali si elevano tubercoli conici o subtriangolari, per lo più lisci, ma talvolta leggermente carenati. Questi tubercoli, separati da alcune file di piccole squame, conferiscono alla superficie dorsale un aspetto irregolare e ruvido. Il ventre, in netto contrasto, è rivestito da squame piatte, esagonali e più grandi dei granuli dorsali, che lo rendono uniforme. Gli arti, lunghi e sottili, terminano in dita espanse dotate di cuscinetti adesivi suddivisi in lamelle oblique, che garantiscono una presa sicura su pareti rocciose e superfici verticali.

La coda, lunga e sottile, è ornata da tubercoli disposti in anelli trasversali regolari, ognuno composto da elementi carenati più grandi. Quando l'animale è disturbato la coda può essere sollevata in posizione eretta, mentre in caso di autotomia si rigenera con un aspetto più liscio e privo delle strutture originali.

La colorazione complessiva è mimetica e si adatta bene all'habitat rupestre. Sul dorso prevalgono tonalità brune, grigie o sabbiose, arricchite da macchie o barre trasversali più scure che tendono a spezzare la sagoma dell'animale. Il ventre resta chiaro, bianco-giallognolo e privo di disegni, mentre sulla testa talvolta si osserva un reticolo bruno.

Dal punto di vista diagnostico, la specie si distingue dalle altre affini per la combinazione di tubercoli dorsali ben sviluppati e più acuminati rispetto a Asaccus elisae, per il numero e la disposizione delle lamelle sottodigitali, e per le proporzioni cefaliche leggermente diverse da quelle di Asaccus kermanshahensis o Asaccus nasrullahi. Descritta per la prima volta da Rastegar-Pouyani, Nilson e Faizi nel 2006, questa morfologia riflette un adattamento specifico alle scarpate rocciose e agli ambienti montani del Kurdistan, dove questo geco conduce vita notturna e si affida al mimetismo e all'agilità per evitare i predatori.

Note

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Categoria:Phyllodactylidae Categoria:Fauna endemica dell'Iran Categoria:Taxa descritti nel 2006