Antichità giudaiche (, , abbreviazione: Ant.) è un'opera storiografica in 20 libri, scritta in lingua greca ellenistica, dello storico romano-ebraico Flavio Giuseppe, pubblicata nel 13° anno di regno dell'imperatore romano Domiziano, ossia nel 94 d.C., contenente il resoconto della storia del popolo ebraico per i mecenati gentili dell'autore. Nei primi X volumi, Giuseppe Flavio segue gli eventi della Bibbia ebraica, dalla creazione di Adamo ed Eva fino alla Cattività babilonese e alla distruzione del nuovo Impero Assiro. I volumi dal Libro XI al XX proseguono la storia del popolo ebraico oltre il testo biblico e fino all'inizio della Prima guerra giudaico-romana (66-73 d.C.). Quest'opera, assieme all'altra opera principale di Giuseppe Flavio, La guerra giudaica (De Bello Iudaico), fornisce un prezioso materiale di base per gli storici che desiderano comprendere il giudaismo del I secolo d.C. e il primo periodo cristiano.

Il titolo e il numero dei libri ricordano le Antichità romane (, ) di Dionigi di Alicarnasso..

Tema Le Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio sono una fonte vitale per la storia del periodo intertestamentario e della guerra degli ebrei contro Roma. Le Antichità giudaiche sono suddivise in venti volumi: un'opera imponente, quasi tre volte più lunga della Guerra giudaica (abbreviazione: Bell.).

Libro I - Dopo un proemio nel quale indica le motivazioni del suo lavoro, le peculiarità del popolo ebraico e del suo legislatore Mosè., nel primo libro l'autore espone il contenuto del libro della Genesi, dalla creazione alla morte di Rebecca e Isacco. Per la redazione dei primi libri Flavio Giuseppe si è basato sulla Bibbia, attingendo per lo più alla versione greca dei Settanta (abbreviazione: LXX), ma vi ha proposto un inquadramento originale. e vi ha aggiunto del materiale proprio con riferimenti anche a storici non ebrei. Per esempio, parlando del diluvio universale, Giuseppe fa riferimento anche a Beroso, a Mnasea, a un certo Ieronimo e a Nicola di Damasco.. Libro II - Il libro inizia con racconto della storia di Esaù e termina con la liberazione degli Ebrei in Egitto e il passaggio del Mar Rosso, episodio quest'ultimo di cui l'autore tenta di fornire anche spiegazioni razionali.. Più della metà del secondo libro è dedicata alla storia di Giuseppe., il figlio di Giacobbe e Rachele venduto dai fratelli, le cui vicende sono narrate da Flavio Giuseppe con un intreccio simile a quello dei romanzi ellenistici.. Libro III - Nel libro terzo si descrivono le fasi iniziali della traversata del deserto da parte degli ebrei, guidati da Mosè, le difficoltà incontrate (mancanza di acqua e cibo, assalti degli Amaleciti) e gli aiuti di origine divina.; il ricevimento del Decalogo.; i quaranta giorni di Mosè sul Sinai.. Giuseppe descrive quindi il sistema della legislazione mosaica in una sequenza ordinata, e con notevoli aggiunte interpretative rispetto a quanto riportato nella Bibbia: i regolamenti sparsi nel Pentateuco riguardanti il recinto e la tenda., l'arca., la tavola dei pani., il candelabro., l'altare dei profumi e l'altare di bronzo., le vesti dei sacerdoti, loro significato e simbolismi., la consacrazione di Aronne., l'abbigliamento del Sommo sacerdote., i sacrifici e le purificazioni., le festività., le leggi di purità., ecc. Libro IV - Continua la descrizione dei quarant'anni trascorsi degli ebrei nel deserto, dalle rivolte del popolo contro Mosè fino alla morte di Mosè. Tuttavia, caratteristiche predominanti del libro sono: la narrazione dell'arrivo degli ebrei nella Giordania orientale e a Gerico., il discorso di addio di Mosè. e, soprattutto, un riassunto della Legge mosaica come costituzione dello stato (politeia).. Dopo la descrizione di altre leggi, Flavio Giuseppe conclude il Libro IV con la morte di Mosè. che elogia come grande legislatore.. Libro V - Nel libro quinto Giuseppe racconta l'immigrazione degli ebrei nella Terra promessa, sotto la guida di Giosuè, e le vicende dei Giudici, seguendo quasi alla lettera il Libro di Giosuè, il Libro dei Giudici e il primo libro di Samuele; inoltre, apparentemente per ragioni cronologiche, fra le vicende tratte dal Libro dei Giudici il Primo libro di Samuele, è inserito del materiale tratto dal Libro di Rut... La vicenda di Sansone. è esposta con le caratteristiche narrative dei romanzi ellenistici, come è stata narrata nel libro II la vicenda di Giuseppe. Libro VI - Il libro è dedicato all'attività di Samuele, il profeta che dà una svolta alla vita sociale e religiosa della nuova nazione., a Saul., col quale inizia il periodo monarchico, la cui narrazione si prolungherà nel nono e nel decimo libro; il libro è dedicato in parte anche a Davide, il cui ruolo diventa sempre più importante nella seconda metà del libro.. A parte qualche riflessione personale di Flavio Giuseppe, ad es. sull'influenza dannosa del potere., nel sesto libro l'autore segue il modello biblico in misura maggiore rispetto alle altre parti delle Antichità giudaiche. Libro VII - Continua il racconto delle vicende del re Davide, che insieme a Mosè e ad Erode è uno dei personaggi più importanti delle Antichità giudaiche. Anche in questo caso, Flavio Giuseppe segue le fonti bibliche in modo abbastanza accurato, ma presentandole in modo nuovo. Per esempio, in Ant. VII, 46-129 e in Ant. VII, 301-342 si può osservare che combina sistematicamente il secondo libro di Samuele e il primo libro dei Re con i due Libri delle Cronache.. Libro VIII - Il libro ottavo è dedicato soprattutto alle vicende familiari, sociali ed economiche di Salomone, successore di Davide, in particolare all'edificazione del primo tempio di Gerusalemme. e, alla morte di Salomone (931 a.C.), alla divisione del regno in un Regno delle dieci tribù del Nord (Regno di Israele) e in un Regno del Sud (Regno di Giuda).. Salomone è descritto da Giuseppe come un filosofo e un uomo dedito alla pace; la moderna interpretazione di Salomone è influenzata dall'ormai nota rappresentazione ellenistica di Flavio Giuseppe.. Dopo la narrazione del regno di Salomone, seguono le vicissitudini delle due dinastie fino ad Acab, re di Israele, e a Giosafat, sovrano del regno meridionale.. Alle fonti bibliche menzionate nel Libro VII, Flavio Giuseppe aggiunge una notevole quantità di altro materiale. Nella storia del regno di Salomone, Flavio Giuseppe può convalidare il racconto biblico del rapporto intercorso tra Salomone e il re Hiram di Tiro facendo riferimento a una corrispondenza conservata tra questi due re nell'archivio di Tiro.; altrove fa riferimenti a storie registrate da antichi storiografi greci come Menandro e Dione.. Libro IX - Il libro nono segue la narrazione parallela dei due regni, del Nord (Regno di Israele) e del Sud (Regno di Giuda), fino a quando (722 a.C.) il regno settentrionale viene conquistato dall'esercito assiro di Sargon II, la popolazione che conta viene avviata alla prigionia in Assiria, mentre in parte della regione vengono trasferiti i Samaritani. Le fonti di base utilizzate da Giuseppe sono , e . Nell'utilizzare queste fonti, Flavio Giuseppe fa uso sia della Bibbia ebraica che della Bibbia greca dei LXX. Al materiale proveniente da queste fonti, Giuseppe interpola anche materiale proveniente dal Libro di Giona. e dal Libro di Naum.. Inoltre Giuseppe attesta il racconto biblico dell'invasione assira con documenti tratti dall'archivio di Tiro., e termina il Libro con una breve descrizione dei Samaritani che in quel momento compaiono sulla scena storica.. Libro X - Il libro decimo è uno dei più complessi. Copre un periodo di tempo molto lungo: dall'assedio di Gerusalemme da parte degli Assiri nel 701 a.C. alla caduta della città ad opera dei Babilonesi nel 586 a.C.. Le fonti di base sono e , ma Flavio Giuseppe la integra con materiale proveniente dalla letteratura profetica e da fonti non ebree. Per esempio, parlando di Giosia vi incorpora materiale proveniente dalla letteratura apocrifa di Esdra.; le informazioni su Sennacherib provengono da Erodoto.; quelle sulla morte di Nabucodonosor provengono da Beroso, Megastene e altri storiografi ellenistici.. La letteratura profetica utilizzata da Flavio Giuseppe è la seguente: ., ., ., .. Per Bilde la caratteristica più interessante del Libro X è proprio il ruolo svolto dai profeti Geremia e Daniele, Geremia nel secondo terzo del Libro X, Daniele nell'ultimo terzo del Libro.. Libro XI - Il contenuto del libro undicesimo copre il periodo di tempo che va dal momento in cui Ciro pone fine all'esilio babilonese (540 a.C. circa) fino al momento in cui Alessandro Magno conquista Gerusalemme e la Palestina (332 a.C.). Fra gli eventi più importanti narrati da Giuseppe: l'ultimo periodo della cattività babilonese, il ritorno lento e parziale degli ebrei in patria, la ripresa della vita nazionale che tuttavia è incerta e divisa, le prime diaspore, l'arrivo di Alessandro Magno, la Palestina sotto il dominio prima dei Tolomei e poi dei Seleucidi, infine l'inizio del movimento dei Maccabei. I temi predominanti del Libro XI sono comunque di natura più lieta: il ritorno degli ebrei di Gerusalemme dall'esilio in Babilonia e il salvataggio degli ebrei persiani per l'intervento di Ester; la storia di Ester è narrata da Giuseppe con le modalità della narrativa ellenistica di cui si è parlato nel Libro II a proposito di Giuseppe. Le fonti a cui è ricorso Giuseppe sono numerose e complesse. Il primo terzo del libro si basa sui Libri di Esdra e Neemia, integrati da materiale tratto da ., dai Libri apocrifi di Esdra. e da una lettera sconosciuta di Ciro ai satrapi di Siria.. L'ultima parte del Libro XI si basa sul Libro di Ester e sulla letteratura apocrifa di Ester.. Inoltre, Giuseppe fornisce alcune informazioni su Alessandro Magno di cui non si conoscono le fonti.. Libro XII - Il contenuto del libro dodicesimo copre il periodo di tempo che va dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) alla morte di Giuda Maccabeo (161 a.C.). Dopo un lungo racconto tratto dalla lettera di Aristea., segue una relazione sulla situazione degli ebrei in vari paesi orientali., il comportamento del tobiade Giuseppe., la relazione tra suo figlio Ircano e la corte d'Egitto., il dominio dei Seleucidi sulla Palestina., l'inizio della persecuzione religiosa contro i Giudei., la resistenza armata iniziata da Mattatia e proseguita dai figli fino a Giuda Maccabeo.. Le fonti principali utilizzate da Giuseppe sono, oltre alla Lettera di Aristea, una cronaca dei Tobiadi altrimenti sconosciuta e il Primo libro dei Maccabei.. Queste fonti sono poi integrate da alcuni documenti (lettere di Antioco III., Areo di Sparta., lettere dei Samaritani.), più una serie di riferimenti a storiografi ellenistici come Agatarchide di Cnido., Nicola di Damasco. e Polibio.. Libro XIII - Il periodo di tempo coperto dal libro va dal 161 a.C., anno in cui sale al potere Gionata Maccabeo, fino al 67 a.C., morte della regina Salomè Alessandra. Il libro tredicesimo narra pertanto dapprima la lotta vittoriosa dei Maccabei contro i Seleucidi, a cui segue il dominio dei Maccabei/Asmonei. Se nella prima parte del libro. la fonte utilizzata da Flavio Giuseppe è ancora il Primo libro dei Maccabei, a cominciare da Ant. XIII, 218 non è più possibile determinare con certezza le fonti, tranne per quelle indicate dallo stesso Giuseppe: Nicola di Damasco., Strabone., Timagene (13.344) e "alcuni scrittori"..