In tale ruolo, per due anni e mezzo venne costretta, insieme ad altre 14 donne, ad assaggiare il cibo del Führer per controllare che non fosse avvelenato. La sua storia è emersa nel 2013 in un articolo di EinesTages, la sezione di argomento storico del settimanale tedesco Der Spiegel.

Biografia Wölk proveniva da una famiglia non nazista. Lei stessa aveva rifiutato di aderire alla Lega delle ragazze tedesche e suo padre non ebbe mai la tessera del Partito Nazista.

Con un marito in guerra che non mandava notizie da due anni, Wölk abbandonò la casa bombardata dei suoi genitori a Berlino nell'inverno del 1941 per raggiungere la suocera che viveva nel comune di Gross-Partsch, oggi Parcz, all'epoca in Prussia Orientale e oggi in Polonia. Nei pressi della cittadina si trovava la cosiddetta Tana del Lupo, il quartier generale di Adolf Hitler, un sistema di bunker nascosti nella foresta di Rastenburg. Il complesso venne frettolosamente abbandonato nel 1944 per via dell'avanzata dell'Armata Rossa.

Secondo i ricordi della donna, in tale contesto venne costretta dalle SS a operare come assaggiatrice delle pietanze di Hitler, assieme ad una decina di altre donne, in una caserma del vicino paese di Krausendorf (oggi Kruszewiec). Racconta che il cibo veniva servito in una stanza con un grande tavolo di legno e che vi erano piatti e zuppiere di verdura, salse, pasta e frutta esotica. La carne e il pesce erano assenti in quanto Hitler era vegetariano. L'assaggio avveniva tra le 11 e mezzogiorno e si attendeva circa un'ora prima di servire i pasti al Fuhrer, per verificare la possibilità di eventuali casi di avvelenamento. Wölk non incontrò mai Hitler di persona, e veniva portata in caserma solo quando egli era a Rastenburg. Tra il 1941 e il 1944 Hitler fu nella Tana del Lupo in media due giorni su tre.

Quando il 20 luglio 1944 Hitler fu vittima di un attentato non andato a buon fine organizzato dal colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, Wölk e le altre donne vennero segregate in un edificio scolastico sfollato vicino al quartier generale, non avendo più la possibilità di rientrare nelle proprie dimore. La donna racconta di essere stata violentata da un ufficiale delle SS che era riuscito ad entrare nella sua stanza tramite una scala.

Wölk riuscì a salire su un treno per Berlino, aiutata da un ufficiale che le aveva consigliato di andarsene in un momento di confusione dovuto all'arrivo dell'Armata Rossa a poca distanza da Rastenburg. Una volta nella capitale, si nascose a casa di un medico negli ultimi mesi di guerra, prima di ritornare nel suo quartiere di Schmargendorf. Qui la donna venne arrestata dai sovietici e fu vittima di numerosi abusi che in seguito le impedirono di avere dei figli. La donna racconta di aver incontrato nuovamente dopo la guerra l'ufficiale tedesco che l'aveva salvata, il quale le rivelò che le altre donne erano state uccise dai soldati sovietici.

Nel 1946 il marito Karl rientrò dal fronte e la coppia visse insieme sino alla morte di lui nel 1980. La donna non parlò mai della sua esperienza sino al 2012, quando una giornalista locale la intervistò in occasione del suo 95º compleanno.

La storia di Margot Wölk ha ispirato il romanzo Le assaggiatrici di Rosella Postorino, vincitore del Premio Campiello 2018. Da questo libro è stato tratto l'omonimo film del 2025 di Silvio Soldini.

Note

Collegamenti esterni