Lo Shāh-Nāmeh di Baysonqor () è un manoscritto illustrato dello Shāh-Nāmeh, l'epopea nazionale del Grande Iran. La sua stesura fu iniziata nel 1426 per ordine del principe timuride Baysonqor e completata il 5 Jumada 833 (31 gennaio 1430). È conservato nel museo del Palazzo del Golestan a Teheran ed è considerato un capolavoro della miniatura persiana.

Secondo la prefazione, apparentemente scritta dallo stesso Baysonqor per questo volume, e solitamente copiata in manoscritti successivi, non si trattava di una copia di un manoscritto precedente, ma piuttosto di un testo preparato confrontando diversi manoscritti più antichi. Lo scopo di questo confronto non era quello di raggiungere una maggiore fedeltà allo Shāh-Nāmeh di Firdusi, ma di modernizzare il linguaggio del testo e di aggiungervi dei versetti. Per questo motivo, lo Shāh-Nāmeh di Baysonqor è uno dei manoscritti dello Shāh-Nāmeh più voluminosi, composto da circa 58.000 versetti (la versione odierna dello Shāh-Nāmeh è composta da circa 50.000 versetti). Il valore di questo manoscritto non risiede nel suo testo, ma nella sua qualità artistica. Scritto in caratteri nasta'liq da Jafar Tabrizi, ha 31 righe per pagina, 346 fogli e 21 dipinti manoscritti nello stile della scuola di Herat ed è una delle opere più importanti identificabili con questa scuola. La scrittura è disposta su 6 colonne, il che è un cenno alla tradizione. La scrittura degli Shāh-Nāmeh contemporanei in stile "moderno" risulta disposta su 4 colonne. I primi Shāh-Nāmeh avevano meno pagine, le quali erano più strette e con un maggiore numero di illustrazioni. L'atelier di Baysonqor produsse, prima di questo, anche uno Shāh-Nāmeh senza illustrazioni. Con la produzione di questo primo Shāh-Nāmeh e e poi con quella della versione di Baysonqor, nuovi orizzonti furono esplorati nella progettazione del libro durante il periodo timuride. Oltre al cosiddetto Shāh-Nāmeh di Demotte e allo Shāh-Nāmeh di Shah Tahmasp, lo Shāh-Nāmeh di Baysunghur è uno dei manoscritti più importanti e famosi dell'opera di Firdusi. Fu esposto a Londra nel 1931 e alla mostra Masterpieces of Persian Painting al Museo nazionale dell'Iran nel 2005.

È incluso nel registro internazionale del patrimonio culturale di importanza mondiale "Memoria del mondo" dell'UNESCO.

Miniature

I dipinti manoscritti comunemente noti come "miniature" presenti nello Shāh-Nāmeh di Baysonqor erano ben eseguiti, con colori vivaci e linee nitide, rivoluzionari per l'epoca. Ci sono 20 illustrazioni più una doppia immagine per il frontespizio, a differenza di altre versioni che potevano contenere più di 100 immagini. L'illustrazione dovrebbe corrispondere al testo di accompagnamento. Tuttavia, poiché le illustrazioni sono così poche, la loro inclusione dà l'impressione che i rispettivi passaggi corrispondenti siano relativamente più importanti. È probabile che Baysonqor abbia scelto personalmente i 21 soggetti per le miniature. Molte di queste sono scelte insolite per le illustrazioni, e molte hanno come soggetto un principe impaziente di giungere all'eredità (ma che non arriva a questo obiettvo). Il frontespizio mostra un principe, con tutta probabilità un ritratto di Baysonqor. Ci sono altri possibili ritratti del principe nelle miniature, ma tutti mostrano eventi accaduti prima del suo regno e della sua nascita. Le illustrazioni seguono la tradizione dello Shāh-Nāmeh nella maggior parte dei casi. Ci sono 6 scene di intronizzazione e 9 scene di battaglia o uccisione. Tutti gli Shāh-Nāmeh presentano questi motivi e senza di essi non si qualificherebbero come un vero e proprio libro dei re. Alcune miniature mostrano nuove idee che non erano state presentate nelle precedenti versioni dello Shāh-Nāmeh. Tra queste, Luhrasp in trono, il combattimento tra Rostam e Barzu, Rostam e Esfandyar che si stringono la mano, Gulnar che si innamora di Ardashir e Yazdagird che cede Bahram Gur a Mundhir l'Arabo. Sebbene queste scene siano nuove, la loro iconografia e il loro stile non lo sono, poiché si ispirano a motivi tradizionali. Con circa 38 x 26 cm, le dimensioni della pagina erano insolitamente grandi per l'epoca e diverse miniature riempiono l'intera pagina, con il frontespizio su due pagine. In entrambi questi aspetti progettuali, questo manoscritto mostra la direzione che avrebbero preso le successive commissioni reali.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia

Canby, Sheila R., Persian Painting, 1993, British Museum Press, Piotrovsky M.B. and Rogers, J.M. (eds), Heaven on Earth: Art from Islamic Lands, 2004, Prestel,

Welch, Stuart Cary. Royal Persian Manuscripts, Thames & Hudson, 1976, Hillenbrand, Robert. Exploring a Neglected Masterpiece: The Gulistan Shahnama of Baysunghur, Taylor & Francis Ltd, 2010.

Ulteriori letture Manz, Beatrice Forbes (2011). "Bāysunghur, Ghiyāth al-Dīn". In Fleet, Kate; Krämer, Gudrun; Matringe, Denis; Nawas, John; Rowson, Everett (eds.). Encyclopaedia of Islam (3rd ed.). Brill Online. Roemer, H. R. (1989). "Bāysonḡor, Ḡīāṯ-al-Dīn". In Yarshater, Ehsan (ed.). Encyclopædia Iranica. Vol. IV/1: Bāyju–Behruz. London and New York: Routledge & Kegan Paul. pp. 6–9.

Voci correlate Shāh-Nāmeh Miniatura persiana

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