Proveniente dal Quh (o Kuh), nella regione storica del Tabaristan, nacque ad Amol, e visse a Baghdad nel X secolo. È considerato uno dei massimi studiosi di geometria, per via dei molti scritti di matematica e astronomia a lui attribuiti.Suter, Die Mathematiker und Astronomen der Araber (75-76, 1900). Nel suo trattato On Rising Times, scrisse di aver studiato anche l'astronomia, oltre ai centri di gravità e all'ottica. Il suo "compasso perfetto", ad esempio, rappresentava un passo oltre le costruzioni punto per punto delle sezioni coniche di Avicenna e descriveva uno strumento che al-Qūhī definì utile per disegnare queste sezioni su meridiane e astrolabi. (PDF version) Biografia
Al-Qūhī era a capo del gruppo di astronomi che nel 988 lavoravano presso l'osservatorio costruito a Baghdad dall'emiro Sharaf al-Dawla dei Buwayhidi. Scrisse un trattato sull'astrolabio nel quale risolve una serie di problemi geometrici.
In matematica dedicò l'attenzione a quei problemi archimedei e apollonici che portano a equazioni di grado superiore al secondo. Ne risolse alcuni, discutendo le condizioni per la risolubilità. Per esempio, fu capace di risolvere il problema dell'iscrizione di un pentagono equilatero in un quadrato, che risulta in un'equazione di quarto grado.Jan Hogendijk (1984) "al-Kuhi's construction of an equilateral pentagon in a given square", Zeitschrift für Gesch. Arab.-Islam. Wiss. 1: 100-144; correction and addendum Volume 4, 1986/87, p.267 Scrisse poi un trattato sul compasso perfetto, ovvero un compasso dotato di un'asticella regolabile che permette di disegnare qualsiasi sezione conica: linee rette, cerchi, ellissi, parabole e iperboli.Jan Hogendijk (2008) "Two beautiful geometrical theorems by Abu Sahl Kuhi in a 17th century Dutch translation", Ta'rikh-e Elm: Iranian Journal for the History of Science 6: 1-36 È plausibile che al-Qūhī abbia inventato un tale attrezzo. Alt URL Reviews: Seyyed Hossein Nasr (1998) in Isis 89 (1) pp. 112-113 ; Charles Burnett (1998) in Bulletin of the School of Oriental and African Studies, University of London 61 (2) p. 406 John Lennart Berggren, Hogendijk: The Fragments of Abu Sahl al-Kuhi's Lost Geometrical Works in the Writings of al-Sijzi, in: C. Burnett, J.P. Hogendijk, K. Plofker, M. Yano (eds): Studies in the History of the Exact Sciences in Honour of David Pingree, Leiden: Brill, 2003, pp. 605–665
Come Aristotele, al-Qūhī propose che il peso dei corpi variasse con la loro distanza del centro della Terra.Mohammed Abattouy (2002), "The Arabic Science of weights: A Report on an Ongoing Research Project", The Bulletin of the Royal Institute for Inter-Faith Studies 4, p. 109-130
È stata conservata nei secoli la corrispondenza tra al-Qūhī e Abu Ishaq al-Sabi, un importante funzionario pubblico interessato di matematica.Berggren: "The correspondence of Abu Sahl al-Kuhi and Abu Ishaq al-Sabi: a translation with commentaries", J. Hist. Arabic Sci., volume 7, 1983, pp. 39-124.M. Steinschnieder, Lettere intorno ad Alcuhi a D. Bald. Boncompagni (Roma, 1863)
Note
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