Il segno del drago è un romanzo fantasy di Mariangela Cerrino scritto nel 1999 ed edito per la prima volta dalla Longanesi; in seguito è stato riedito dalla Susalibri nel 2010. Rappresenta il primo volume del ciclo dell'anno Mille, una serie di quattro romanzi ambientati nella Francia centro-meridionale.

Trama Siamo a Chambéry, alle soglie dell'Anno Mille, e nel giorno di Ognissanti un vecchio monaco profetizza in pubblico il ritorno di Satana e la fine del Tempo che si prospetta il giorno di Natale. L'anziano medico Amboise de Montsalvy e il giovane capitano mercenario Colin Bois intendono lasciare la cittadina in compagnia dell'allieva del primo, una giovane dama di nome Adelaisa di Borgogna; quest'ultima va condotta dal suo promesso sposo Olderico Manfredi, marchese di Torino, nonostante l'opposizione dell'arcivescovo di Milano Arnolfo da Azzago, che teme il congiungimento della marca di Torino al regno di Borgogna. Al gruppo, oltre che ai fidi di Colin, il giovane Aurac e Bert La Salle, si unirà anche Illait di Isley, che insieme alla sorella Ela è ritenuto figlio di uno dei principi del re di Scozia Malcolm; il vescovo Chaffre de Revard ha fatto arrestare i due fratelli perché pagani e già messo al rogo la sorella, e anzi sostiene che Illait sia un derwydd, ossia un giovane druido, in pratica una natura avversa ai cristiani. Difatti, in seguito verrà rivelato che Illait ha imparato molte cose sia dai preti cristiani che dai sapienti pagani prima di partire per Cluny per ordine del re, il quale era conscio che la Chiesa aveva ordinato che le conoscenze da lui imparate andassero cancellate o perlomeno nascoste. Amboise manda un messaggio all'abate Odilone, di cui Illait è un suo protetto, e riesce a salvarlo e farlo salire sul carro.

Il sestetto è tuttavia inseguito dagli uomini di Alcourt, capitano della guardia di Chaffre ed ex-compagno d'armi di Colin. Dopo che i protagonisti sostano a Bramans, il giorno dopo li raggiungono gli sgherri di Azzago e il gruppo si separa, con Colin che se ne va con Illait e Adelaisa. I tre scampano lasciando la città e salendo per il valico, ma poco tempo dopo vengono assaliti e catturati da Alcourt e dai suoi uomini, i quali li portano dall'abate Odo di Blois. Quest'ultimo, in compagnia di Alcourt, cerca di torturare Illait per estorcergli tutti i suoi segreti, ma i due finiscono totalmente stravolti sia nel fisico che nell'umore dopo aver saputo che il derwydd è scomparso. Quando Alcourt aggredisce i due perché gli dicano dove sia, Colin lo mette fuori gioco, mentre Adelaisa blocca Odo e i due lo obbligano a guidarli dai monaci, dove si trovano sia il resto del gruppo sia Illait; dopo aver tentato inutilmente di convincere Amboise a uccidere il giovane pagano, alla fine il vicario viene mandato via.

Il gruppo sosta poi alla chiesa di Santa Maria, dove Amboise si rivede con il suo amico, l'abate Gezone; da lui apprende però che un gruppo di uomini di Odo e Chaffre si trova già a Susa, ove sta cospirando con la nobiltà di Oderigo per tendere un'imboscata ai nostri eroi una volta arrivati a Torino. A guidarli in luoghi più sicuri si offre un servo dell'abbazia di nome Sarazin, metà saraceno e chiamato da tutti Munir, e così i sette, seguendo un percorso che li porta lontano dagli sguardi dei soldati di Chaffre, raggiungono il borgo di Foresto. Giunti all'Orrido del Drago, vengono tuttavia a uno a uno catturati da un gruppo di banditi guidati dallo spietato Tramlan; questi, in cerca d'intrattenimento, spinge Colin e Illait in un duello mortale, dove al vincitore viene promessa la libertà insieme ai compagni. Nonostante i due esitino, alla fine il duello vede Colin trafiggere mortalmente il giovane pagano, ma Amboise afferma che questi in realtà è caduto in uno stato di limbo dato che ha ricorso alla non-vita; quando infatti viene accesa una pira funebre per lui, il corpo del giovane, avvolto in pesanti pelli, viene riscaldato e recupera le sue funzioni vitali tra lo stupore generale. Tramlan accetta così di guidare il gruppo dal cugino di Olderico affinché li protegga durante il viaggio verso Torino, non prima di averli portati da un vecchio eremita di nome Antonino, il quale benedice Illait con la protezione di Dio, convertendolo effettivamente al cristianesimo.

Quando però Colin e compagni giungono nei pressi di Sant'Agata, Arnolfo aizza contro di loro una folla inferocita e taglia loro ogni via di fuga: la battaglia che segue vede Bert venire ferito mortalmente e Adelaisa catturata. Colin invia Aurac e il giovane predone Risson al castello di Arduino Glabrione presso Avigliana, perché sia lui che Olderico inviino rinforzi per salvare Adelaisa; intanto, tramite un messaggero, Amboise scopre che Odo tiene quest'ultima in ostaggio nella casaforte della Chiusa, ove oltre a lui si trovano Alcourt, l'abate Adverto di Lézat, loro ignara pedina, e Guiscano di Susa, vassallo ribelle di Oderico, e ha richiesto che Colin, Amboise e Illait vengano da soli in cambio della liberazione della giovane. I tre guidano così i loro verso il castello tramite un sentiero nascosto, e una volta soli, parlano con l'abate Adverto e riescono ad avvederlo e a convincerlo a liberare Adelaisa; ma come escono dal castello, vengono raggiunti da Munir, la cui presenza viene avvistata dalle sentinelle. Munir viene colpito a morte, e l'intero gruppo è costretto a fuggire in un luogo sicuro ove attendere Olderico; Alcourt decide invece di sfidare personalmente Colin, e nel loro ultimo duello mortale, quest'ultimo riesce infine a uccidere il suo antico compagno d'armi, venendo tuttavia gravemente ferito a sua volta e perdendo conoscenza.

L'arrivo di Olderico segna la fine definitiva della battaglia, con Odo e Guiscano obbligati alla resa e all'esilio. In quel momento sia i presenti al castello che il gruppo di Amboise assistono al rogo della sommità della montagna che dura per tutta la notte; la montagna però rimane integra, insieme alle tre cappelle e al rifugio edificato dai monaci. Adverto lo definisce in pubblico un miracolo, consacrando il monte e la nuova abbazia a San Michele, colui che sconfisse il Drago, ma in realtà in cuor suo lo interpreta come un brutto segno. Quando infine Colin si sveglia, è già giunto febbraio, e Olderico e Adelaisa si sono sposati tra una folla festante. Colin, notando una donna che assomiglia alla dama, scopre da Amboise che ella si chiama Artemisia, la sua allieva prediletta, ed è stata lei la dama a seguire Amboise e compagni sotto le mentite spoglie di Adelaisa, mentre quella vera viaggiava per le strade del Montjovis, un percorso molto più lungo ma lontano dalle grinfie di Arnolfo. Soddisfatto, Colin abbandona la sua gelosia per Olderico e accetta l'amore di Artemisia.

Personaggi Amboise de Montsalvy: uno dei protagonisti del ciclo, è un anziano studioso e medico d'indiscussa fama, stimato da molti monarchi in Europa e da Papa Silvestro III, che si scoprirà essere suo mentore. Colin Bois: giovane capitano mercenario, è accompagnato dal suo secondo Bert La Salle e dal giovane Aurac. Si innamora di Adelaise, anche se è incaricato di accompagnarla dal marchese di Torino. Adelaisa di Borgogna: principessa del regno di Borgogna, allieva di Amboise, e promessa sposa di Olderico Manfredi, marchese di Torino. A fine libro si scopre che Amboise per tutto il viaggio aveva tenuto per sé una donna molto simile a lei, la sua allieva prediletta Artemisia, e quella vera aveva compiuto un viaggio molto più lungo ma sicuro, lontano da coloro che volevano impedire le nozze con Olderico. Illait di Isley: un giovane derwydd, ovvero un druido, che insieme alla sorella Ela è ritenuto figlio di uno dei principi della Scozia. Assiste al rogo della sorella dopo che i due sono stati arrestati dal vescovo di Chambéry Chaffre de Revard in qualità di pagani. Unitosi al gruppo di Colin e Amboise, dimostra straordinarie abilità sovrannaturali. Chaffre de Revard: vescovo di Chambéry. Disprezza Amboise in quanto in passato fu processato come responsabile del saccheggio di un'abbazia, e nonostante godesse (e goda ancora) di molti appoggi e un'illustre parentela, perse il processo per causa di Amboise. Tramlan: capo di una banda di predoni che pullula l'Orrido del Drago. Dopo aver catturato i protagonisti, assisterà a un miracolo che porterà lui e il suo gruppo a collaborare con loro. Alcourt: capitano della guardia di Chaffre ed ex-compagno d'armi di Colin. Odo di Blois: abate di Chambéry alleato di Alcourt e di Azzago di Milano. In passato partecipò all'assedio di Langeais, usando i bambini come scudi umani. Gezone: abate dell'abbazia di Altacomba e amico di Amboise. Munir: vero nome Salazir, è un servo dell'abbazia di Gezone, per metà saraceno in quanto nato da padre ignoto e da madre cristiana all'epoca dodicenne. Guiscano di Susa: fratello di Bosone di Susa, vassallo di Olderico Manfredi e alleato di Odo di Blois. Adverto di Lézat: un abate che si trova temporaneamente alla casaforte della Chiusa. Viene introdotto come pedina ignara di Odo di Blois, ma si rivela essere legato a Ugo di Montboissier. Olderico Manfredi: marchese di Torino e promesso sposo di Adelaisa e anche lui allevo di Amboise.

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