Il pesciolino nero () è il romanzo più celebre dello scrittore iraniano Samad Behrangi pubblicato nel 1968. È considerato un'allegoria anti-sistema del regime Pahlavi.
L'opera venne pubblicata pochi mesi prima che Behrangi morisse in circostanze misteriose per annegamento (si suppone che sia stato assassinato dalla SAVAK) e riflette le istanze del socialismo reale, che sono sì destinante a un pubblico di giovani adulti, ma messe in forma di un racconto per ragazzi.
Trama Il protagonista del romanzo è un pesciolino nero che un giorno decide di abbandonare il suo piccolo angolo di mare per andare a scoprire l'oceano. Durante il viaggio assiste a diversi atti barbarici perpetrati da animali più grandi di lui, come il pellicano, il granchio o lo squalo. Facendo il tesoro di queste esperienze, il pesciolino decide che il suo scopo è quello di combattere le ingiustizie del mondo: avendo scoperto il senso di sacrificio per la collettività, il pesciolino muore da martire mentre cerca di salvare un suo compagno prigioniero.
Analisi Il romanzo intende risvegliare le coscienze dei giovani iraniani che erano state sopite dall'apatia imposta dal regime, il ché li rendeva ignari della reale situazione politica del Paese, e dimostra come ogni piccolo individuo (un semplice pesciolino) possa morire da rivoluzionario, un concetto ripreso dai giovani insegnanti che entrarono a far parte dell'Esercito del sapere () per migliorare le condizioni degli abitanti delle campagne.
Accoglienza Il pesciolino nero riscosse grande successo in Iran e venne ripubblicato più volte, tant'è che fu l'unica opera di Behrangi a riuscire a eludere la censura reale, probabilmente perché le illustrazioni del libro curate da Farshid Mesghali furono un motivo di vanto per la corona, essendo state premiate al Bologna Children's Book Fair nel 1969.
Si ritiene che Il pesciolino nero sia stato il manifesto ufficiale dell'organizzazione marxista-leninista Fadaiyan-e Khalq, esponente della sinistra rivoluzionaria di cui facevano parte molti studenti universitari e intellettuali coinvolti nelle guerriglie urbane degli anni settanta in Iran.
Il romanzo si diffuse fuori dall'Iran grazie alla cospicua diaspora di studenti iraniani che contestavano la monarchia Pahlavi. In Italia la Federazione degli studenti iraniani ne pubblicò una traduzione in ciclostile, similmente a un manifesto di lotta. L'opera attrasse l'attenzione della casa editrice di estrema sinistra Edizioni Ottaviano, che la pubblicò nella collana Rompete le righe con l'obiettivo di rivoluzionare i metodi educativi italiani. La prima edizione italiana del romanzo risale al 1977 illustrata da Chiurac, cui seguì una seconda ristampa nel 1981.
Nel 1999 venne pubblicata un'edizione in un articolo di Natalia Tornesello incentrato sulle opere di Behrangi, rimasto circoscritto in ambito accademico. Seguirono altre edizioni nel 2008 di Donzelli e di scrittori iraniani della diaspora come Mokhtar Azizi, che per la prima volta incluse il testo in lingua originale.
Edizioni italiane Il pesciolino nero, a cura della Federazione degli studenti iraniani in Italia (membro della C.I.S.N.U.), post 1967 Il pesciolino nero, con illustrazioni di C. Chiurac, Milano, Ottaviano, 1977 Il pesciolino nero. Illustrazioni di Farshid Mesqali. Edizione italiana a cura di Mario Casari, Collana Fiabe e storie (album), Roma, Donzelli Editore, 2008, ISBN 9788860362889 Il pesciolino nero, traduzione di Mokhtar Azizi, con illustrazioni di Onorina Frazzi, Venezia, Marcianum Press, 2014, ISBN 978-88-6512-282-2 Pesciolino nero dove vai?, traduzione di Farshid Mesghali, Milano, Valentina Edizioni, 2017, ISBN 9788897870944
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni