Il segreto dell'alchimista è un romanzo fantasy di Mariangela Cerrino scritto nel 2000 ed edito per la prima volta dalla Longanesi; in seguito è stato riedito dalla Susalibri nel 2010. Seguito de Il segno del drago, rappresenta il secondo volume del ciclo dell'anno Mille, una serie di quattro romanzi ambientati nella Francia centro-meridionale.

Trama È il giugno dell'anno mille. All'abbazia di Saint-Germain di Auxerre, l'alchimista Valentin accoglie il suo amico di gioventù Amboise, accompagnato dall'allieva Artemisia, dal capitano Colin Bois, dal derwydd Illait di Isley e dai giovani Aurac e Risson. Amboise spiega all'amico che deve presentarsi a Cluny il terzo giorno dopo la festa di San Giovanni per affrontare il giudizio sotto il vescovo Chaffre di Revard, che non gli ha perdonato di avergli portato via Illait, a cui voleva estorcere i segreti. Per sua fortuna, la conversione del giovane ha come testimoni Amboise, Artemisia, Colin e Auric, mentre Adverto di Lézat, Olderico Manfredi e suo cugino Arduino hanno reso testimonianza scritta; Amboise confida anche in Odilone, abate di Cluny che servirà come giudice, e persino nel papa, che sa delle attività di Chaffre. Ma anche Valentin ha le sue gatte da pelare: lo scorso Natale gli è stato proibito di vedere sua nipote Agnès, che si trova al monastero femminile di Saint-Madeleine a Vézelay, e ora di lei non si sa più nulla. Dopo che un incendio colpisce la città di Auxerre, spento poi da una pioggia, Amboise riesce a intravedere Odo come il responsabile del rogo, e insieme al gruppo decide sul da farsi: Colin accompagnerà Artemisia a Vézelay, in compagnia di Risson e Aurac, mentre Amboise e Illait resteranno in città.

Colin accompagna così Artemisia al monastero femminile di Vézelay; ritorna poi dai compagni e propone di andare tutti a Vézelay, nel caso dovesse succedere qualcosa ad Artemisia. Viene infatti fuori che la badessa del monastero femminile si chiama Maude de Belley, protetta del vescovo Hugo di Chalon e cugina da parte di madre di Chaffre, ed è sospettata inoltre di venerare gli antichi dei. Dieci anni prima, il nobile a cui era destinata in sposa morì in circostanze strane, e il giovane che fu suo amante, pur considerato innocente, fu decapitato. Maude fu quindi inviata al monastero di Saint-Ugine ad Annecy, prima che suo cugino, amico d'infanzia di Hugo, le desse il permesso di entrare a Saint-Madeleine; dopo un paio di mesi la badessa in carica morì all'improvviso e Maude prese il suo posto. Temendo qualcosa, Amboise invia Colin e Illait da Artemisia, e una volta che i tre si ricongiungono Maude si rivela essere una maga oscura, contro cui Illait usa subito i suoi poteri per opporsi. Riconoscendo il coraggio del trio, Maude si allontana, al che Artemisia lascia Colin e Illait fuori dal monastero, rimanendo dentro a badare a Isette, un'oblata del monastero, godendo al contempo della protezione magica donatale da Illait. Dialogando con Isette, Artemisia trova conferma dei timori di Valentin, ovvero che Agnès è rinchiusa da qualche parte in una cella al passaggio inferiore, ma anche che, nonostante sia muta dalla nascita, dalla cella si alza spesso un canto melodioso in una lingua incomprensibile. Quando infine le due, sfuggendo alle attenzioni di Maude, riescono a intrufolarsi nella cella di Agnès, Artemisia nota una certa somiglianza con Ela di Isley, sorella di Illait, e riconosciutala, comprende che le due si sono scambiate di posto in vita, ed è stata Agnès a morire bruciata sul rogo nel libro precedente, non Ela; le due donne decidono così di fuggire per avvertire gli altri. Capitano e druido, rimasti nel frattempo al Borgo Alto, grazie a una ragazza di nome Brise, scoprono gli affari dell'anziano monaco padre Léon, priore del monastero maschile di Vézelay, il quale da anni cerca di sopprimere la festa dei fuochi di San Giovanni e porta a forza giovani ragazzi e ragazze ai monasteri.

Nel frattempo, ad Auxerre, si scopre che Valentin sta lavorando a una Grande Opera alchemica, la Trasmutazione, che solo un alchimista di buon cuore può compiere; il suo servitore Pognon serpeggia però nella mente del suo padrone il dubbio che Amboise e Illiat vogliano impadronirsi della sua Opera o persino distruggerla. Amboise consiglia all'amico di non concludere l'opera, o perlomeno di non lasciarsi corrompere da essa, in quanto, pur non essendo un alchimista, sa bene quanto Valentin sia cosciente di cosa significhi concluderla. Secondo i simbolismi, l'Aquila è il simbolo della sublimazione della materia, e nella lingua degli Isley è il significato del nome Illait, ovvero il giovane druido; il Cigno è l'Opera del Bianco, e a rappresentarla era sua sorella Ela; infine il Drago rappresenta il Potere, la materia e l'antimateria, l'eternità e l'assenza del Tempo, e considerato quanto successo a fine libro precedente, è Illait a detenere il vero Potere, perché è l'erede di antiche scuole che praticavano armonie ormai dimenticate. In quel momento, Odo di Blois, invitato da Pognon e alla guida dei soldati di Hugo di Chalon, entra nell'abbazia e accusa Amboise di aver incendiato la locanda che ha provocato l'incendio a inizio libro. L'anziano medico e l'alchimista vengono così rinchiusi nel palazzo del vescovo, e ivi interrogati e torturati, fino a che Valentin decide di collaborare con Odo, il quale in cambio gli chiede di dimenticare sua nipote e di concludere la sua opera.

Saputo del fatto, Colin, Aurac, Risson e Illait decidono inizialmente di andare a salvare Valentin e Amboise, ma poi Illait ha una visione onirica di Artemisia che lo avverte della verità che ha scoperto su Agnès e su Ela, e quindi, risvegliatosi, convince gli altri a seguirlo a Vézelay. Giunti lì, i quattro raggiungono Artemisia e Isette, le quali guidano Colin e i due ragazzi nella cripta, dove liberano Ela; con gli uomini di Léon alle calcagna, Artemisia corre a dirigersi dal duca Enrico di Borgogna in compagnia di Isette, Risson e Aurac, con Colin che li aiuta trattenendo gli inseguitori mentre che porta Ela con sé. Intanto, Illait affronta Maude a viso aperto e trova conferma della visione onirica, ovvero che sua sorella Ela è ancora viva; nonostante Maude tenti di portarlo dalla sua parte, in quanto entrambi sono a conoscenza dei segreti dell'Alito del Drago, Illait riesce a scampare da cattura certa tramite un inganno. Decide di trovare il duca di Borgogna e lo trova al villaggio di Saint-Mesmin; quando gli spiega la situazione, l'altro, nonostante uno scetticismo alimentato anche dalla magia di cui il derwydd dispone, alla fine accetta di aiutare Amboise nel processo in cui si trova invischiato. I due si ricongiungono con Artemisia, Isette, Aurac e Risson, e il gruppo unito raggiunge Valentin per aggiornarlo della situazione; quando fanno lo stesso con l'abate Ilderico, annunciando anche che intendono prendere Auxerre per salvare Amboise, Illait rivela che Maude si sta dirigendo personalmente da loro, avendo scoperto dove egli si trova, e per contrastarla egli ha bisogno della Grande Opera di Valentin.

Quando quest'ultima viene infine portata a compimento, Maude usa l'Alito del Drago sotto forma di un uragano che colpisce la casa di Valentin, distruggendo la sua Grande Opera. Enrico conquista Auxerre e i protagonisti catturano l'abate Hugo, liberano Amboise, arrestano Odo e Chaffre e infine riescono a recuperare Valentin, rimasto incastrato tra le macerie. Quest'ultimo si era infatti salvato per miracolo sia per via dell'intervento tempestivo degli uomini di Enrico, sia perché Illait, prima del crollo, lo aveva attirato più che poteva fuori dal pericolo tramite l'illusione di un'Agnès bambina; tuttavia, nonostante le cure, alla fine Valentin muore per le ferite riportate. Quanto a Colin ed Ela, attaccati da Léon e dai suoi uomini, vengono in seguito lapidati da una folla inferocita; Ela perde la vita, mentre il capitano sopravvive per miracolo e, ristabilitosi, riesce ad allontanarsi col corpo della giovane e a riunirsi con gli altri protagonisti. Quando Illait decide di andare a seppellire la sorella, Odo tenta un'ultima sortita per ucciderlo, ma Colin reagisce subito e lo uccide con un colpo di balestra.

Un nuovo giorno sorge, con la campana di Saint-Germain che suona per la morte del maestro Valentin. Chaffre, ormai roso dalla rabbia e dalla follia che già lo possedevano da tempo a causa della sua ossessione per Illait e il potere di cui era custode, viene rinschiuso al monastero di Saint-Denis a Dijon, prima di essere portato a Borgogna. Non c'è tempo per adagiarsi sugli allori, però, perché l'ombra di Maude si nasconde sopita in agguato...

Personaggi Amboise de Montsalvy: uno dei protagonisti del ciclo, è un anziano studioso e medico d'indiscussa fama, stimato da molti monarchi in Europa e da Papa Silvestro III, che si scopre essere il suo mentore. Colin Bois: giovane capitano mercenario, è accompagnato dal suo nuovo secondo, il giovane Aurac, dopo che l'altro compagno Bert La Salle è morto in una battaglia. Dopo aver scoperto che Adelaisa di Borgogna, la donna che doveva accompagnare, ha mandato un suo sosia di nome Artemisia, sceglie di restare con quest'ultima. Artemisia: allieva di Amboise, a detta sua diciannovenne. Nel libro precedente ha vestito le mentite spoglie di Adelaisa di Borgogna per tutto il viaggio fino a Olderico Manfredi marchese di Torino per tenere la vera dama al sicuro dai nemici. Ha una relazione reciproca con il capitano Colin Bois, ma anche con Illait. Illait di Isley: altro membro del gruppo di Amboise, è un giovane derwydd, cioè un druido, convertitosi al cristianesimo grazie all'anziano monaco Antonino. Risson: un giovane membro dei banditi dell'Orrido del Drago, unitosi al gruppo di Amboise come loro guida. Valentin: alchimista di Auxerre e amico di gioventù di Amboise, insieme a lui fu allievo di Gerverto di Aurillac, mago e uomo di scienza divenuto papa col nome di Silvestro III. Fu anche precettore di Artemisia, ed è il nonno della giovane Agnès. Agnès: nipote di Valentin, nonostante la sua bellezza è incapace di parlare a causa della malattia mortale che ha colpito la madre. Prima di compiere 14 anni, entrò come novizia al monastero di Saint-Madeleine a Vézelay, ma adesso di lei non si sa più nulla. Ilderico: abate di Auxerre. Ha stretto un patto di non belligeranza con il vescovo Hugo di Chalon dopo un periodo di inimicizia: mentre Ilderico avrebbe detenuto il potere sull'abbazia, Hugo l'avrebbe mantenuto sulla città. Hugo di Chalon: vescovo di Auxerre, appoggiò Agnès come novizia a Saint-Madeleine. Governa la diocesi di Vézelay dove si trovano due monasteri, uno maschile e uno femminile. Chaffre de Revard: vescovo di Chambéry e cugino di Maude de Belley. Disprezza Amboise in quanto in passato fu processato come responsabile del saccheggio di un'abbazia, e nonostante godesse (e goda ancora) di molti appoggi e un'illustre parentela, perse il processo per causa di Amboise. In questo libro mette sotto processo ancora Amboise in quanto ha fatto scappare il giovane Illait, nato pagano e che si trovava sotto la sua "custodia". Odo di Blois: abate di Chambéry alleato di Azzago di Milano. Dopo aver perso il suo alleato Alcourt, morto per mano di Colin, pedina i protagonisti. Maude de Belley: la badessa del monastero femminile di Saint-Madeleine di Vézelay, si rivela essere una maga nera, contro cui Illait usai suoi poteri per opporsi. Padre Léon: anziano monaco e priore del monastero maschile di Vézelay, noto per il suo rigore molto difficile da sopportare. È lui a portare giovani ragazzi e ragazze ai monasteri, e da anni cerca di sopprimere la festa dei fuochi di San Giovanni. Convinto di essere nel giusto, collabora inoltre con Maude de Belley per tentare di catturare Illait.

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Categoria:Romanzi fantasy Categoria:Romanzi ambientati in Francia