La torre di Maro () è quanto rimane di un castello bizantino eretto nel villaggio di Dafni a sud-est di Nigrita, in Macedonia centrale. La torre, che si presenta in buono stato di conservazione, è iscritta dal 1957 tra i monumenti storici posti sotto la tutela del Ministero greco della cultura.
Architettura
Nella configurazione odierna costituisce un'unità architettonica a sé stante, a pianta quadrata. Le pareti esterne si estendono per 12,41 metri ciascuna, mentre internamente nel lato più corto l'estensione si riduce a 7,65 metri. All'angolo occidentale raggiunge metri in altezza.
Un arco, la cui apertura non è sopravvissuta, offriva un accesso dalla parete nord-orientale.
Negli anni 1940 alcune pietre della torre vennero asportate come materiale di reimpiego per scopi edilizi. La torre subì inoltre ingenti danni col terremoto del 1978.
La torre come dimora di Mara Branković
Mara Branković, a cui la torre deve il nome, fu la consorte del sultano ottomano Murad II e figlia del sovrano serbo Đurađ Branković. Ricoprì un ruolo politico di rilievo in quanto madre adottiva del futuro sultano Maometto II il Conquistatore.
Dopo la morte di Murad II, ereditò il villaggio di Dafni come sua grande proprietà terriera. Vi si stabilì, vivendo negli agi e nel lusso. Esercitò notevole influenza diplomatica, intervenendo più volte in affari politici e religiosi; malgrado dimorasse lontano dalla corte del sultano, continuò a influenzarne la politica intervenendo a favore della comunità cristiana e nel salvataggio di varie reliquie, sovente inviate ai monasteri dell'Athos. Subì il tentativo di assassinio da parte di sicari turchi inviati a Dafni; tuttavia, riuscì a fuggire, trovando rifugio presso un villaggio limitrofo ove morì non molto tempo dopo. Alla sua morte, la sua fortuna fu ereditata dai monasteri dell'Athos.
Menzione storica dell'icona Nel Vecchio codice della Cattedrale dei Santi Teodoro (Serres) si fa riferimento a Maro: è infatti menzionata «un'icona di Maro ch'è stata ricavata dal Legno sacro», a testimoniare che Mara Branković fece dono alla cattedrale di quest'icona raffigurante la Vergine Maria.
Note
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