Diario 1887-1910 (Journal (1887-1910)) è un diario tenuto dallo scrittore francese Jules Renard dal giugno 1887, quando aveva ventitré anni, all'aprile 1910, poche settimane prima della sua morte, pubblicato postumo in cinque volumi dall'editore Bernouard dal 1925 al 1927. Nel diario Renard registra avvenimenti della Parigi di fine secolo, appunti di lettura, aforismi, riflessioni personali e resoconti di eventi familiari, il tutto sotto forma di appunti che vanno da una riga a diverse pagine. Sebbene molto ampio, il Diario di Jules Renard è tuttavia lacunoso perché molti passi furono eliminati dalla vedova Marie Morneau (1871-1938); ciononostante il Diario è posto tra le opere maggiori di Renard. Il Journal 1887-1910 è stato tradotto per la prima volta in italiano da Orio Vergani nel 1945.

Storia editoriale Jules Renard scrisse un diario intimo dal giugno del 1887 al 6 aprile 1910, poche settimane prima della sua morte, avvenuta il 22 maggio 1910.. L'inizio fu suggerito dal Journal dei fratelli Goncourt. il cui primo volume apparve presso l'editore Charpentier ai primi del 1887Mario Bonfantini, Diario dei Goncourt, Dizionario Bompiani delle opere, III, p. 2356, 2005.

Non è possibile dare una descrizione del diario originale di Jules Renard perché il manoscritto è scomparso, probabilmente distrutto da Marie Morneau, vedova di Renard.. Sebbene Paul Léautaud (Journal littéraire, 1927) affermasse che il manoscritto originale fosse composto da 73 quaderni, Léon Guichard (curatore dell'edizione del Journal di Renard nella Bibliothèque de la Pléiade) ritiene che — in base alle testimonianze di Henri Bachelin (curatore dell'ed. Bernouard del 1925) —, il manoscritto di Renard dovesse comprendere 54 quaderni di varie dimensioni, piccoli nei primi anni, più grandi in seguito..

Soprattutto dopo la sua morte, la fama di Jules Renard diminuì e l'eclissi perdurò fino a metà degli anni venti, allorché fra il 1925 e il 1927 l'editore François Bernouard pubblicò le "Oeuvres Complètes" del nostro scrittore in 18 volumi a cura di Henri Bachelin.. In particolare i cinque volumi delle "Oeuvres Complètes", dall'XI al XV, contenevano il Journal, fino ad allora inedito: il primo volume (vol. XI: 1887-1895) fu pubblicato nel 1925, i tre successivi (vol. XII: 1896-1899; vol. XIII: 1900-1902; vol. XIV: 1903-1905) nel 1926 e l'ultimo (vol. XV: 1906-1910) nel 1927.. L'edizione Bernouard in cinque volumi era tuttavia molto costosa ed ebbe scarsa diffusione.. Nel 1935 l'editore Gallimard pubblicava il "Journal" di Jules Renard in un unico volume di grandi dimensioni che «fu subito largamente noto, e fece conoscere a fondo l'anima, la mente dello scrittore». Nel 1960 l'editore Gallimard pubblicava l'edizione critica del Journal a cura di Léon Guichard et Gilbert Sigaux . contenente fra l'altro un importante saggio di Léon Guichard..

Nel 1945 Orio Vergani, uno dei primi cultori italiani di Renard, curò un'edizione parziale del Diario.; la traduzione di Vergani fu utilizzata anche in altre edizioni del Diario in lingua italiana .... Sono state pubblicate anche in Italia antologie di aforismi di Jules Renard, tratti soprattutto dai Diari, ad opera, fra gli altri, di Antonio Castronuovo (Il cervello non ha pudore, Stampa Alternativa, 2014) e di Edgardo Franzosini (Il tedesco è la lingua in cui taccio di preferenza, ed. Henry Beyle, 2025)..

Contenuto Jules Renard tenne un diario intimo per metà della sua esistenza, cioè dall'età di ventitré anni fino all'epoca della sua morte, a quarantasei anni di età. Il diario contiene una cronaca della Parigi alla fine del XIX secolo, commenti sulle sue lettura, aforismi, riflessioni personali e resoconti di eventi familiari, il tutto sotto forma di annotazioni di varia lunghezza, da una riga a diverse pagine. I temi trattati sono quindi molto vari, esposti generalmente senza connessioni logiche da una annotazione all'altra .. È possibile tuttavia identificare alcuni temi principali: la vita culturale e sociale parigina e i rapporti di Jules Renard con il mondo della letteratura e del teatro .; Jules Renard frequentava, fra gli altri, Rostand, Barrès, Tristan Bernard, Marcel Schwob, Alphonse Daudet i rapporti di Jules Renard con i suoi familiari, riconoscibili sebbene nell'opera edita siano occultati da nomi fittizi. gli avvenimenti quotidiani a Chitry-les-Mines, il piccolo comune della Nièvre dove Jules Renard trascorse la maggior parte della vita adulta e di cui fu sindaco dal 1904 fino alla sua morte. aforismi, frasi brevi, osservazioni, schizzi, molti dei quali verranno ripresi in modo più organizzato in altre opere come Histoires naturelles, Bucoliques o Ragotte. pensieri intimi e personali.

Critica Il Diario è incluso fra I 100 libri del secolo di le Monde, l'elenco compilato nel 1999 attraverso un sondaggio realizzato dalla Fnac e dal quotidiano Le Monde. Per Vittorio Lugli, il Diario, «si pone tra le opere maggiori dello scrittore e fra i più appassionanti saggi del genere»; nel Diario Renard «mirando alla confessione che ritempra e rafforza, diviene utile regola di vita (come in Montaigne)»; osserva inoltre Lugli che Renard più che degli altri parla di sé, confessa la sua nascosta sete di gloria, ragiona della sua arte, afferma il suo ideale di una scrittura chiara, sobria; esprime il suo sogno di perfezione, la passione di stile che quasi lo isterilisce, riducendolo da ultimo al frammento e alla nota. Per Alain Schaffner, il Diario di Jules Renard è ben lungi dall'essere puramente introspettivo. Questa "opera d'arte quotidiana", secondo Gilbert Sigaux, è uno specchio tanto più fedele del suo tempo in quanto lo scrittore era intransigente e poco incline al lirismo. Per Orio Vergani, Jules Renard, lo scrittore «delle phrases courtes, il "cacciatore" della nota fatta per contenere in scorcio, in uno scorcio talvolta estremamente arrischiato, tutto un mondo, amava osservare sé stesso e la vita attraverso le lenti di un microscopio, che avrebbe dovuto avere la capacità prodigiosa di misurare, entro il più limitato campo di osservazione, l’intero cerchio dell’orizzonte che lo circondava».

Edizioni in lingua originale

in lingua italiana

Adattamenti Le Journal de Jules Renard, adattamento teatrale di Robert Rocca e Simon Rouzie, musica di Michel Mery messo in scena nel settembre 1949 al cabaret La Tomate di Parigi, successivamente riproposto alla radio e inciso su disco, con Louis de Funès, Robert e Danielle Rocca, Raymond Souplex, Pierre Still, Francine Darbois, Michel Méry, Jean Carmet .

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