Biografia Originario di Trino (Tridinum) nel Monferrato, faceva parte dell'Ordine dei frati minori e il 17 luglio (o il 16 ottobre secondo altre fonti) 1444 venne nominato da papa Eugenio IV vescovo titolare di Esbo (sede rimasta libera dopo la morte di Pietro, che pure è annoverato fra i suffraganei di Trento); il successivo 16 settembre, mentre la sede di Trento era vacante, ottenne dal Capitolo di esercitare le funzioni pontificali nel principato vescovile. In quegli anni la diocesi era contesa tra Teobaldo di Wolkenstein, nominato dal capitolo, e Benedetto da Trento, abate di San Lorenzo, nominato dal papa; Albertino era probabilmente suffraganeo di quest'ultimo, e rimase in carica anche sotto i vescovi Giorgio Hack (eletto nel 1446 ponendo fine allo "scisma") e Giovanni Hinderbach. Nel 1447 ad Albertino venne conferita la commenda sulla pieve di Riva del Garda, e nel 1464 ottenne anche il beneficio parrocchiale della pieve di Gardumo, a cui rinunciò nel 1475 in favore di un suo nipote di nome Antonio. Nel 1472 è documentato anche come vicario generale per la diocesi di Bressanone, e quell'anno partecipò, assieme all'Hinderbach, alla consacrazione solenne di coro e altar maggiore della cattedrale di tale diocesi. L'ultimo suo atto pervenutoci è la consacrazione di un altare a Rovereto il 5 luglio 1479; morì certamente prima del 23 febbraio 1480 (o 1481 secondo altre fonti), data in cui il titolo episcopale di Esbo venne conferito a Giorgio Vink, che gli succedette anche come suffraganeo di Trento.

Nella sua attività è documentato in vari atti ufficiali e come consacratore di molte chiese e altari nella diocesi di Trento e, dal 1472, anche in quella di Bressanone; nel 1445 è nelle Giudicarie (che durante lo "scisma" seguivano Benedetto) dove consacra le chiese di Sant'Andrea e San Floriano a Storo e riconcilia quelle di San Barnaba a Bondo e Santo Stefano a Roncone; nel 1447 consacra la chiesa di San Felice a Bono (Comano Terme); nel 1449 un altare nella chiesa di San Leonardo ad Auna di Sopra; nel 1450 cimitero e chiesa di San Nicolò a Termenago; nel 1451 la chiesa di Santo Stefano a Cloz; nel 1452 quella di Santa Caterina ad Avelengo, la cappella del Rosario di Castel Bragher e un altare nella chiesa di San Vigilio a Maia Bassa; nel 1453 la chiesa di San Pietro a Praso ; nel 1454 ad agosto è in Val Rendena, dove riconcilia le chiese di Santo Stefano di Carisolo, con annesso cimitero, e San Giovanni Battista a Massimeno, e consacra quelle di San Vigilio a Pinzolo, San Lorenzo a Vigo Rendena, San Biagio a Caderzone e Santa Lucia a Giustino; nel 1455 consacra la cappella di San Sebastiano in castel Rubein e la neoeretta cappella di San Nicolò a Proves, e anche un altare laterale del duomo di Trento; nel 1457 la chiesa di San Martino a Cologna (San Genesio); nel 1458 la chiesa di Santa Maria a Villa (Egna), e altari nelle chiese di San Giudoco a Ora, Sant'Udalrico a Nova Ponente e Sant'Eliseo a Tesero; nel 1461 Sant'Antonio Abate a Mastellina e la cappella di Castel Campo; nel 1462 San Marco a Rovereto e Santi Filippo e Giacomo a Faver; nel 1467 la chiesa della Visitazione a Gardolo e quella di Santa Ottilia a Longostagno, oltre ad altari nelle chiese di Santa Maria Assunta a Mechel e Santa Gertrude a Magrè; nel 1468 consacra la chiesa di Santa Maria Assunta di Ala, una cappella laterale in quella di San Felice di Pressano e un altare nella chiesa dell'Immacolata di Piazzo; nel 1469 la vecchia parrocchiale di Gries, San Giovanni di Avelengo e la cappella di Castel Monteleone; nel 1471 San Rocco di Ceola; nel 1472 riconcilia cimitero e chiesa di Santa Maria Assunta a Tignale, dove assolve anche gli scomunicati che avevano scacciato il parroco, e consacra Sant'Andrea a Salorno, San Paolo a Marcena (Rumo, dove aveva dedicato un altare già due anni prima), San Martino a Reinswald e un altare in Santi Pietro e Paolo di Castelrotto; nel 1473 un altare nella chiesa di San Maurizio a Sella (Termeno) e la cappella di Castel Valer; nel 1474 le chiese di San Leonardo a Tesero, Santa Maria a Pellizzano, San Bartolomeo a Caldes e San Valentino a Bolentina, e altari in Santa Maria Assunta di Tavodo e nella cappella della rocca di Samoclevo; nel 1476 consacra la cappella dei Santi Fabiano e Sebastiano a Vervò; nel 1478 quella della Santa Trinità ad Andraz (Livinallongo) e un altare in Santa Caterina a Corvara; infine, nel 1479 consacra di nuovo la parrocchiale di Ala e poi la chiesa di Santa Maria del Carmine a Rovereto.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Francescani italiani Categoria:Vescovi ausiliari di Trento Categoria:Vescovi francescani