Il Parlamento della Malaysia (, ) è il parlamento bicamerale della Malaysia.

Strutturato secondo gli schemi del sistema Westminster, esso si compone di una camera bassa di 222 membri eletti direttamente dai cittadini, la Dewan Rakyat (la più forte tra le due) e di una camera alta, la Dewan Negara, di 70 membri nominati dalle Assemblee legislative degli Stati federati della Malaysia (26, due per Stato federato) e dallo Yang di-Pertuan Agong, il Sovrano del Malaysia (44, di cui 4 per i territori federati).

In ambito identificativo, il termine "Membro del Parlamento (MP)" è solitamente affibbiato ai membri della Dewan Rakyat, (la camera bassa), mentre il termine "Senatore", pur impropriamente, è utilizzato per definire i membri della Dewan Negara (la camera alta).

Storia Periodo coloniale e Federazione della Malaysia Storicamente, nessuno degli Stati federati che formavano la Federazione della Malesia aveva parlamenti prima dell'indipendenza, ad eccezione del Sarawak, il quale aveva invece un proprio consiglio che, pur limitato, consentiva la partecipazione locale e la rappresentanza nella Pubblica amministrazione sin dal 1863. In seguito, sebbene il governo coloniale britannico avesse permesso la formazione di consigli legislativi per la Federazione e Singapore, Sabah e Sarawak, questi non erano autorizzati a formare delle leggi e rimasero sempre subordinati allAlto Commissario britannico o al Rajah, nel caso del Sarawak.

La svolta nel sistema avvenne solo nel secondo Novecento quando, su spinta della decolonizzazione ed a seguito della dichiarazione di indipendenza della Federazione della Malaysia, la cosiddetta Commissione Reid redasse la Costituzione nazionale modellando la forma di governo sui paradigmi britannico e, contemporaneamente, federalista, istituendo così per la prima volta un supremo parlamento bicamerale, con una camera bassa direttamente eletta (Dewan Rakyat) e l'altra alta (Dewan Negara) con poteri limitati (principalmente di revisione) e composta da alcuni membri nominati dalle assemblee legislative degli Stati federati (22, due per Stato federato) e dallo Yang di-Pertuan Agong (16), come nel caso della Camera dei comuni britannica e della Camera dei lord/Senato degli Stati Uniti pre-XVII emendamento. Nel 1959, il parlamento entrò pienamente in funzione a seguito delle prime elezioni politiche e nel 1962 esso si trasferì nella sede attuale.

Malaysia Un ulteriore cambiamento nel quadro istituzionale, infine, si ebbe nel 1963 quando la Federazione, assieme a Sabah, Sarawak e Singapore (appena rilasciati dall’Impero britannico) formò infine il moderno Stato della Malaysia. In virtù di ciò, il Parlamento federale fu adottato per essere utilizzato come definitivo Parlamento nazionale: ciò comportò l’ampliamento sia della Dewan Rakyat che della Dewan Negara. Quando lo Stato di Singapore fu tuttavia espulso nel 1965, si ebbe un leggero ridimensionamento dovuto alla cessazione di rappresentanza politica di quest’ultimo.

In aggiunta, con alcuni emendamenti dello stesso periodo, la composizione della Dewan Negara (camera alta), fino a quel momento sbilanciata verso gli Stati federati fu progressivamente ribaltata a favore dello Yang di-Pertuan Agong, fino a giungere ai moderni 44 membri nominati (di cui 4 per i territori federati), a fronte di 26 statali, con lo scòpo di garantire più stabilità, meno campanilismo e climi partigiani e favorire neutralità ed un’ampia identità nazionale.

Istituzionalmente rilevanti, infine, sono state le due sospensioni subite dal Parlamento nel corso della sua storia: la prima avvenne a seguito delle “rivolte razziali del 13 maggio nel 1969”, dove fu dichiarato lo stato di emergenza (con il conseguente passaggio di consegne nella gestione del paese al National Operations Council), fino a quando il Parlamento non si è riunito nel febbraio 1971, riprendendo le funzioni ordinarie; la seconda sospensione è invece avvenuta ben cinquant'anni dopo, quando il Parlamento è stato sospeso nel gennaio 2021 durante lo stato di emergenza causato dall'aumento delle infezioni da COVID-19 e dell'instabilità politica nel paese. La sospensione è durata solo 6 mesi ed il Parlamento è stato infine riconvocato nel luglio 2021.

Dal 2013, i dibattiti parlamentari vengono trasmessi in diretta sulla televisione di stato “TV1”.

Composizione e poteri In quanto supremo organo legislativo in Malaysia, il Parlamento è responsabile dell'approvazione, della modifica e dell'abrogazione delle leggi.

Il Dewan Rakyat è composto da 222 membri, eletti secondo il First-past-the-post in altrettanti collegi uninominali disegnati seguendo la distribuzione della popolazione. Un'elezione generale si tiene ogni cinque anni o quando il Parlamento viene sciolto dallo Yang di-Pertuan Agong su consiglio del Primo Ministro.

Quando un membro del Parlamento muore, si dimette o viene squalificato, si tiene un'elezione suppletiva nella sua circoscrizione elettorale a meno che il mandato per l'attuale Parlamento non sia inferiore a due anni, in cui il seggio è semplicemente lasciato vacante fino alle successive elezioni generali.

Il Dewan Negara è composto da 70 membri (informalmente senatori); 26 sono eletti dalle 13 assemblee legislative statali (2 senatori per Stato), 4 sono nominati dallo Yang di-Pertuan Agong per rappresentare i 3 territori federali (2 per Kuala Lumpur, 1 ciascuno per Putrajaya e Labuan). I restanti 40 membri sono nominati dallo Yang di-Pertuan Agong su consiglio del Primo Ministro. I senatori devono avere almeno 30 anni e sono nominati per un mandato di tre anni rinnovabile una sola volta. Lo scioglimento del Parlamento non influisce sul Dewan Negara.

Ai sensi di alcuni emendamenti del 1971, ai membri è proibito criticare pubblicamente lo Yang di-Pertuan Agong e la magistratura. Sono altresì illeciti i dibatti sulle disposizioni della Costituzione riguardanti il contratto sociale, come gli articoli che regolano la cittadinanza, le tutele dei Bumiputra (malesi e indigeni), la lingua malese, ecc… - al fine di evitare recrudescenze delle rivolte razziali del 13 maggio 1969.

Procedura legislativa Ogni proposta di legge può avere inizio da un membro del Parlamento o del governo (in quest’ultimo caso prevista discussioni in Consiglio dei ministri. Di solito è richiesta una maggioranza di 2/3 per approvare il disegno di legge, ma in alcuni casi è sufficiente una maggioranza semplice. Una volta approvato, esso viene inviato al Dewan Negara, il quale può scegliere di non approvare il disegno di legge, ma questo ritarda solo il suo passaggio di un mese, o in alcuni casi, di un anno; una volta scaduto questo periodo, si ritiene, se non vi sono mutamenti, che il disegno di legge sia stato approvato dal Parlamento.

A questo punto esso viene presentato allo Yang di-Pertuan Agong, che ha 30 giorni per prendere in considerazione il disegno di legge. Se non è d'accordo, lo restituisce al Parlamento con un elenco di emendamenti suggeriti. Il Parlamento deve quindi riconsiderare il disegno di legge e i suoi emendamenti proposti e, se approvati o riapprovato il testo senza modifiche, restituirlo allo Yang di-Pertuan Agong, che può esaminarlo per ulteriori 30 giorni. Se questi da l'assenso reale, esso diviene legge. La legge non ha effetto fino a quando non viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (vacatio legis).

Funzione di controllo e relazioni con il governo In teoria, in base alla Costituzione, il governo è responsabile nei confronti del Parlamento, sebbene sia spesso prassi che il governo abbia un percorso facilitato nell’approvazione dei disegni di legge, in linea con molte altre Democrazie parlamentari. Inoltre, è prassi che sia mantenuta la linea ufficiale stabilita dai leader di partito al governo e nessuna legge è finora stata approvata con un cosiddetto voto di coscienza. I whip, in tal senso, svolgono un ruolo minimo a differenza delle loro controparti nel Regno Unito, poiché la disciplina di partito in Malaysia è tradizionalmente molto severa.

Nei riguardi del governo, il Primo ministro ed i ministri devono essere parlamentari (prevalentemente sono scelti dalla Dewan Rakyat) e possono essere rimossi con una mozione di sfiducia o messa in stato d’accusa. Il governo può essere dimissionato anche con il fallimento di una questione di fiducia. Ordinariamente, il Parlamento esercita in gran parte la sua funzione di controllo attraverso i cosiddetti question time, in cui i parlamentari interrogano i membri del gabinetto sulla politica del governo, e attraverso le commissioni parlamentari.

Con una petizione alla magistratura, è infine possibile per i tribunali dichiarare incostituzionale un particolare atto del Parlamento. Tuttavia, questo non è finora mai successo.

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