Carriera criminale Anthony Trentacosta condusse una carriera silenziosa ma di grande successo all’interno della Cosa Nostra. Riuscì a scalare i ranghi fino a ottenere un ruolo di comando nella famiglia Gambino, accumulando ingenti guadagni. Dai suoi spostamenti da New York ad Atlanta, fino alla Florida, cercò sempre di mantenere un basso profilo e di restare un passo avanti rispetto alle indagini federali.
L'era Gotti Trentacosta crebbe tra Brooklyn e Ozone Park, nel Queens. Proprio a Ozone Park strinse un forte legame con John Gotti, il carismatico mafioso destinato a diventare il capo di una delle cinque famiglie di New York.
A metà degli anni '80, Trentacosta aveva già un curriculum criminale di tutto rispetto, con condanne per rapina a mano armata, gioco d'azzardo clandestino, furto con scasso, ricettazione e oltraggio alla corte. Con Gotti al comando della famiglia, iniziò la sua scalata nei Gambino. Fu “fatto” (made), diventando ufficialmente un uomo d’onore della Cosa Nostra statunitense, grazie alla sua fama di ottimo produttore di denaro. Alla fine degli anni ’80 infatti mise in piedi un lucroso giro di estorsioni ai danni di distributori di carburante che evadevano le tasse statali e federali. Su ogni gallone di benzina, da tre a quattro centesimi finivano nelle tasche di Trentacosta e della famiglia Gambino, generando introiti per milioni di dollari.
Il trasferimento ad Atlanta Con i conti ormai pieni, Trentacosta sentì la necessità di abbassare ulteriormente la propria visibilità. Impresa difficile a New York, dove John Gotti occupava le prime pagine dei giornali e passeggiava per la città con atteggiamento ostentato e spavaldo. Per questo chiese al suo boss il permesso di spostarsi ad Atlanta, in Georgia, per avviare lì le proprie attività.
Gotti gli diede il suo consenso, facendo di “Tony Pep” il primo uomo d’onore dei Gambino ad operare stabilmente ad Atlanta.
Una volta arrivato, acquistò una sontuosa villa a Cumming, un’esclusiva area residenziale di Atlanta, e investì in diversi affari: immobili, un’impresa di traslochi e depositi, e persino un nightclub.
Il trasferimento in Florida Nel marzo del 1999, dopo la morte del caporegime Anthony “Fat Andy” Ruggiano, la famiglia Gambino avrebbe trasferito Anthony Trentacosta in Florida per prendere il comando della sua squadra. Insieme a uomini vicini a Leonard “Lenny” DiMaria, Trentacosta si unì a un gruppo impegnato in attività di usura, estorsioni e frodi bancarie. La base operativa era una pizzeria di Sunny Isles Beach, in Florida, chiamata “Beachside Mario’s”. Già nel 2000, Trentacosta era riconosciuto come caporegime della fazione del Sud della Florida.
Arresto e condanna Nel 2001 venne incriminato a Miami per associazione a delinquere di stampo mafioso. Nel maggio 2002 si dichiarò colpevole di capi d’accusa minori e fu condannato a otto anni di carcere. Come parte dell’accordo, ammise ufficialmente la sua appartenenza alla famiglia Gambino, violando una delle regole più rigide della Cosa nostra statunitense.
Morte Trentacosta morì in prigione nel dicembre 2005. È sepolto al Saint Charles Cemetery di Farmingdale, New York.
Note