Biografia Nacque a Nérillac il 29 maggio 1887, all'interno di una famiglia di agricoltori della Charente, figlio di Alphonse e Amélie Guichard.Suo padre divenne direttore dei lavori per un'azienda estrattiva di gesso e gli trovò un lavoro come fattorino, con l'ambizione di farlo diventare capo contabile Il 19 febbraio 1906 si arruolò nel 2° Reggimento Spahis dell'Armée de terre, e dopo qualche settimana iniziò l'addestramento a Sidi Bel Abbès, in Algeria. Rimase in Algeria dal 23 febbraio 1906 al 13 settembre 1907, e prese parte alla campagna in Marocco contro le tribù ribelli.Fu in servizio nelle colonne formate per operare nell'Amalet di Oudjda (Marocco) dal 14 settembre 1907 al 20 luglio 1908 , e poi partecipò alla campagna delle regioni sahariane e colonna Hautguir dal 24 luglio al 29 settembre 1908. Promosso brigadiere il 9 settembre 1907, ritornò in Francia il 25 settembre 1908, una volta terminato il suo periodo di arruolamento. Il 2 dicembre di quell'anno si arruolò nuovamente in forza al 1° Reggimento cacciatori a cavallo, preparandosi per l'esame di ammissione alla École spéciale militaire de Saint-Cyr. Il suo livello di istruzione era piuttosto limitato e gli impedì di accedervi, e promosso al grado sergente il 3 luglio 1910, si appassionò al mondo dell'aviazione militare durante un periodo di acquartieramento a Étampes nell'estate del 1911.
Offertosi volontario, il 23 maggio 1912 fu trasferito in aviazione, e dopo un periodo di addestramento, conseguì il brevetto di pilota militare (n. 467) l'8 novembre dello stesso anno. Pilotando un velivolo Blériot, fu assegnato alla nuova Escadrille BL 18 a Épinal nel novembre 1913 e si trovava a Villacoublay per addestrarsi al pilotaggio del Blériot Parasol quando scoppiò la prima guerra mondiale. Trasferito alla nuova Escadrille MS 23 si recò in Lorena per svolgere missioni di ricognizione e occasionalmente di bombardamento. Promosso sottufficiale nel settembre 1914 e poi sottotenente due mesi dopo, fu costretto ad atterrare dietro le linee nemiche, nelle vicinanze di Coucy-le-Château (Aisne), l'8 febbraio 1915, finendo prigioniero di guerra. Evacuato a Halle, fu trasferito al campo di prigionia di Bad Stuer, poi trasferito al campo di Gütersloh il 18 agosto 1915 e quindi alla prigione di Ingolstadt, in Baviera, il 5 febbraio 1916. Da lì riuscì a fuggire in compagnia di un altro aviatore, il capitano Ménard, scavando un tunnel che passava sotto il muro della prigione, e raggiungendo la Svizzera a piedi attraverso l'enclave di Sciaffusa nel marzo 1916, da dove i due ritornarono in Francia il 10 aprile 1916. Dopo un nuovo periodo di addestramento al GDE di Plessis-Belleville e alla Scuola di tiro di Cazaux, furono assegnati alla Escadrille N 26, di cui Ménard divenne comandante, ed inviato a Cachy sulla Somme. Promosso tenente, fu il primo a ricevere in nuovo caccia SPAD S.VII con il quale compì diversi voli, ottenendo alcune vittorie non omologate. La sua prima vittoria ufficiale la ottenne su Lechelle il 1° novembre 1916. Nel dicembre 1916 assunse il comando della Escadrille SPA 78, dove volò su uno SPAD S.VII, la cui fusoliera era interamente dipinta di nero. Citato all'ordine del giorno dell'esercito il 7 marzo 1917 per la sua quinta vittoria, ne conseguì 16 entro il giugno 1917, quando fu vittima di un grave incidente in Patria, con il suo caccia che si schiantò al suolo in fase di atterraggio. Riportando un trauma cranico con frattura del naso, rimase in convalescenza per diversi mesi e ritornò in azione il 30 settembre 1917, assumendo il comando della Escadrille SPA 23, dove fu promosso capitano. Fisicamente indebolito, si concentrò sull'attacco ai palloni frenati nemici, i "Drachen", e concluse la guerra con un totale di 27 vittorie omologate, di cui 9 su palloni. Dopo la firma dell'armistizio di Compiègne, avvenuta l'11 novembre 1918, rimase in servizio nell'esercito, assegnato definitivamente all'Aéronautique Militaire.
Sposato con la signorina Yvonne Léonie Belloc dal 1 ottobre 1918, venne assegnato al servizio di fabbricazione aeronautica (SFA) l'8 aprile 1919. Fu poi assegnato al servizio degli equipaggiamenti di volo dei magazzini dell'aviazione generale, il 6 ottobre 1919, e quindi alla sezione di collaudo di volo di Villacoublay appartenente all'organismo di coordinamento generale dell'aeronautica (STA), l'11 novembre 1919. Classificato come personale aeronautico speciale, in data 1 settembre 1920, viene assegnato alla divisione di addestramento di Le Bourget del parco aeronautico n. 34, l'8 dicembre 1921 Nominato maggiore a titolo permanente il 25 marzo 1925. Proposto per il servizio attivo continuato con pensione temporanea del 25% per sindrome da commozione cerebrale in seguito a incidente aereo, mal di testa, vertigini, problemi di memoria, affaticamento cerebrale con intolleranza al rumore, postumi di una frattura nasale da parte del 3ª Commissione di riforma del dipartimento della Senna il 4 marzo 1927, confermata dalla 5ª Commissione di riforma della Senna il 26 marzo 1929. Nel 1929 fu coinvolto in un presunto caso di corruzione quando accettò un pagamento da un'azienda aeronautica in cambio del suo sostegno a un ordine. La vicenda fu insabbiata dal Ministro dell'aeronautica Victor André Laurent Eynac. Nominato tenente colonnello e assegnato al 2° Reggimento d'aviazione il 25 dicembre 1929, viene assegnato al 4° gruppo di lavoratori aeronautici il 9 marzo 1931.
Trasferito al 32° Reggimento d'aviazione l'11 settembre 1932, viene assegnato alla base aerea n. 102 il 1 ottobre anno. Frequentò un Corso per ufficiali senior presso il Centro Studi Aeronautici di Parigi dal 6 febbraio all'11 marzo 1933. Fu comandante della 7éme Escadre de chasse sul campo d'aviazione di Digione dal 27 febbraio 1934. Promosso colonnello il 15 marzo 1936, dal 15 settembre dello stesso anno comandò la 11ª Brigata da caccia sulla base aérienne 122 di Chartres-Champhol. Raggiunse il grado di generale di brigata aerea il 5 febbraio 1939.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, nel settembre 1939, gli fu affidato il comando del Groupement de chasse 21 di stanza a Gouvieux-Chantilly, nella Bassa Senna, pilotando personalmente un caccia Morane-Saulnier MS 406 completamente nero e argento con il quale compì alcune missioni di guerra. Il suo comando non fu il più brillante della campagna e fu duramente criticato dal colonnello Alfred Heurtaux che ricopriva l'incarico di Ispettore Generale della Caccia. Contestò duramente il fatto di dover inviare alcuni dei suoi reparti a rinforzo di un altro gruppo, ritardandone l'effettivo trasferimento mentre le truppe tedesche avanzavano rapidamente sul territorio nazionale. Il 7 giugno 1940 il suo posto di comando sull'aeroporto di Aigles, a Gouvieux-Chantilly (Oise) fu letteralmente polverizzato da una bomba nemica e, rimasto gravemente ferito, fu evacuato. Ricoverato in un ospedale a Parigi, subì l'amputazione di una gamba, e curato dal dottor Thierry de Martel, lasciò la Capitale in ambulanza poco prima dell'arrivo delle truppe tedesche.
Rifugiatosi nella zona franca, terminò le cure e la convalescenza a Le Cannet, nelle Alpi Marittime, riflettendo sulle cause della sconfitta, criticando aspramente lo stato d'animo del popolo francese, che considerava incline al disordine e all'indisciplina e invocando una dittatura militare. Questo concetto lo espresse in una lettera al maresciallo di Francia Philippe Pétain, arrivando a suscitare dubbi nella censura del governo di Vichy che la analizzò, e in cui invocava misure molto energiche. A Le Cannet denunciò alla polizia il suo vicino di casa che ascoltava Radio Londra. Ripresosi dalla convalescenza, si recò a Vichy per perorare la liberazione del costruttore Émile Dewoitine, imprigionato su ordine del governo. Non lo fece per altruismo, ma fu pagato dal governo giapponese, che avrebbe voluto che il progettista lavorasse per loro.
Benché decorato con l'Ordine della francisca, fu espulso da Vichy dal generale Jean Bergeret, Ministro dell'Aeronautica, e trasferito a Parigi all'inizio del 1942, nella zona occupata, dove accettò un incarico di responsabile della difesa passiva. Fu lì che si avvicinò agli ambienti collaborazionisti della Capitale, sostenendo il governo di Pierre Laval nelle riunioni politiche. Nell'agosto 1943 accettò un incarico di Ispettore generale presso la Società degli Amici della Legione dei volontari francesi contro il bolscevismo (LVF) che combatteva a fianco dei tedeschi sul fronte orientale. Si trattava di un incarico puramente onorifico, ma che dava alla LVF un'approvazione morale non ufficiale da parte dell'esercito francese, di cui era priva in quanto il governo di Vichy aveva espressamente proibito agli ufficiali in servizio attivo di arruolarvisi. Lamentando l'inutilità del suo incarico, nel giugno del 1944 ottenne la nomina a Direttore Generale dei Servizi Civili della LVF, che sarebbe rimasta una cosa puramente formale dato l'avvicinarsi della liberazione del paese. Fu arrestato nella sua abitazione il 1º settembre 1944 e internato nel carcere di Fresnes, dove fu processato per collaborazionismo e il 6 novembre 1944 condannato all'ergastolo con lavori forzati e alla confisca dei beni. Gli fu tuttavia concessa la grazia e la pena fu commutata in 10 anni di carcere nel 1946, per poi essere rilasciato nel 1947 e la sua pensione di generale ripristinata nel 1948. Si spense a Ceyzériat il 10 maggio 1953, colpito da un infarto del miocardio durante una cena per ex piloti, le “Vieilles Tiges”. Il suo corpo fu sepolto per la prima volta a Bourg-en-Bresse e poi trasferito nel cimitero di Arcachon (piazza 15).
Onorificenze
Onorificenze estere
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia
Voci correlate Jean Louis Garot
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