Navigatori dello spazio è un film del 1993 diretto da Camillo Teti, con lo pseudonimo di Al Maker.
È una pellicola di fantascienza avventurosa, coproduzione tra Italia e Stati Uniti realizzata dalla Europa Cine TV. La vicenda segue un dodicenne coinvolto da un robot extraterrestre in un viaggio che provoca uno scarto temporale di cinque anni.
Trama Durante una missione di ricognizione nei pressi della Florida, un'astronave aliena è costretta ad atterrare sulla Terra. Il robot Jay Seven trasferisce le proprie conoscenze nel cervello di Bob, un bambino di dodici anni, che comincia a manifestare capacità fuori dal comune. Dopo essere stato portato in ospedale, Bob avverte il richiamo proveniente dall'astronave e fugge per raggiungere Jay Seven.
Il robot deve recuperare le energie necessarie a tornare sul proprio pianeta e porta Bob con sé in un viaggio attorno alla Terra. Al ritorno, il ragazzo scopre che sono trascorsi cinque anni e che la sua vita familiare è cambiata. Jay Seven decide allora di aiutarlo con un nuovo viaggio indietro nel tempo.
Produzione Il progetto nacque da un soggetto di Olga Pehar. La sceneggiatura è attribuita a Gian Paolo Brugnoli e Camillo Teti; Pehar è indicata anche tra gli sceneggiatori. La produzione fu curata dalla Europa Cine TV, con Gian Paolo Brugnoli come produttore. Il copyright del film è attribuito alla stessa società e reca l'anno 1993.
Prima di dirigere il film, Teti aveva maturato una lunga esperienza nella produzione cinematografica. Entrato nel settore a vent'anni, aveva lavorato come produttore esecutivo accanto a Francesco Rosi, Renato Castellani, Luigi Magni, Valerio Zurlini, Sergio Leone e Dario Argento, dedicandosi poi anche alla regia e alla sceneggiatura. Negli anni Ottanta aveva già diretto, tra gli altri, L'assassino è ancora tra noi, Cobra Mission 2 e Bye Bye Vietnam; per gli ultimi due aveva usato lo pseudonimo Mark Davis.
La direzione della fotografia fu affidata a Giovanni Bergamini, già collaboratore di Teti in I ragazzi del 42º plotone. Franco Letti curò il montaggio, Enrico Topel le musiche, Nicola Tella la scenografia, mentre Francesco e Gaetano Paolocci realizzarono gli effetti speciali.
Distribuzione Il visto di censura n. 88609 è datato 17 maggio 1993. Per la distribuzione risultano due indicazioni discordanti: Europa Cine TV nel 1994 oppure gli "Indipendenti Regionali" nel 1993.
Accoglienza e critica Massimo Donda considera Navigatori dello spazio una versione italiana di Navigator (1986) di Randal Kleiser e giudica il film fortemente derivativo rispetto al modello statunitense.
Fantafilm registra incassi molto ridotti e usa il film come esempio nel dibattito sulla difficoltà commerciale del cinema fantascientifico italiano, precisando però che una simile generalizzazione è discutibile.
MYmovies assegna al film una valutazione redazionale di 1 su 5 e descrive la conclusione come un "lieto fine d'obbligo".
Note
Bibliografia
Approfondimenti
Voci correlate Cinema italiano di fantascienza Extraterrestri nella fantascienza Filmografia del cinema italiano di fantascienza Viaggio nel tempo nella fantascienza
Collegamenti esterni
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