Le elezioni parlamentari in Repubblica Ceca del 2025 si sono tenute il 3 e 4 ottobre per il rinnovo della Camera dei deputati, la camera bassa del Parlamento del paese.
Esse hanno visto, come anche anticipato dalle proiezioni preliminari, la vittoria relativa della formazione ANO 2011 guidata dall’ex-Presidente del Governo Andrej Babiš che, con ben 80 seggi, è così divenuta la più forte in assemblea, principalmente a discapito di Spolu, coalizione composta da Partito Democratico Civico (ODS), Unione Cristiana e Democratica - Partito Popolare Cecoslovacco (KDU-ČSL) e Tradizione Responsabilità Prosperità 09 (TOP 09) guidata dal capo del governo uscente Petr Fiala che, marcata da una grave emorragia di consensi, ha invece ottenuto solo 52 seggi, pur giungendo, ciononostante, seconda. Da ambo i lati dell’arco parlamentare infine, eventi particolarmente rilevanti della tornata elettorale sono stati, da una parte, la crescita del Partito Pirata Ceco (PIRÁTI) che, giunto a 18 seggi, ha visto un sostanziale incremento del proprio peso politico, principalmente a discapito di Sindaci e Indipendenti (STAN) che, pur avendo ottenuto solo 22 seggi sempre a causa di una forte crisi di consensi, è comunque riuscito a mantenere la terza posizione, e dall’altra, l’entrata in assemblea della nuova formazione Automobilisti per Se Stessi (AUTO), giunta a 13 seggi e nata anche dal vuoto generato dall’arretramento di Libertà e Democrazia Diretta (SPD), sceso a 15 seggi.
Sistema elettorale Per le elezioni parlamentari della Camera dei deputati, l’unica delle due camere del Parlamento della Repubblica Ceca ad essere direttamente eletta dai cittadini, la legge elettorale ceca prevede l’applicazione di un sistema proporzionale con eventuale voto di preferenza in 14 collegi plurinominali, corrispondenti alle regioni del paese ed alla Città di Praga. In tal senso, il peso politico di tali circoscrizioni elettorali è ripartito in base ai risultati del censimento più recente.
Dopo le elezioni, i seggi vengono assegnati ai candidati delle liste e dei partiti politici in un processo a due fasi dalle circoscrizioni regionali ad una compensativa circoscrizione nazionale: prima secondo il quoziente di Imperiali del metodo del quoziente e dei più alti resti e successivamente, al fine di redistribuire proporzionalmente al voto complessivo nazionale i seggi non ancora assegnati, si attua il medesimo sistema, sebbene stavolta con il quoziente di Hagenbach-Bischoff.
In tal senso, dunque, è predisposta una soglia di sbarramento a livello nazionale pari al 5% per i partiti politici, al 7% per le coalizioni fino a due partiti politici ed all’11% per quelle con tre o più partiti politici (salvo che uno di questi riesca singolarmente ad entrare in assemblea).
Novità principale di questa elezione, tuttavia, è stata la riforma del processo elettorale volta a garantire, per la prima volta, la possibilità di scegliere il cosiddetto il "voto per corrispondenza", avvenuta per il tramite di un emendamento approvato nel 2024.
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