Il Governo Ruginienė è stato il 20º governo della Lituania, in carica dal 25 settembre 2025 al 14 luglio 2026 (sebbene già dimissionario dal precedente 23 giugno), durante la 14ª legislatura del Seimas.
Guidato dalla Ministra-Presidente Inga Ruginienė, era formato da 15 ministri (compresa la Ministra-Presidente).
Storia Formazione In seguito al collasso del governo precedente, causato dall’emergenza di uno scandalo di corruzione e conflitto di interessi in capo alla figura del Ministro-presidente, si è reso necessario avviare nuovamente il processo di formazione di una nuova maggioranza operativa atta a traghettare il paese.
A seguito dunque di un processo interno di selezione di un nuovo candidato al ruolo di capo del governo, che ha visto emergere con ampi margini la sindacalista Inga Ruginienė, eletta in data 6 agosto (e nominata successivamente come formateur dal Presidente della Repubblica Gitanas Nausėda in data 14 agosto), la dirigenza del Partito Socialdemocratico di Lituania (LSDP) si è quindi presto rivolta al processo di formazione del nuovo esecutivo e, tenendo conto in tal senso dell’insofferenza di Unione dei Democratici "Per la Lituania" (DSVL) di Saulius Skvernelis a continuare ogni tipo di collaborazione con Alba del Nemunas (PPNA) di Remigijus Žemaitaitis, ma, allo stesso tempo, anche del fondamentale apporto di quest’ultimo al processo, i socialdemocratici si sono contestualmente affrettati a redigere una serie di percorsi di coalizione che avrebbero potuto assicurare la maggioranza necessaria al governo, giungendo infine, dopo svariati colloqui ed il vaglio di diverse opzioni, alla decisione, annunciata in data 18 agosto, di modificare la coalizione di governo uscente, attuata sia con il successivo raggiungimento un accordo con l’Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania (LVŽS) e l’Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania - Alleanza delle Famiglie Cristiane (LLRA-KŠS/AWPL-ZCR) che con la contemporanea riconferma, nonostante alcune successive manifestazioni di piazza ed il formale dissenso dell’altro ex-partner di coalizione (uscito poco dopo dai negoziati), della partecipazione di Alba del Nemunas (PPNA).
Definita dunque in linea di principio la nuova maggioranza, quest’ultima ha quindi eletto formalmente Inga Ruginienė alla carica di Ministra-presidente in data 26 agosto, permettendole così, ai sensi dell’assetto costituzionale del paese, di iniziare formalmente ad intavolare i negoziati tra i partiti politici per determinare la composizione ministeriale del futuro esecutivo, da sottoporre poi all’esame effettivo della Presidenza della Repubblica (su cui ricade la competenza finale di verifica).
Intavolato dunque poco dopo un tavolo di confronto per individuare quest’ultimi, — ritenuto idealmente rapido grazie all’iniziale atteggiamento di cauta cooperazione mostrato dal Presidente Gitanas Nausėda nei confronti dei candidati di Alba del Nemunas (PPNA), a differenza di quanto fatto nel governo precedente, dove questi erano invece stati inibiti dallo stesso Capo dello Stato proprio per la peculiare ideologia, ritenuta estremista, del partito politico e per le sue vicende giudiziarie (ed approvati infine solo dopo la selezione di candidati indipendenti e l’assicurazione di un solo appoggio esterno del partito politico), — in data 25 agosto la Ministra-presidente in pectore ha iniziato a presentare, dopo vari incontri, i candidati-ministri al Presidente che, dopo aver iniziato due giorni dopo i colloqui, ha sì approvato in data 9 settembre la maggior parte di questi, ma contemporaneamente ha deciso di rifiutare la conferma di due candidati proposti da Alba del Nemunas (PPNA), portando così a complicazioni e rallentamenti dell’intero processo, già assai esteso, nonché alla frustrazione del leader di partito Remigijus Žemaitaitis che, come in parte preannunciato, ha contestualmente minacciato, qualora non vi fossero stati cambiamenti, una rottura prematura dell’accordo di coalizione, nonché, essendo ormai difficile formare in tempo una nuova maggioranza, il rischio di nuove elezioni.
Alla fine, in seguito ad un intenso lavoro di mediazione del Partito Socialdemocratico di Lituania (LSDP), volto a ridimensionare la frattura tra la Presidenza ed Alba del Nemunas (PPNA), quest’ultimo ha deciso, in data 22 settembre, di presentare nuovamente alla Ministra-presidente nuovi candidati per le posizioni vacanti, che, approvati anche da questa, sono stati infine presentati al Capo dello Stato. Questi dunque, al fine di evitare una crisi politica, pur dubbioso, ha infine dovuto cedere a concessioni, approvando sia i candidati che, di fatto, l’ingresso effettivo del partito politico nel governo grazie alle garanzie prestate altre formazioni della coalizione, portando in questo modo allo sblocco dell’intero procedimento e permettendo così, in data 25 settembre, l’approvazione dell’intero esecutivo da parte del Seimas, il parlamento del paese, e la sua conseguente entrata in carica lo stesso giorno.
Dimissioni In seguito all’insorgere di una crisi di governo in seno all’esecutivo, causata da bassi tassi di approvazione pubblica già da tempo persistenti, nonché principalmente dal desiderio del Partito Socialdemocratico di Lituania (LSDP), dopo una consultazione interna ai suoi membri, di operare un rimpasto a seguito di settimane di tensione con Alba del Nemunas (PPNA) e segnatamente con il suo leader di partito Remigijus Žemaitaitis (nonostante diverse smentite nei mesi precedenti), il governo si è dimesso al fine di agevolare tale transizione, il successivo 23 giugno.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente: PartitoPresidenteMinistriTotalePartito Socialdemocratico di Lituania (LSDP)178Indipendenti (IND) -33Alba del Nemunas (PPNA) -22Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania (LVŽS) -11Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania - Alleanza delle Famiglie Cristiane (LLRA-KŠS/AWPL-ZCR) -11Totale11415
L'appartenenza politica dei membri del Governo alla fine del suo mandato era la seguente: PartitoPresidenteMinistriTotalePartito Socialdemocratico di Lituania (LSDP)189Indipendenti (IND) -33Alba del Nemunas (PPNA) -11Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania (LVŽS) -11Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania - Alleanza delle Famiglie Cristiane (LLRA-KŠS/AWPL-ZCR) -11Totale11415
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiSeimas Maggioranza LSDP (52), PPNA (19), LVŽS—LLRA-KŠS/AWPL-ZCR (11)Opposizione TS-LKD (28), DSVL (15), LRLS (12), (4)
Composizione
Ufficio del Ministro-Presidente Carica Titolare Partito Ministra-Presidente Inga Ruginienė LSDP Ministeri Ministri Partito Agricoltura Andrius Palionis IndipendenteCultura Ignotas AdomavičiusFino al 03/10/2025 PPNA Raminta Popovienė(ad interim)Dal 03/10 all’11/11/2025 LSDP Vaida AleknavičienėDall’11/11/2025 LSDP Economia ed Innovazione Edvinas Grikšas LVŽS Istruzione, Scienza e Sport Raminta Popovienė LSDP Energia Žygimantas Vaičiūnas Indipendente Ambiente Kastytis Žuromskas PPNA Finanze Kristupas Vaitiekūnas LSDP Affari esteri Kęstutis Budrys Indipendente Salute Marija Jakubauskienė Indipendente Interno Vladislav Kondratovič LSDP Giustizia Rita Tamašunienė LLRA-KŠS/AWPL-ZCR Difesa nazionale Dovilė ŠakalienėFino al 22/10/2025 LSDP Vladislav Kondratovič(ad interim)Dal 22/10 all’11/11/2025 LSDP Robertas KaunasDall’11/11/2025 LSDP Sicurezza sociale e Lavoro Jūratė Zailskienė LSDP Trasporti e Comunicazioni Juras Taminskas LSDP
Note Esplicative
Bibliografiche
Ruginienė