Biografia Origini Simone di Joinville nacque attorno al 1175, probabilmente nel castello di Joinville, quartogenito di Goffredo IV di Joinville e di Elvide, figlia di Guido I di Dampierre. Suo padre apparteneva al casato di Joinville, una delle famiglie più antiche e potenti della contea di Champagne, tanto da aver ottenuto di poter trasmettere in maniera ereditaria il titolo di siniscalco della contea (ruolo che era invece solitamente assegnato a discrezione del conte)..
Gioventù
Accesso alla signoria di Joinville
Secondo alcuni autori del XIX e XX secolo, Simone avrebbe accompagnato suo padre e suo fratello maggiore Goffredo nella terza crociata,. ma questo viene oggi considerato falso, poiché Simone, che si stima sia nato intorno al 1175, sarebbe stato troppo giovane per prendere parte alla guerra. Suo padre morì nel 1190 durante l'assedio di Acri e fu succeduto dal già citato Goffredo, che rientrò in patria appositamente prima della conclusione dell'assedio per prendere possesso della propria signoria. La signoria di Sailly andò invece al suo secondogenito Roberto, mentre il terzogenito Guglielmo di Joinville era stato già indirizzato alla carriera ecclesiastica e sarebbe divenuto arcidiacono di Châlons nel 1191, poi vescovo di Langres nel 1209 e infine arcivescovo di Reims nel 1219.
Simone non era, pertanto, destinato a ottenere alcun titolo né a fondare un ramo cadetto del proprio casato. Tuttavia la morte senza eredi dei suoi fratelli Goffredo, che cadde combattendo tra la fine del 1203 e l'inizio del 1204 a Krak dei Cavalieri, e Roberto, che nell'aprile 1201 era partito verso l'Italia per aiutare suo cugino Gualtieri III di Brienne a sottomettere il Regno di Sicilia dove trovò la morte l'11 giugno 1205 presso Sarno, lo lasciò come unico erede della famiglia. Firmò per la prima volta con il titolo di signore nel giugno 1204 in occasione della celebrazione del compleanno del defunto fratello, mentre nel 1206 utilizzò per la prima volta il titolo di siniscalco di Champagne (titolo che gli verrà in futuro contestato dalla contessa Bianca di Navarra). Il titolo di signore di Sailly, passato brevemente a Simone, fu invece lasciato a suo fratello minore Guido.. L'altro suo fratello minore, Andrea, si unì invece ai cavalieri templari.
Primo matrimonio Poiché in un documento del 1205 egli si dichiarava celibe e senza figli,. Simone, dato il suo nuovo ruolo di capo del casato, si vide costretto a prendere moglie per continuare la linea dinastica. A differenza dei suoi fratelli maggiori, che avevano scelto le proprie mogli tra la nobiltà della Champagne, Simone sposò nel 1207 la tedesca Ermengarda di Montclair, figlia ed erede di Giovanni, signore di Montclair e avvocato dell'abbazia di Merzig nella diocesi di Treviri.. La coppia ebbe tre figli.
A seguito del matrimonio, Simone assunse anche il titolo di signore di Montclair ma, alla morte di sua moglie poco dopo il 1218, il titolo passò a suo figlio maggiore Goffredo. Tuttavia quando questi morì senza eredi nel 1232, il titolo passò a sua sorella minore Isabella che sposò poi Simone IV di Clefmont, la cui linea di discendenza ereditò definitivamente la signoria su Montclair.
Attività bellica
Guerra nel Barrois Nel 1208 il duca Federico II di Lorena, allora in guerra con il suocero Teobaldo I conte di Bar, devastò le terre dell'abbazia di Gorze, poste sotto la protezione del conte, come rappresaglia per un simile danno causato un anno prima da Teobaldo nelle terre del duca. Federico fu tuttavia preso prigioniero con due suoi fratelli nel corso dell'attacco e costretto ad accettare le condizioni del conte, portando alla firma di un trattato di pace il 2 novembre 1208. È probabile che Simone di Joinville abbia fatto parte di questa spedizione punitiva del duca di Lorena, poiché si impegnò a pagare 200 dei 2000 marchi d'argento che Federico dovette versare al conte in riparazione dei danni subiti e fu poi scelto dal quest'ultimo tra gli ostaggi offerti in garanzia del rispetto delle condizioni del trattato. In esso, Simone di Joinville è sistematicamente nominato tra i più grandi signori del regno come il duca di Borgogna o il conte di Deux-Ponts.
Crociata albigese Nel 1209 Simone di Joinville decise di rispondere, come molti altri nobili francesi, alla chiamata a prendere parte alla crociata albigese contro gli eretici dell'Occitania. Per ingraziarsi il favore divino prima della partenza, fece diverse donazioni alla collegiata di San Lorenzo di Joinville, alle abbazie di La Crête e Clairvaux e alla prioria di Mathons. Partì probabilmente nel mese di giugno, poiché nel mese successivo è registrata la sua presenza nella regione di Montségur..
Simone rimase solo per breve tempo in Linguadoca e già nel luglio 1210 era nuovamente a Joinville, segno che fece probabilmente parte di quel gruppo di cavalieri che, ritenendo di aver adempiuto al proprio dovere feudale, lasciarono la crociata dopo la caduta di Béziers o di Carcassonne nel luglio-agosto del 1209.
Guerra di successione di Champagne
Nel 1214 la contessa reggente Bianca di Navarra, vedova del precedente conte Tebaldo III di Champagne, prevedendo il possibile reclamo sulla contea di sua nipote acquisita Filippa e del di lei marito Erardo di Brienne-Ramerupt, chiese a tutti i suoi vassalli di rendere omaggio al futuro Tebaldo IV, allora solo tredicenne.. Simone di Joinville fu il primo tra i feudatari a prestare giuramento nell'agosto 1214, vincolando però il rispetto dello stesso alla conferma del proprio diritto ereditario sul siniscalcato comitale.. Fecero da garanti del suo omaggio il fratello Guglielmo, allora vescovo di Langres, e il cugino Gualtiero I di Vignory... Simone non rispettò tuttavia il proprio giuramento e allo scoppio del conflitto si schierò con Erardo di Brienne, così quando questi cominciò la conquista militare della contea agli inizi del 1216, il siniscalco ne divenne il maggiore sostenitore in Champagne e mise il castello di Joinville a sua disposizione.. Questo repentino cambio di fronte può essere spiegato dagli stretti legami di parentela che legavano Erardo e Simone,. ma anche dalle insufficienti garanzie sul siniscalcato offerte dalla contessa.. Con l'inizio della guerra, Erardo e tutti i suoi sostenitori furono scomunicati da papa Innocenzo III..
Una prima tregua fu raggiunta nell'aprile 1216 grazie all'intervento di re Filippo II ma le ostilità furono riprese poco dopo da Erardo di Brienne, che lamentava la mancata restituzione delle proprietà che gli erano state confiscate dalla contessa mentre egli si trovava in Terrasanta. Nei mesi successivi papa Onorio III sollecitò Simone ad adempiere al suo voto di unirsi alla quinta crociata, nella speranza che altri nobili restii a partire lo prendessero da esempio e lo seguissero, ma Simone preferì restare in patria e proseguire la guerra.. Una seconda tregua fu concessa da Erardo, Simone e Renardo II di Choiseul alla contessa Bianca il 5 dicembre 1217, accettando di sospendere le ostilità fino alla prima domenica dopo il Natale..
Nel giugno 1218 Bianca di Navarra e il suo alleato Oddone III di Borgogna, mentre marciavano verso Nancy, sede del duca Teobaldo I di Lorena (il più potente tra i sostenitori di Erardo di Brienne), attaccarono uno dopo l'altro i castelli di Châteauvillain, Clefmont, Joinville e Doulevant (questi ultimi due di proprietà di Simone).. Il 7 giugno il signore di Joinville, che aveva preso parte a questi scontri, fu sconfitto e costretto a rendere nuovamente omaggio alla contessa Bianca e a suo figlio Tebaldo.. Come pegno della sua lealtà concesse suo figlio maggiore Goffredo come ostaggio e mise il castello di Joinville sotto la giurisdizione di suo fratello Guglielmo; inoltre il suo vassallo Ugo di Lafauche dovette trasferire i suoi doveri feudali a Bianca. Le uniche concessioni che Simone riuscì a ottenere furono il riconoscimento del suo diritto ereditario sul titolo di siniscalco e una compensazione economica per la perdita dei diritti feudali su Lafauche..
Infine il 20 dicembre 1218 papa Onorio III revocò la scomunica di Simone di Joinville e di tutti i sostenitori di Erardo di Brienne. Nello stesso periodo il signore di Joinville partì per unirsi alla crociata, probabilmente per allontanarsi definitivamente dai tumulti che ancora persistevano in Champagne..
Quinta crociata
Raggiunto l'Egitto nel febbraio 1219, Simone prese parte alle ultime fasi dell'assedio di Damietta sotto il comando di suo cugino, il re di Gerusalemme Giovanni di Brienne. Nello stesso anno compare, sempre presso la città egiziana, come testimone del testamento di un suo altro cugino, Giovanni di Nully, nel quale questi lasciava in eredità tutto ciò che possedeva presso Sommevoire all'abbazia di Montier-en-Der e all'Ordine templare in ugual misura.
Simone di Joinville rimase in Egitto fino alla caduta di Damietta e sembra sia partito più o meno in contemporanea con Giovanni di Brienne, il quale lasciò la crociata a seguito di contrasti con il legato pontificio Pelagio Galvani. Entro il settembre 1220 rientrò nei suoi domini, dove venne a sapere della morte di sua moglie Ermengarda..
Ritorno alla crociata albigese All'inizio del 1226, re Luigi VIII di Francia decise di intervenire personalmente in Occitania, con la benedizione di papa Onorio III che dichiarò una crociata, e molti dei suoi vassalli lo seguirono. Il 10 giugno ebbe inizio l'assedio di Avignone, ma Tebaldo IV di Champagne, accompagnato dal suo siniscalco Simone di Joinville, raggiunse gli altri partecipanti almeno una settimana dopo... Tuttavia dopo appena quaranta giorni, ovvero trascorso il tempo minimo dovuto di servizio militare al proprio sovrano, il conte di Champagne abbandonò la crociata con tutto il suo seguito, nonostante le intimazioni e le minacce del re. Quando quest'ultimo morì a Montpensier alcune settimane dopo, Tebaldo e Simone furono accusati dai loro detrattori di averlo avvelenato prima di partire..
Fronda contro il conte di Champagne Nel 1227 il conte Tebaldo IV di Champagne entrò a far parte di quella lega di grandi vassalli del regno che si opposero alla reggenza della regina vedova Bianca di Castiglia e all'incoronazione del giovane Luigi IX. Tuttavia il supporto di Tebaldo alla causa fu spesso incostante e appena un anno dopo, ritenendo la rivolta futile e non godendo della fiducia degli altri insorti, abbandonò i suoi compagni e si riconciliò con il re e la regina, che gli concessero il loro perdono..
Il conflitto riprese nel 1229 e alcuni membri della lega ribelle, in risposta al tradimento di Tebaldo, invasero la Champagne e saccheggiarono i centri di Saint-Florentin, di Chaource e di Bar-sur-Seine prima che il re potesse intervenire per fermarli.. Tuttavia le ostilità ripresero poco dopo e il conte Enrico II di Bar attaccò le terre del duca Mattia II di Lorena, alleato di Tebaldo, devastando oltre settanta villaggi. In risposta il Mattia, Tebaldo e Simone attaccarono il Barrois. Il signore di Joinville fece inoltre fortificare il suo castello di Montiers-sur-Saulx, al confine tra i suoi possedimenti e quelli del conte di Bar, ma Enrico II riuscì comunque a conquistarlo e demolirlo..
Nell'estate del 1230 fu il duca Ugo IV di Borgogna con i suoi alleati ad attaccare la Champagne. A Provins gli invasori sconfissero e misero in fuga Tebaldo, che dovette riparare a Parigi per chiedere l'aiuto del re, e attaccarono poi Ramerupt e infine Troyes, che fu cinta d'assedio. Gli abitanti della città chiesero aiuto al loro siniscalco Simone di Joinville che radunò immediatamente i suoi vassalli e marciò nottetempo verso Troyes. Davanti a questa rapida avanzata e consapevoli dell'imminente arrivo di ulteriori rinforzi inviati dal duca di Lorena e dal re di Francia, gli invasori tolsero l'assedio e si ritirarono...
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