Appartenente alla dinastia Qajar, fu un influente politico persiano dell'inizio del XX secolo, ricoprendo anche la carica di primo ministro della Persia tra il 1915 e il 1916.
Biografia Era il secondo figlio del principe della dinastia Qajar Firouz Mirza Farman Farma e di sua moglie Hajieh Homa Khanum, nipote del sovrano di Persia Fath Ali Shah. Educato secondo il tradizionalismo iraniano, fu poi inviato nell'impero austro-ungarico ed entrò brevemente a far parte dell'esercito austriaco nel 1880. Affascinato dal positivismo e dai prodotti della rivoluzione industriale europea, fu sempre fautore del progresso tecnologico persiano, e fu tra i primi iraniani a possedere un'automobile; fece inoltre importare in Persia le prime macchine da scrivere. Alla morte del padre nel 1885, rientrò in Persia ed ereditò alcuni dei suoi titoli, tra cui quello di principe Farman Farma alla morte del fratello maggiore nel 1892, che avrebbe adottato anche come cognome. Divenne quindi un importante comandante militare Qajar, venendo assegnato al comando del distretto dell'Azerbaigian nel 1891.
Tra il 1885 e il 1896 fu molto vicino al principe ereditario Mozaffar al-Din Shah Qajar, di cui sposò anche la figlia 'Ezzat-al-Dawla, che gli diede il primogenito ed erede Firouz Nostrat-ed-Dowleh III. Dal 1894 al 1896 fu governatore militare di Kerman, dove cominciò ad intrattenere fitti rapporti con le autorità del Regno Unito, e in particolare col generale Percy Sykes, assieme al quale riuscì a mediare nel persistente conflitto sul confine tra l'Iran dei Qajar e il Raj britannico. Dopo l'ascesa al trono di Mozaffar Shah nel 1896, il principe venne richiamato a corte e divenne il referente dei britannici presso il sovrano.
Farman Farma divenne quindi una delle maggiori figure politiche in ascesa della Persia, tanto da orchestrate la caduta del gran visir Amin-al-Sultan nello stesso 1896 per poter influenzare più direttamente Mozaffar Shah. Senza più il gran visir e data la debole autorità del malaticcio Shah, Farman Farma divenne l'effettivo sovrano della Persia, tanto da essere nominato ministro della guerra e comandante in capo dell'esercito Qajar, che tentò di modernizzare arruolando uomini in pianta stabile. Visto il suo strapotere, molti membri della corte fecero pressioni sullo Shah perché fosse allontanato; nel 1897, grazie alle trame di Amin-al-Soltan e ai timori di Mozaffar di essere da lui detronizzato, venne quindi inviato a Fars come nuovo governatore, ma già nel 1898 fu richiamato a Teheran, solo per essere allontanato di nuovo poco dopo. Caduto temporaneamente in disgrazia presso lo Shah, fu quindi costretto all'esilio dalla Persia, prima in Egitto e poi nell'impero ottomano, prendendo residenza a Baghdad per seguire da vicino la politica persiana. A Baghdad fondò un'impresa di produzione di ghiaccio, acquisendo notevole popolarità presso gli iracheni, che tentarono quindi di programmare un'insurrezione per cacciare gli ottomani e, potenzialmente, fondare un regno dell'Iraq con a capo lo stesso Farman Farma. I britannici tuttavia, timorosi di tale rivolgimento, intervennero e facilitarono il rientro del principe in Persia.
Nel 1903 Mozaffar Shah destituì di nuovo Amin-al-Soltan e richiamò il genero, inviandolo tuttavia a Kermanshah come governatore, pur investendolo di nuove generose rendite. Nel frattempo la popolazione iraniana stava diventando insofferente allo strapotere dello Shah, e nel 1906 scoppiò la rivoluzione costituzionale persiana. Il principe Farman Farma scelse di mantenere una posizione intermedia, inizialmente non sbilanciandosi né per lo Shah né per i rivoluzionari. Per la sua imparzialità, nel 1907 il nuovo governo iraniano costituzionale lo richiamò a Teheran e lo nominò ministro della giustizia, nominandolo poi comandante militare dell'Azerbaigian per respingere i numerosi raid che gli ottomani compivano come provocazione. Pur riuscendo a respingere numerosi attacchi, Farman Farma non poté effettivamente sconfiggere gli ottomani per mancanza di risorse, e dovette infine rassegnare le dimissioni tornando a Teheran nel 1908.
Prudentemente non appoggiò il nuovo Shah Mohammad Ali Shah Qajar, che si alienò il sostegno della società iraniana ordinando la sanguinosa repressione dei costituzionalisti nel 1909. Dopo che lo Shah fu rovesciato, il principe Farman Farma tornò quindi a far parte del nuovo governo costituzionalista sempre come ministro della giustizia. Sostenne quindi il governo del successore al trono Ahmad Shah Qajar, rimanendo una delle principali figure politiche persiane degli anni 1910 e uno dei principali confidenti del sovrano, cambiando spesso incarichi politici per l'alta instabilità dei governi costituzionali persiani.
Nel 1912 gli fu affidato un nuovo comando militare, con lo scopo di reprimere la ribellione del principe Abul-Fath Salar-al-Dawla, uno dei figli di Mozaffar Shah, che stava raccogliendo un esercito nel Kurdistan per restaurare sul trono il fratello Mohammad Ali. Salar-al-Dawla tentò di convincere Farman Farma ad unirsi alla ribellione in virtù della loro parentela, ma il principe rifiutò sdegnosamente dichiarandosi seguace della nazione iraniana e non della dinastia Qajar. Durante la campagna contro i ribelli, nell'esercito di Farman Farma si distinse l'ufficiale Reza Pahlavi, protetto del principe e che sarebbe presto divenuto a sua volta Shah nel 1925 detronizzando Ahmad Qajar. La ribellione di Salar-al-Dawla fu domata appena in tempo per lo scoppio della prima guerra mondiale, durante la quale la Persia rimase neutrale. Durante la Grande Guerra, Farman Farma ebbe il totale appoggio britannico, partecipando in maniera costante ai governi pro-Intesa che si succedevano in quegli anni, e diventando a sua volta primo ministro della Persia tra il dicembre 1915 e il marzo 1916. I britannici gli elargirono anche grandi somme di denaro, come anche il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Michele e San Giorgio.
Nel 1916 scoppiarono disordini a Fars, forse fomentati dagli ostili ottomani, e i britannici convinsero lo Shah a mandarvi Farman Farma per pacificare la zona, facendogli quindi abbandonare la carica di primo ministro. Rimase a Fars fino al 1920, collaborando con le truppe inglesi comandate dall'amico Percy Sykes, che dalla roccaforte di Shiraz attaccavano gli ottomani e, dopo la caduta dell'Impero russo, anche l'Armata rossa sovietica. Dopo la fine della guerra tuttavia l'attitudine britannica cambiò, e Farman Farma perse il loro favore, entrando in scontro soprattutto col nuovo ambasciatore britannico in Persia Herman Norman, che lo accusava di essere avido e corrotto oltre ogni misura. Nel 1920 infine Farman Farma abbandonò Fars, secondo Norman perché la sua cupidigia gli aveva alienato la popolazione locale, che era quindi nuovamente sull'orlo della rivolta.
Rientrato a Teheran, fu vittima del colpo di Stato in Iran del 1921, venendo tradito e imprigionato dall'ex-sottoposto Reza Pahlavi, che lo fece incarcerare in quanto sostenitore di Ahmad Shah Qajar nonostante i britannici gli avessero assicurato protezione. Nonostante venisse scarcerato poco dopo, Farman Farma divenne nemico giurato degli inglesi, denunciandone le ingerenze nel governo iraniano e tentando di riguadagnare il favore di Reza Pahlavi, un tempo suo sottoposto, sostenendo anche la detronizzazione della dinastia Qajar in favore dell'ex-ufficiale. Reza Pahlavi tuttavia non premiò Farman Farma, anzi, invidioso della sua ricchezza e del fatto di essere stato un tempo suo soldato, lo denigrò più volte e fece sequestrare una parte del suo patrimonio. Nel 1929 fece anche arrestare l'erede del principe, Firouz Nostrat-ed-Dowleh III, allora ministro delle finanze, con l'accusa di corruzione, facendolo torturare e detenere in condizioni durissime fino alla sua morte nel 1938.
Farman Farma, a causa delle continue umiliazioni subite da parte di Reza Pahlavi, del tragico destino del figlio primogenito e della gotta da cui era affetto, passò gli ultimi anni isolato e depresso, occupandosi unicamente della propria famiglia sempre più larga a causa delle numerosi unioni matrimoniali da lui contratte. Nel 1937 sposò l'ottava e ultima moglie, Batoul Chizar Doost, di sessantacinque anni più giovane e che in realtà, date le sue precarie condizioni di salute, era la sua infermiera. Nel novembre 1939 infine, debilitato nel fisico e nel morale, ebbe un ictus, che lo portò alla morte pochi giorni più tardi. Fu sepolto nel Santuario di Shah Abdol-Azim, onore riservato solo alle personalità pubbliche iraniane più importanti.
Discendenza Il principe Farman Farma, com'era allora uso nell'aristocrazia Qajar, praticava la poligamia, ed ebbe in totale otto mogli, mantenendo un nutrito harem con tanto di servitù apposita. Nonostante la sua aderenza al tradizionalismo persiano e allo sciismo (compì anche lHajj alla Mecca), Farman Farma credeva anche in un'educazione moderna e all'avanguardia, facendo quindi educare i figli all'occidentale e permettendo anche alle sue figlie di accedere alla migliore istruzione, osteggiando anche l'utilizzo del velo islamico. Farman Farma si occupò inoltre di insegnare personalmente alle mogli analfabete a leggere e scrivere.
Unioni e figli Dalla prima moglie, 'Ezzat-al-Dawla Qajar, figlia di Mozaffar Shah Qajar, ebbe sei figli: Firouz Nostrat-ed-Dowleh III (1889-1938), politico e ministro delle finanze di Reza Pahlavi prima che questi lo facesse imprigionare; Abbas Farman Farmaian (1890-1935), storico militare; Mohammad Vali Farman Farmaian (1890-1988), uomo d'affari; Mohammad Hossein Firouz (1894-1983), militare e politico; Nezam-ed-Din Farman Farmaian (1899-1920); Mohammed Ja'ffar Farman Farmaian (1901-1920).
Dalla seconda moglie, Mah Bagum Khanum, ebbe una figlia: Bodagh Farman Farmaian (1909-2002).
Dalla terza moglie, Massoumeh Khanum Tafreshi, ebbe nove figli: Sabar Farman Farmaian (1912-2006), politico; Jabbareh Farman Farmaian (1916-2009); Sattareh Farman Farmaian (1921-2012), attivista e scrittrice; Farough Farman Farmaian (1925-2014); Ayesheh Farman Farmaian (1928); Ghaffar Farman Farmaian (1930); Soraya Farman Farmaian (1931-2003); Haroun al-Rashid Farman Farmaian (1933); Khorshid Farman Farmaian (1937).
Dalla quarta moglie, Batoul Khanum Ahshami, ebbe nove figli: Maryam Farman Farmaian (1913-2008), attivista e politica comunista; Mehrmah Farman Farmaian (1915-2013); Manucher Farman Farmaian (1916-2003), uomo d'affari e scrittore; Abdol-Aziz Farman Farmaian (1921-2013), architetto; Abol-Bashar Farman Farmaian (1922-1991), marito dell'artista Monir Shahroudy; Leyla Farman Farmaian (1925-2011); Haideh Farman Farmaian (1927-2011); Cyrus Farman Farmaian (1929); Abdol-Ali Farman Farmaian (1935-1973), uomo d'affari.
Dalla quinta moglie, Fatemeh Khanum Alinaghi, ebbe sette figli: Mahsama Farman Farmaian (1918); Jamshid Farman Farmaian (1919-2006); Kaveh Farman Farmaian (1920-2004), marito dell'artista Leyly Matine-Daftary; Ali Naghi Farman Farmaian (1923); Alidad Farman Farmaian (1924-2010); Shahzadi Farman Farmaian (1926-1927), morta bambina; Hafez Farman Farmaian (1927-2015).
Dalla sesta moglie, Khanum Akhtarzaman Hormozian, ebbe un figlio: Karimdad Farman Farmaian (1923).
Dalla settima moglie, Hamdam Khanum Talai Safar, ebbe tre figli: Khodadad Farman Farmaian (1928-2015), uomo d'affari; Allah Verdi Farman Farmaian (1929-2016), biologo e accademico; Tari Verdi Farman Farmaian (1931-1969).
Dall'ottava moglie, Batoul Khanum Chizar Doost, ebbe una figlia: Roudabeh Farman Farmaian (1937).
Onorificenze Onorificenze britanniche
Note
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Categoria:Cavalieri di Gran Croce dell'Ordine di San Michele e San Giorgio