Le elezioni parlamentari in Moldavia del 2025 si sono tenute il 28 settembre per il rinnovo del Parlamento della Moldavia, l’organo legislativo del paese.

Esse, tenutesi secondo molti opinionisti ed organizzazioni internazionali (tra cui l’OSCE) in un generale clima di incertezza dovuto all’elevato rischio di pregiudizievole ingerenza elettorale straniera, hanno visto, contrariamente a quanto previsto dai sondaggi, la riconferma del Partito di Azione e Solidarietà (PAS) che, avendo mantenuto seppur con alcune perdite la maggioranza assoluta dei suffragi, è così potuto rimanere al governo grazie all’ottenimento di ben 55 seggi. Al secondo posto si è invece posizionato il Blocco Elettorale Patriottico (BEP), composto da Partito dei Comunisti della Repubblica di Moldavia (PCRM), Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM) e Futuro della Moldavia (PVM), che, nonostante anch’esso vittima di alcune perdite, ha registrato comunque una certa stabilità nel suo ruolo di principale formazione di opposizione grazie al controllo di ben 26 seggi. Eventi altresì rilevanti della tornata elettorale sono stati l’ingresso di alcune formazioni politiche nuove o minori, tra cui Alternativa (BeA), giunta terza con 8 seggi, Partito Nostro (PN), giunto quarto con 6 seggi, ed infine Partito Politico Democrazia a Casa (PPDA), giunto quinto con 6 seggi.

In generale, la tornata elettorale è stata comunque definita come spiccatamente bipolare, in quanto quest’ultima, impostata sin dalla campagna elettorale sulla questione geo-politica (da sempre al centro della politica moldava), pur avendo visto il predominio del campo europeista rispetto a quello filorusso, ha comunque mostrato su tale quesito una sostanziale “spaccatura” quasi perfetta all’interno dell’elettorato.

Sistema elettorale Per le elezioni parlamentari, la legge elettorale moldava prevede l’applicazione di un sistema proporzionale a lista chiusa di partito all’interno di un collegio unico nazionale.

In tal senso, dunque, è predisposta una soglia di sbarramento unica pari al 2% per i singoli candidati, al 5% per i partiti politici od organizzazioni socio-politiche ed al 7% per le coalizioni.

Peculiarità preliminare del sistema, infine, è anche la previsione di una partecipazione al voto pari almeno al 33,333% degli elettori (ossia 1/3), al fine di rendere ufficialmente valida la votazione. Qualora questa non si manifesti, l’elezione va ripetuta.

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