Biografia Giuseppe Ricci Oddi nacque a Piacenza il 6 ottobre 1868, primo e unico figlio di Carlo e Carolina Ceresa. Studiò giurisprudenza prima a Torino e poi a Roma, città dove rimase fino al 1895. Ritornato a Piacenza nel 1897 la madre gli concesse di andare a vivere in un appartamento di proprietà della famiglia e, sempre in quell'anno, su consiglio dello scultore suo concittadino Oreste Labò, acquistò i primi quadri che andranno a comporre la sua collezione: "Pecore tosate" di Francesco Filippini e "Dopo Novara" di Gaetano Previati che vennero posizionati nel salotto della casa di Giuseppe a cui seguì l'anno successivo l'acquisto dei dipinti "Strada al Mottarone" e "Tramonto a Sottomarina" di Filippo Carcano. In questa prima fase della sua vita l'acquisto di opere d'arte da parte di Ricci Oddi era dettato dall'esigenza di arredare la sua residenza in quanto il palazzo di famiglia in cui era andato a vivere era stato sede della Banca d'Italia che si era trasferita nel 1895 portandosi via tutti gli arredi.

In questi anni l'attenzione verso l'arte da parte di Ricci Oddi fu sporadica, il suo tempo libero fu soprattutto dedicato alla pratica di vari sport e a livello professionale si impegnò nella gestione delle varie proprietà di famiglia che spaziavano dall'agricoltura alla partecipazione ad aziende di meccanica; Nel 1903 si recò con Oreste Labò a Milano alla ricerca di altri quadri ma proprio quell'anno la collaborazione con lo scultore piacentino volse al termine. L'acquisto di quadri tornò al centro degli interessi di Ricci Oddi a partire dal 1910, spinto dall'amicizia con il pittore dilettante Carlo Pennaroli..

Con quest'ultimo Ricci Oddi cominciò a visitare varie mostre in giro per l'Italia e, a partire dal 1912, dopo essersi formato nel campo artistico da autodidatta cominciò una fase di acquisto di opere d'arte in autonomia, senza più essere coadiuvato da consigli di terzi che lo portò, negli anni, ad acquistare opere di artisti non particolarmente apprezzati dalla critica o dai suoi conoscenti ma che rispondevano al suo gusto personale. In alcuni casi operò come un vero e proprio mecenate, acquistando opere di artisti e conoscenti in difficoltà non mancando comunque di inserirle nella propria galleria.

Tra il 1918 e il 1926 Ricci Oddi tenne un diario in cui annotò le vicende relative alla sua opera di collezionista, esprimendo la volontà di creare una collezione che non fosse solo soddisfacente per critici e appassionati ma anche per la massa.

Tra gli anni Dieci e gli anni Venti Ricci Oddi decise che era diventato necessario spostare la collezione dalla sua abitazione a un nuovo edificio, in quanto lo spazio stava venendo meno e le richieste di visite da parte di appassionati e curiosi sempre più gravose; in un primo momento immaginò di trasferire le opere in un edificio storico preesistente ma l'impossibilità di impostare un percorso di visita come suo desiderio in una struttura con una organizzazione interna già definita lo fece optare per costruire una galleria ex novo. Il 6 marzo del 1924 Ricci Oddi con una lettera fece sapere al comune di Piacenza che aveva incaricato l'architetto Giulio Ulisse Arata e un altro suo collaboratore per trattare l'acquisto di un luogo dove fare sorgere la galleria in città. In breve tempo il comune risposte mettendo a disposizione l’area dell’ex convento di San Siro che venne donato il 27 novembre dello stesso anno a Ricci Oddi e dove effettivamente venne costruita la Galleria Ricci Oddi, inaugurata nel 1931.

Tra la costruzione e l'apertura della galleria Ricci Oddi continuò ad acquistare opere d'arte con la collezione che al momento dell'apertura comprendeva 450 opere.

Il 23 ottobre 1937 mentre passeggiava per Piacenza fu colto da un malore e morì alle ore 15:00. La salma dopo la funzione religiosa fu esposta nella galleria e infine traslata nella cappella di famiglia nel cimitero cittadino. Ricci Oddi, celibe e senza figli, lasciò disposizione testamentaria che tutti i suoi beni rimanessero alla galleria.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Sepolti nel cimitero di Piacenza