Biografia Da ragazzo portò a compimento un apprendistato da falegname a Zurigo. Dal 1816 al 1817 viaggiò a Monaco di Baviera e a Vienna, lavorando come imbianchino e doratore. Grazie a una borsa di studio donata dal Canton San Gallo egli poté iscriversi all'Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera nel 1820, dove studiò la pittura paesaggistica e l'uso dell'acquerello. Nel 1823 tornò a San Gallo e, a partire dal 1825, iniziò la pubblicazione indipendente di una serie di acquatinte chiamata Thurgegenden. Nel 1828 aprì un negozio d'arte, e nel 1831 pubblicò quella che fu la sua più grande collezione di litografie: Vedute pittoresche delle città e dei villaggi più curiosi della Svizzera (Malerischer Ansichten der merkwürdigsten Städte und Flecken der Schweiz).

Nel 1839, non appena venne a sapere dell'invenzione della dagherrotipia, acquistò una macchina fotografica a Parigi, diventando il primo fotografo della Svizzera. Ad agosto 1840 organizzò una delle prime mostre fotografiche al mondo, con vedute cittadine, ritratti e riproduzioni artistiche, per la quale stampò un catalogo di quattro pagine. La mostra divenne itinerante e passò per le città di Zurigo, Monaco, Augusta, Vienna e Stoccarda. Nel 1841 aprì a Monaco uno "studio di eliografia".

In quello stesso anno produsse il primo dagherrotipo colorato, utilizzando una miscela di gomma arabica e pigmenti. La polvere colorata veniva applicata con dei pennelli sottili e fissata alla superficie con del calore. Questa tecnica venne brevettata e i ricavi dei primi otto mesi di royalties (somma versata da chi utilizzò la sua tecnica) vennero impiegati per acquistare il suo "Sonnenwagewn" (macchina a sole): uno studio fotografico mobile dotato di camera oscura, il primo nel suo genere.

Isenring era a conoscenza della limitazione nel poter produrre una sola copia di ogni fotografia, motivo per cui iniziò a lavorare su una tecnica di duplicazione. Originariamente provò a posizionare diverse camere fotografiche affiancate tra di loro o una sopra l'altra per poi attivarle contemporaneamente, ma i risultati non erano eccezionali. Non riuscì mai a risolvere questo problema.

Per diversi anni lavorò come fotografo itinerante tra la Svizzera e la Germania meridionale, fino a che la sua condizione fisica non glielo impedì. A quel punto si stabilì a San Gallo, dove lavorò principalmente come pittore paesaggistico e incisore.

La maggior parte delle sue fotografie è andata perduta.

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