La pulitura dei beni culturali è un'operazione di restauro irreversibile che ha lo scopo di rimuovere materiali ritenuti non più idonei alla conservazione sicura del bene. Come tutte le operazioni di restauro, anche la pulitura deve essere affidata a professionisti restauratori di beni culturali.

La pulitura non è reversibile, cioè è un processo che rimuove definitivamente i materiali individuati dall'operatore come ostacoli alla corretta fruizione e conservazione del bene. Generalmente la pulitura interessa degradi della superfici dei beni culturali.

I materiali soggetti a rimozione possono essere: Depositi sovrammessi di origini esterna ai materiali originali (ad esempio: deposizione ambientale di particolato coerente, patine biologiche) Prodotti di alterazione o di degrado dei materiali originali (ad esempio: prodotti di corrosione ed ossidazione provenienti dal materiale originale) Materiali applicati durante interventi antropici (ad esempio: precedenti interventi di restauro, atti vandalici)

La pulitura deve essere il punto di arrivo di un processo critico attuato su materiali tramite test fisici e chimici sui materiali da trattare. L'interpretazione analitica dei materiali permette di determinare il livello di rimozione da raggiungere, rispettando l'integrità storica del bene per la sua trasmissione al futuro. Le scelte sulla pulitura devono essere condotte in base ai criteri di sicurezza, stabilità e leggibilità dei materiali del bene.

Tipi e strumenti di pulitura La pulitura sfrutta metodi chimici e fisici secondo il criterio della compatibilità dei materiali costitutivi e sovrammessi. Sono strumenti di pulitura:

Metodi chimici: soluzioni di solventi reagenti biocidi

Metodi fisici: ablazione laser

Metodi meccanici: abrasivi asportanti supportanti strumenti da taglio

Storia Nel corso del Novecento in occidente, l'avanzamento scientifico, tecnologico e l'approfondimento analitico sui materiali dei beni culturali hanno permesso lo sviluppo teorico e pratico del restauro scientifico. Questo approccio contemporaneo del minimo intervento si orienta sulla pulitura selettiva o critica, conservando a volte patine di invecchiamento e materiali non pertinenti all'originale ma storicizzati.

Fino all'Ottocento le operazioni di conservazione e, in particolare la pulitura, erano considerate alla stregua di un rinnovamento estetico dell'opera, quindi non rispettavano gli attuali criteri di conservazione.

Voci correlate Patina Conservazione dei beni culturali

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