Biografia
Torinese, inizia la sua formazione presso l'Accademia di Belle Arti di Torino per poi trasferirsi a Parigi per un periodo di perfezionamento. Risiede a Roma presso la Regia pensione dell'Accademia Albertina segnala come le opere di diversi pensionanti romani, un tempo custodite nelle sale dell'Accademia Albertina, non siano più presenti nel patrimonio artistico dell'istituzione torinese. Nello specifico, le opere di Cauda non più presenti sono: Zenone copiato dall’antico, Sileno che sostiene Bacco, Pastore e Madonna della Concessione.. Nell'arco della sua produzione artistica, lavora soprattutto nella capitale subalpina ma anche sul più largo territorio piemonteseIn Descrizione dell'anitco Tusculo, l'autore segnala come Cauda abbia prodotto un'immagine in marmo della Beata Vergine presso la chiesa parrocchiale del Castello ducale di Agliè (nel Canavese) e come abbia lavorato alla ricostruzione degli arti della statua di Tiberio in piedi rinvenuta nel sito archeologico del Tuscolo.. Diventa noto per le sue qualità di ritrattista grazie alle sue partecipazioni alle esposizioni della Promotrice torinese negli anni Quaranta dell’Ottocento.
Cauda scolpisce quattro dei cinquantaquattro busti che compongono la galleria dei dotti nel cortile del Rettorato dell'Università di Torino.
Tra le sue opere più celebri vi è il monumento a Carlo Alberto di Savoia presso il Palazzo di Città di Torino, fortemente legata al magistero di Vincenzo Vela (1858). Presso il Palazzo Reale di Torino si trova invece il busto che raffigura il duca di Savoia Amedeo IX. L’opera fa parte di una serie di sei sculture a mezzo busto, affidate a quattro diversi professionisti, che dovevano completare, con un gioco opportuno di rimandi a seconda della loro posizione rispetto alle statue, il ciclo dinastico sabaudo. La sottomissione per la serie di busti stabiliva che tutti e sei dovessero essere “omogenei secondo indicazione di Domenico Ferri”, eseguiti in Marmo di Carrara delle cave di Ravaccione, dell’altezza di 110 cm e consegnati entro il settembre 1864. Ciascuna scultura fu pagata 800 lire .
Opere note
Erma di Giovanni Antonio Giobert (1837)In Cenni sulle opere spettanti alla scultura esposte nelle sale del R. Castello del Valentino l'anno 1838 si fa riferimento a quest'opera come a un'erma. Il Palazzo dell'Accademia delle Scienze di Torino espone attualmente un busto con medesimo soggetto, a opera sempre di Cauda. Nonostante non vi siano fonti esplicite, è probabile che il busto sia una riduzione dell'originale erma del 1837. Busto ritratto di Amedeo di Viry (1843), Palazzo Reale di Torino Statua di Cerere (1845), Castello Reale di Racconigi Erma di Simone da Collobiano (1846-1847), Museo nazionale del Risorgimento italiano Busto ritratto di Felice Merlo (post 1849), Rettorato dell'Università degli Studi di Torino Busto ritratto di Lorenzo Martini (post 1849), Rettorato dell'Università degli Studi di Torino Busto ritratto di Gian Giacomo Bricco (post 1849), Rettorato dell'Università degli Studi di Torino Busto ritratto di Amedeo Avogadro di Quaregna (post 1849), Rettorato dell'Università degli Studi di Torino Monumento a Carlo Alberto di Savoia (1858), Palazzo di Città di Torino Busto ritratto di Amedeo VIII di Savoia (1863-1864), Palazzo Reale di Torino Busto ritratto di Amedeo IX di Savoia (1863-1864), Palazzo Reale di Torino Busto ritratto di Camillo Benso, conte di Cavour (1863), Fondazione Cariplo
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni