Una catena (dal latino: catena) è una titpologia di commento biblico, versetto per versetto, composta interamente da citazionidi precedenti commentatori biblici, ciascuno introdotto con il nome dell'autore e con piccole modifiche alle parole per consentire all'insieme di formare un commento continuo. John Henry Newman, nella sua prefazione alla Catena Aurea di Tommaso d'Aquino, spiega che una Catena Patrum è “una serie di passaggi selezionati dagli scritti di vari Padri e disposti in modo da chiarire alcune parti della Scrittura, come i Salmi o i Vangeli”.J.H.N. (1874), Preface to Catena Aurea: Commentary on the Four Gospels collected out of the Works of the Fathers by S Thomas Aquinas, p. iii, accesso del 2 luglio 2024
I testi sono redatti principalmente da autori noti, ma spesso contengono frammenti di alcuni scritti patristici andati perduti.Shahan (1913). Cf. Holl, Fragmente vornikänischer Kirchenväter, Leipzig, 1899. Faulhaber ha affermato che metà di tutti i commenti alle Scritture composti dai Padri della Chiesa sono ora esistenti solo in questa forma.Shahan (1913). Si veda la bibliografia della voce della Catholic Encyclopedia riportata nella sezione finale.
Storia La prima catena greca è attribuita a Procopio di Gaza e risale alla prima metà del VI secolo. Tra il VII e il X secolo, Andrea il Presbitero e Johannes Drungarius furono i redattori di catene relative a vari libri della Scrittura. Verso la fine dell'XI secolo, Niceta di Eraclea produsse un gran numero di catene. Sia prima che dopo, tuttavia, i creatori di catene erano numerosi nell'Oriente greco, per lo più anonimi, e non offrivano alcuna indicazione della loro personalità se non i manoscritti citati. Testi simili furono realizzati anche nelle Chiese siriaca e copta.Shahan (1913). Cita: Wright, de Lagarde, Martin, in Krumbacher, 216. In Occidente, Primasio di Adrumeto, nell'ex provincia romana d'Africa, nel VI secolo redasse la prima catena dai commentatori latini. La sua opera fu ripresa da Rabano Mauro (morto nell'865), Pascasio Radberto e Valafrido Strabone e, più tardi, da Remigio di Auxerre (morto nel 900) e da Lanfranco di Canterbury (morto nel 1089). Le catene occidentali ebbero meno notorietà di quelle composte in Oriente. La più famosa delle antologie latine medievali di questo tipo è quella di Tommaso d'Aquino, generalmente nota come Catena aurea (Catena d'oro), che includeva i commenti di oltre ottanta Padri della Chiesa greci e latini sui Vangeli.Shahan (1913). Cita: Ed. J. Nicolai, Paris, 1869, 3 vols. Tommaso compose le parti della sua Catena aurea che trattano i Vangeli di Marco, Luca e Giovanni mentre dirigeva lo studium romano dell'Ordine Domenicano nel convento di Santa Sabina, precursore della Pontificia università "San Tommaso d'Aquino", nota anche come Angelicum.Torrell, 161 ss.
Raccolte simili di detti patristici greci furono realizzate a fini dogmatici. Furono utilizzate al Concilio di Calcedonia (451), al Quinto Concilio Ecumenico (553), anche in relazione all'iconoclastia nel Settimo Concilio Ecumenico (787); tra i Greci tali compilazioni, come le catene esegetiche, non cessarono fino al tardo Medioevo. La più antica di queste raccolte dogmatiche, attribuita alla seconda metà del VII secolo, è la Antiquorum Patrum doctrina de Verbi incarnatione.Shahan (1913). Cita: Edited by Cardinal Mai in Scriptor. Vet. nova collectio, Rome, 1833, VII, i, 1-73; cf. Loofs, Leontius von Byzanz, Leipzig, 1887.
Da ultimo, in risposta alle esigenze omiletiche e pratiche, prima del X secolo apparvero numerose raccolte di sentenze morali e frammenti parenetici, in parte tratti dalla Scrittura e in parte dai più famosi autori ecclesiastici; talvolta il materiale era fornito da un unico autore (ad esempio Gregorio di Nazianzo, Basilio il Grande, in particolare Giovanni Crisostomo, dai quali tutti gli altri attingevano liberamente). Tali raccolte non sono così numerose come le catene scritturali o anche quelle dogmatiche. Sembrano tutte dipendere da un antico “Florilegio” cristiano del VI secolo, che trattava, in tre libri, di Dio, dell'uomo, delle virtù e dei vizi, ed era conosciuto come τὰ ἱερά (Cose sacre). In breve tempo, il suo materiale fu riorganizzato in rigoroso ordine alfabetico; prese il nome di τὰ ἱερὰ παράλληλα, “Sacra Parallela” (perché nel terzo libro una virtù e un vizio erano stati regolarmente contrapposti l'uno all'altro); la paternità fu attribuita a Giovanni Damasceno,Shahan (1913). Cita: Migne, Patrologia Graeca, XCV, 1040-1586; XCVI, 9-544. la cui autorità fu difesa (contro Loofs, Wendland e Cohn) da K. Holl nel già citato Fragmente vornikänischer Kirchenväter (Lipsia, 1899), anche se probabilmente Damasceno basò la sua opera sul Capita theologica di Massimo il Confessore.
Gli autori della maggior parte di queste antiche compilazioni sono sconosciuti; una delle principali difficoltà nel loro utilizzo è l'incertezza riguardo alla correttezza dei nomi a cui sono attribuite le citazioni. La negligenza dei copisti, l'uso di "sigle" (contrazioni per nomi propri) e la frequente ricopiatura hanno reso più complicata una corretta interpretazione.
Edizioni a stampa Dal XIII al XIX secolo furono pubblicate diverse catene. Esistono poche edizioni moderne e la loro traduzione e revisione può presentare alcune difficoltà testuali. Ciò premesso, la Catena Aurea richiesta da papa Urbano IV e composta da San Tommaso d'Aquino nel 1263 ca è stata tradotta più volte. Alcune versioni sono attualmente disponibili online (vedi, ad esempio, archive.org). Probabilmente, una delle migliori edizioni disponibili in inglese è quella tradotta dal cardinale John Henry Newman e pubblicata nel 1841; questa edizione è stata ripubblicata dalla Baronius Press nel 2013 ed è ancora in stampa. L'Aquinas Institute ha previsto una nuova traduzione (per il 2028) nell'ambito del progetto Aquinas Opera Omnia.
Tra i curatori delle catene greche vi fu il gesuita Balthasar Cordier, che tra il 1628 e il 1647 diede alle stampe raccolte di commenti patristici greci su san Giovanni e san Luca e, in collaborazione con il suo confratello Possin, su san Matteo; quest'ultimo studioso curò anche (nel 1673) raccolte simili di citazioni patristiche su san Marco e Giobbe. Le voluminose catene conosciute come Biblia Magna (Parigi, 1643) e Biblia Maxima (Parigi, 1660), curate da J. de la Haye, furono seguite dai nove volumi di Critici Sacri, sive clarissimorum virorum annotationes atque tractatus in biblia, contenenti selezioni non solo di commentatori cattolici ma anche protestanti.
Un'importante raccolta delle catene greche sul Nuovo Testamento è quella di J. A. Cramer (Oxford, 1838-44), disponibile online sul sito archive.org. Si vedano anche i ventotto volumi del commento di Migne nel suo Scripturae sacrae cursus completus (Parigi, 1840-45).
Per le raccolte bizantine di sentenze etiche e proverbi di Stobeo, Massimo il Confessore, Antonio Melissa, Johannes Georgides, Macarius, Michael Apostolios, in parte da fonti cristiane e in parte da fonti pagane, si vedano Krumbacher, pp. 600–4, e anche Anton De Gnomologiorum Graecorum historia atque origine (Bonn, 1893).
Versioni online Alcuni siti web ospitano versioni online di catene, che si tratti di riproduzioni digitali di libri più antichi o di opere originali. Un esempio di catena originale sul web è CatenaBible.com, fondato nel 2015, che offre commenti sia dei Padri della Chiesa che di scrittori più moderni come George Leo Haydock. Un altro esempio di versione online è la e-Catena di Peter Kirby su Early Christian Writings.Kirby, Peter. "e-Catena." Early Christian Writings. 2022. 9 Aug. 2022
Note
Bibliografia Questa voce incorpora il testo di una pubblicazione ora di pubblico dominio: Shahan, Thomas J. (1913). “Catenæ”. In Herbermann, Charles (ed.). Catholic Encyclopedia. New York: Robert Appleton Company, che cita la seguente bibliografia: Bibliography and manuscript indications.
Per una lista completa di catene, si veda Pe ri manoscritti custoditi in Vaticano, si veda and and .
Voci correlate Catena Aurea Esegesi biblica Padri della Chiesa
Collegamenti esterni - a classification Da una trascrizione meccanografica di Robert Busa SJ
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