Il giudizio di Paride (Das Urteil des Paris) è un dipinto realizzato dall'artista tedesco Max Klinger tra il 1885 e il 1887. Fa parte delle collezioni della Galleria austriaca del Belvedere di Vienna.
Storia Il quadro venne esposto alla cinquantanovesima mostra dell'accademia d'arte di Berlino, nel 1887.Pugliatti 2015, p. 379. Nel 1895, l'opera venne acquistata dal collezionista viennese Alexander Hummel, che divenne un mecenate dell'artista.Buscaroli Fabbri 1996, p. 49. L'opera venne esposta in diverse occasioni da Hummel prima che nel 1901 egli la donasse alla nuova galleria d'arte moderna di Vienna, poi divenuta la Galleria austriaca del Belvedere.Johannsen 2022, p. 2.
Descrizione Il dipinto ritrae il giudizio di Paride, un episodio della mitologia greca: Paride, un giovane pastore (nonché figlio del re di Troia Priamo), viene incaricato di scegliere a quale tra tre divinità (Afrodite, Atena ed Era) egli debba consegnare una mela dorata con su scritto "Alla più bella" (il "pomo della discordia"). Alla fine Paride sceglie Afrodite, che in cambio gli concede l'amore della donna più bella del mondo, ossia Elena, già sposata con il re di Sparta Menelao. Il ratto di Elena da parte di Paride avrebbe scatenato la guerra di Troia.Warren 2019, p. 118.
Come altre opere dipinte da Klinger nel corso della sua vita (in particolare la Crocifissione e il Cristo nell'Olimpo),Buscaroli Fabbri 1996, pp. 7-8. questa tela è di grandi dimensioni, dato che misura tre metri di altezza per sette di larghezza. La scena è ambientata su una terrazza dal pavimento musivo che dà su un paesaggio boschivo nella parte sinistra dell'opera e uno montano in quella destra. Nel lato destro della composizione si trovano due uomini, entrambi nudi: sono Paride ed Ermete, il messaggero degli dei, che aveva consegnato al pastore troiano la mela d'oro. Paride è seduto su una sedia, mentre Ermete è raffigurato in piedi, mentre rivolge la schiena allo spettatore. L'altra parte della tela è occupata dalle tre dee: al centro si trova Era, riconoscibile dal diadema; dietro di lei si trova Afrodite, che mette in risalto la propria chioma lunga; infine Atena, avvolta in un velo rosso e con le braccia incrociate sul petto.Warren 2019, p. 119.
Degna di nota è la cornice stessa, decorata nel lato inferiore da tre teste scolpite. Al centro si trova Eris, la dea che aveva lanciato il pomo della discordia col fine di vendicarsi della sua esclusione dal banchetto nuziale tra Peleo e Teti; nel lato sinistro è ritratto Dioniso, il dio del vino; infine, nel lato destro si trova un titano che lotta contro un mostro marino, che sbuca letteralmente dalla cornice.Johannsen 2022, p. 4. Eris regge una conchiglia (un attributo di Afrodite), dentro la quale si trova la mela dorata.
La tela è omogenea, ma i bordi a forma di colonnine appartenenti alla cornice danno l'impressione che si tratti di un polittico. Questo espediente accresce l'illusione che la scena sia ambientata in una sorta di spazio teatrale.Delevoy 1978, p. 57. A sinistra di Paride si trova un lungo piedistallo che sostiene un busto femminile, a cui fa eco il volto sottostante di Dioniso. Nel lato destro della tela si trovano Eros, il dio dell'amore, e la coda dipinta del mostro marino della cornice, che regge la testa di Medusa.Johannsen 2022, p. 5.
Accoglienza Quando Klinger espose Il giudizio di Paride a Berlino, il quadro fece scalpore, non tanto per la scelta del tema, già affrontato innumerevoli volte nella storia dell'arte occidentale, né per il nudo artistico, in quanto "giustificato" dalla patina mitologica, bensì per l'inversione dei ruoli "tradizionali" di genere. Paride ha un'aria alquanto imbarazzata, mentre Ermete sembra più un atleta muscoloso e narcisista che il messaggero degli dei; d'altro canto, le tre dee sembrano sicure di sé, e non assumono pose lascive, ma si muovono liberamente. Secondo le testimonianze dell'epoca, l'opera venne accolta con più ammirazione dal pubblico femminile che da quello maschile.
Note
Bibliografia
Robert L. Delevoy, Symbolists and Symbolism, Genova, 1978. Rolf H. Johannsen, "Von Frauen bewundert, von Männern unverstanden? Max Klingers Urteil des Paris", in Curator's Choice, n. 2, 2022. Teresa Pugliatti, Il Simbolismo nella pittura europea. Dai Preraffaelliti all’Art Nouveau, Messina, Magika Editrice, 2015. Richard Warren, Sex, Symbolists and the Greek Body, Bloomsbury, 2019.
Altri progetti
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