Essi cantano vittoria () è un quadro del pittore russo Vasilij Vasil'evič Vereščagin, dipinto nel 1872 e conservato alla galleria Tret'jakov di Mosca.Čelebonović 1974, p. 115.
Descrizione Il dipinto ritrae la piazza principale di Samarcanda, nota come Registan (che significa "luogo sabbioso"). Sullo sfondo è riconoscibile la facciata (leggermente rovinata dal tempo) della madrasa Scir-Dar, una delle tre madrase che si affacciano sulla piazza, nonché uno degli edifici più noti della città usbeca.
La scena ritrae una folla samarcandese che ascolta con attenzione una cerimonia presieduta da un mullà, raffigurato al centro della composizione, il quale sembra indicare il cielo con la sua mano sinistra. Alcune figure in primo piano sono ritratte a cavallo o sul dorso di un cammello, mentre quelle sullo sfondo formano un cerchio attorno al mullà. Quella che a prima vista potrebbe sembrare una semplice scena orientalista si rivela, una volta analizzata con attenzione, una scena cruenta: davanti alla facciata della madrasa si trova una serie di pali sormontati da teste mozzate, che probabilmente appartengono a un gruppo di soldati nemici uccisi in battaglia. L'anno prima, l'artista aveva dipinto un quadro molto simile, l'Apoteosi della guerra, che ritrae una piramide di teschi in mezzo a un deserto.
Vereščagin non avrebbe mai potuto assistere a una scena del genere a Samarcanda, dato che allora il Registan era occupato da un bazar, ma quando visitò il Turchestan in qualità di ufficiale del governo russo poté vedere i cadaveri abbandonati dei soldati russi, spesso decapitati: secondo l'artista, alcuni guerrieri dell'Asia centrale venivano ricompensati per ogni testa mozzata di un nemico che riuscivano a portare al loro emiro, e alcuni non esitarono a decapitare dei cadaveri di soldati russi morti da tempo per raggiungere questo fine.
Sulla cornice dell'opera sono incise, in russo, le frasi "Questa è la volontà di Dio" e "Non vi è alcun Dio all'infuori di Allah": quest'ultima frase deriva dalla sciahada (aš-šahādatu), un giuramento di fede attraverso il quale i musulmani dichiarano di credere in un solo Dio e che Maometto sia il suo profeta.
Note
Bibliografia Aleksa Čelebonović, La pittura del realismo borghese, Milano, Garzanti, 1974.
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