Biografia Nacque il 10 febbraio 1889 ad Argirocastro, nel vilayet di Giannina dell'Impero ottomano, da Iljaz e Reho Omari. Studiò scienze amministrative presso la Mekteb-i Mülkiye a Istanbul, laureandosi nel 1910, e fu impiegato amministrativo a Kurvelesh. Successivamente divenne sottoprefetto a Himara e si distinse nell'opposizione alla proclamazione della Repubblica Autonoma dell'Epiro del Nord da parte della minoranza greca.

Tra il 1914 e il 1915 emigrò negli Stati Uniti d'America, stabilendosi prima a Buffalo e poi a Boston, e si mise a disposizione della Vatra, la federazione pan-albanese fondata da Fan Noli e Faik Konica. Nel 1916 fu nominato direttore del quotidiano della federazione Vatra, Dielli, battendo Rauf Fico e poi Kostandin Çekrezi.

Dopo la fine della prima guerra mondiale tornò in Albania e fu eletto nel 1921 al Consiglio nazionale e nel 1923 all'Assemblea costituente per la prefettura di Argirocastro. In Albania sposò Fahrije Hoxha, sorella di Enver Hoxha, dalla quale ebbe due figli: Fatos e Luan; sostenne economicamente la famiglia della moglie, contribuendo inoltre all'assegnazione di una borsa di studio per far proseguire gli studi del cognato Enver all'estero. Appoggiò il governo di Fan Noli nel 1924 e fondò il Partito Nazionale-Democratico, di cui divenne segretario generale e di cui diresse l'organo di stampa, Shekulli. Col ritorno di Ahmet Zogu al potere, emigrò in Italia, dove rimase fino al 1939.

Tornò nell'Albania occupata nel 1939 e nel 1942 aderì al Balli Kombëtar, ricoprendo il ruolo di Ministro degli affari esteri nel governo di Rexhep Mitrovica tra il 1943 e il 1944, sotto l'occupazione tedesca. Dopo l'instaurazione del regime socialista sotto la guida del cognato Enver Hoxha, fu arrestato nel novembre 1944 e processato dal Tribunale speciale, venendo condannato a morte il 13 aprile 1945, nonostante le suppliche della moglie Fahrije di risparmiarlo.

Fu giustiziato il 14 aprile 1945 a Kodra e Prifti, presso Tirana, da un plotone d'esecuzione e il suo corpo fu gettato insieme ad altri in una fossa comune. Secondo alcune testimonianze, in particolare dell'allora procuratore generale Bedri Spahiu, le sue ultime parole sarebbero state: "Girate le vostre teste (volgete la fronte ai fucili)! Solo i traditori vengono uccisi alle loro spalle. Noi non siamo traditori. La storia sarà una giudice imparziale".

Dopo la caduta del regime socialista, la sua figura è stata riabilitata e nel 2014 è stato insignito dell'onorificenza di Onore della Nazione dal Presidente della Repubblica Bujar Nishani.

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