Oltre che archeologo ed epigrafista, fu tra i principali studiosi dei culti misterici, specie di Eleusi, e delle religioni dell’antica Grecia. Determinante fu il suo contributo alla pubblicazione dell’"Apocriticus" (o "Apocritico") di Macario di Magnesia, opera di apologetica del cristianesimo antico che preserva ampie porzioni testuali di opere dell'antica polemistica pagana altrimenti perdute.

Biografia Paul François Foucart nacque a Lille il 15 dicembre 1836,Treccani riporta invece come luogo di nascita Parigi: ; a Parigi morì nel 1926, il 19 maggio.

La sua fu una famiglia di studiosi: il figlio Georges divenne a sua volta un affermato storico delle religioni, ellenista, egittologo e docente all’Università del Cairo.

Paul si dedicò all’insegnamento e alla ricerca, mantenendo stretti rapporti con gli ambienti accademici greci e francesi.

Formazione e carriera Formatosi alla "Scuola Normale superiore" di Parigi, ove entrò nel 1855, Paul François Foucart vi ottenne l’agrégation nel 1858.

Insegnò al "Lycée Charlemagne" e al "Lycée Bonaparte" di Parigi ma intraprese giovanissimo la carriera accademica, distinguendosi per l’interesse verso l’antichità greca e per la precisione nel metodo epigrafico.

Nel 1862 fu difatti chiamato all’"École française d’Athènes" (o "Scuola francese di Archeologia di Atene"), ove rimase fino al 1866. Ne fu nominato direttore nel 1878, incarico che mantenne fino al 1890.

Con essa partecipò attivamente alle campagne di studio e di scavo a Delfi, raccogliendo materiale epigrafico e pubblicando iscrizioni che gli valsero notorietà internazionale.

L’esperienza greca e la conoscenza diretta delle epigrafi lo resero uno dei pionieri dell’archeologia scientifica francese di fine Ottocento e uno tra gli studiosi che contribuirono a definire il modello istituzionale e metodologico dell'istituzione franco-greca.

Dal 1874 tenne conferenze («professò») al Collège de France. Presso la prestigiosa istituzione che tra i suoi docenti aveva Ernest Havet (1854-1885), in cui avrebbero insegnato contemporaneamente o di lì a poco Louis Havet "Filologia latina" (1885-1925) e Henri Bergson "Filosofia greca e latina" (1900-1904), e che inoltre avrebbe inaugurato gli studi di "Grammatica comparata" la cui cattedra sarebbe stata tenuta da Antoine Meillet (1906-1936) e Émile Benveniste (1937-1972), Foucart detenne la cattedra di "Épigraphie et antiquités grecques" ("Epigrafia e antichità greche"), istituita nel 1877, dallo stesso anno fino al 1926.

Nel 1878 fu eletto membro dell’"Académie des Inscriptions et Belles-Lettres", che riconobbe e sostenne il suo lavoro e lo assunse a membro effettivo nel 1895. Per l'Accademia Foucart pubblicò numerose relazioni e memorie.

Attività scientifica Epigrafia e archeologia Durante la direzione dell’École française d’Athènes, Foucart promosse importanti campagne di scavo e di raccolta epigrafica in Grecia e in Asia Minore, specialmente a Delfi, Myrina, Ptoion, Elatea e Tespie.

Nel corso della sua prima missione a Delfi scoprì un nuovo tratto del muro poligonale che sostiene la terrazza del tempio di Apollo a Delfi e, insieme a Carle Wescher, rilevò oltre 460 iscrizioni greche.

Fu tra i primi studiosi a interpretare le iscrizioni religiose come fonti dirette per la storia dei culti e delle istituzioni sacre, unendo archeologia, filologia e storia delle religioni.

Storia delle religioni Foucart dedicò gran parte dei suoi studi alle ricerche di carattere storico-religioso e in specie alla religione greca, in particolare ai misteri e al culto degli eroi. «Circa taluni culti greci sostenne la tesi, ormai superata, della provenienza egiziana».

Nei suoi lavori sui Misteri eleusini e sui riti dionisiaci sostenneParticolarmente nel suo: una continuità fra la religione greca classica e i culti orientali, opponendosi alla lettura puramente simbolica proposta da Lobeck e da Preller.

Foucart, Blondel e Macario di Magnesia Foucart collaborò con Charles Blondel e ultimò le fasi di pubblicazione postuma dell’"Apocriticus" di Macario di Magnesia che quegli aveva avviato.

L’edizione, pubblicata a Parigi nel 1876 come Macarii Magnetis quae supersunt ex inedito codice, reca infatti la dicitura edidit C. Blondel, adiuvante P. Foucart.

Dopo la morte di Blondel, Foucart completò la revisione e predispose le note critiche, rendendo possibile la pubblicazione di un testo altrimenti perduto.

"Adiuvante Foucart" Fu il ricercatore francese Blondel a rinvenire il codice nel 1867 ma, a causa dell'improvvisa, immatura morte, nel 1873, del giovane studioso, fu invece appunto Foucart a pubblicarlo, nel 1876.«Paul Foucart y Charles Blondel … editarían un manuscrito incompleto del Apocrítico (o Monogénès) de Macario Magnes»:

Foucart è talora citato nel titolo con un "con l'assistenza di": adiuvante P. Foucart. A sua volta nell'edizione del 1893 Harnack raccoglie dalla testimonianza di Foucart il resoconto che Blondel gli fece del manoscritto stesso, sottolineandone il valore intrinseco.

Eredità e ricezione Nell’ambito della sua attività accademica, Foucart si distinse anche per la formazione di giovani studiosi e per il contributo alla diffusione del metodo comparativo applicato ai culti e alle istituzioni religiose della Grecia classica, lasciando un’eredità duratura nella storia della filologia e dell’epigrafia, che sarebbe stata raccolta da archeologi e grecisti quali Homolle e Reinach e non solo.

Il coordinamento tra discipline Foucart è considerato uno dei principali esponenti della scuola epigrafica francese dell’Ottocento e un precursore della moderna storia delle religioni greche. Il suo approccio integrato fra epigrafia, archeologia e antropologia religiosa fu ripreso da studiosi del XX secolo come Jean Rudhardt e Pierre Vidal-Naquet. I Misteri eleusini e la storia delle religioni La sua interpretazione dei Misteri di Eleusi divenne metodo di lavoro e influenzò la successiva scuola francese di storia delle religioni, da Salomon Reinach a Louis Gernet.

Il tratto distintivo fra dei e eroi e il lascito di Foucart Foucart «fece derivare il culto degli eroi da quello (funerario) dei morti illustri». L'elaborazione foucartiana peraltro fu approfondita sia da Foucart stesso sia da altri in ulteriori ricerche.

La fondamentale contrapposizione fra la concezione della natura e del comportamento di dei e eroi e sul dato della mortalità si rivelò un'eredità di rilievo, delineata negli studi di Foucart, in particolare nel suo "Il culto degli eroi presso i Greci".

Foucart rilevò l'opposizione fondamentale nella natura e nella condizione (anche finale) di eroi e dèi e, di conseguenza, il contrasto che credette di individuare nel modo in cui tali due categorie di esseri venivano onorate, sottolineando al contempo quella che per lui era una chiara forma di degradazione, l'offuscamento delle distinzioni nel corso dei secoli tra dio ed eroe da un lato, tra eroe e semplice defunto dall'altro. Riteneva contraddittoria in sé l'elevazione di alcuni eroi al rango di dèi immortali, ed esaminò le condizioni per l'"accettazione" di questa deificazione.

La pubblicazione della sua opera fu seguita a breve distanza, nel 1921 (ma la lezione di Farnell ospitata fra le "Gifford Lectures"Una serie di conferenze tenute annualmente presso le Università di Glasgow, Edinburgo, St. Andrews e Aberdeen con la finalità di «promuovere e diffondere lo studio della teologia naturale nel senso più ampio del termine»: . era stata tenuta nel 1920), da un altro libro che si rivelò a sua volta basilare per tali studi, "Greek Hero Cults and ideas of immortality" (ossia: "Il culto degli eroi greci e le idee di immortalità"), di Lewis Richard Farnell.

Infine, fu l'ulteriore e lampante, oltre che ai tempi sorprendente, definizione dell'eroe, formulata da Jean Rudhart – "l'eroe nasce, vive, muore"– a stabilire la morte come criterio definitorio, nonché test di qualificazione, dell'eroe, sino, ancora oltre, alla questione della divinizzazione dei vivi e dei morti, in particolare nel contesto del culto dei sovrani.

Le ricerche e gli spunti di Foucart, insomma, si erano posti come pietra di paragone, punto focale con cui confrontarsi per gli studi futuri.

Pubblicazioni

,

, , , , , , ,

, ,

, ,

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni