È considerato tra i principali interpreti del diritto ecclesiastico italiano del secondo Novecento, noto per la sua visione progressista e riformista, orientata alla tutela dell'eguale libertà religiosa e del pluralismo confessionale e culturale.
Biografia Nato a Milano da Lamberto Vitali (1896-1992), imprenditore, storico dell'arte e collezionista, e da Maria America Campagnani (1895-1980), Enrico crebbe in un ambiente ricco di stimoli culturali, frequentato da artisti come Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Renato Guttuso e Ernesto Treccani.
Durante le leggi razziali fasciste la famiglia, di origini ebraiche, fu costretta a rifugiarsi in Svizzera, dove rimase fino alla liberazione dell'Italia. L'esperienza dell'esilio e della persecuzione segnerà profondamente la riflessione successiva di Vitali sui temi della libertà e dell'uguaglianza.
Rientrato a Milano, frequentò il liceo classico Alessandro Manzoni e poi la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, dove si laureò nel 1960 con una tesi sul vilipendio della religione dello Stato sotto la guida di Cesare Magni. Divenuto assistente ordinario e quindi libero docente (1967), esercitò la professione di avvocato per oltre cinquant'anni, patrocinando cause sia davanti ai tribunali civili sia ai tribunali ecclesiastici.
Nel 1972 vinse il concorso a cattedra di diritto ecclesiastico e nel 1974 fu chiamato come professore straordinario nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Milano; dal 1979 insegnò nella Facoltà di Giurisprudenza, dove rimase fino al pensionamento. Fu socio fondatore e presidente (1998) dell’European Consortium for Church and State Research.
Attività scientifica
Prime ricerche La sua prima monografia, Vilipendio della religione dello Stato. Contributo all'interpretazione dell'art. 402 c.p. (Padova, Cedam, 1963), analizza il reato di offesa alla religione dello Stato e ne evidenzia i profili di incostituzionalità rispetto alla libertà di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.). L’opera afferma la necessità di deconfessionalizzare il diritto penale e di interpretare le norme del diritto ecclesiastico alla luce dei principi costituzionali.
Diritto matrimoniale Avvocato matrimonialista, dedicò ampi studi al matrimonio concordatario e ai rapporti tra giurisdizione ecclesiastica e statale. Tra i contributi più noti figurano gli scritti sulla delibazione delle sentenze di divorzio straniere (1965) e sullapplicazione territoriale delle norme concordatarie (1966). Nel 1979 pubblicò Profili dell'impedimentum criminis, seguito dal manuale di diritto matrimoniale canonico redatto con Salvatore Berlingò.
La "legislatio libertatis" Con l'articolo Legislatio libertatis e prospettazioni sociologiche nella recente dottrina ecclesiasticistica (1980) sviluppò la nozione di diritto ecclesiastico come legislatio libertatis, riprendendo e ampliando le intuizioni di Luigi De Luca. Secondo Vitali, l'art. 2 della Costituzione costituisce la «stella polare» del sistema ecclesiasticistico, volto a garantire la libertà di coscienza e la tutela dei diritti inviolabili anche all'interno delle confessioni religiose.
Laicità, pluralismo e riforme Negli anni successivi, Vitali approfondì i temi dell'eguale libertà delle confessioni religiose e delle intese tra Stato e confessioni religiose ex art. 8 Cost., denunciando le disuguaglianze derivanti dal sistema a tre livelli (confessioni con intesa, senza intesa e soggetti di diritto comune). Propose una riforma organica ispirata ai principi di laicità, uguaglianza e bilateralità, e analizzò il sistema di finanziamento pubblico delle religioni in Italia, criticando l'otto per mille e il complesso delle agevolazioni fiscali come fonte di disparità.
Tra i suoi saggi più noti vi sono A proposito delle intese: crisi o sviluppo? (1997) e Note in tema di applicazione dell'otto per mille (2006).
Riflessioni storiche e canonistiche Oltre agli studi giuridici, Vitali si occupò del rapporto tra diritto e storia. In Diritto ecclesiastico e storia (1982) mostrò come lo studioso del diritto ecclesiastico debba sempre coniugare analisi storica e dogmatica. Nel saggio Rivoluzione e religione nel pensiero politico di Robespierre (1969) interpretò la libertà religiosa come fondamento della democrazia e dell'eguaglianza. In Riflessioni sui rapporti familiari nell'esperienza giuridica ecclesiale (2005) delineò una sistematica del diritto di famiglia nella Chiesa.
Eredità scientifica La sua opera, raccolta nel volume Scritti di diritto ecclesiastico e canonico (Milano, Giuffrè, 2012), ha contribuito a ridefinire la disciplina come ambito volto a tutelare la persona nella sua libertà di coscienza, più che come diritto speciale della Chiesa. Per Vitali il diritto ecclesiastico rappresenta una legislatio libertatis, capace di coniugare la laicità dello Stato con la promozione del pluralismo religioso e culturale. La sua eredità intellettuale ha influenzato diverse generazioni di studiosi del diritto ecclesiastico e canonico in Italia e in Europa.
Opere principali Vilipendio della religione dello Stato. Contributo all'interpretazione dell'art. 402 c.p. (Padova, Cedam, 1963) Profili dell'impedimentum criminis (Milano, Giuffrè, 1979) Legislatio libertatis e prospettazioni sociologiche nella recente dottrina ecclesiasticistica (1980) A proposito delle intese: crisi o sviluppo? (1997) Scritti di diritto ecclesiastico e canonico (Milano, Giuffrè, 2012)
Bibliografia . Enrico G. Vitali, Scritti di diritto ecclesiastico e canonico, Milano, Giuffrè, 2012. Luigi De Luca, Diritto ecclesiastico ed esperienza giuridica, Milano, Giuffrè, 1970.
Voci correlate Diritto canonico Laicità dello Stato Università degli Studi di Milano
Collegamenti esterni Università degli Studi di Milano – sito ufficiale Il diritto ecclesiastico – Rivista
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