Il diavolaro è un romanzo dello scrittore italiano Saverio Strati scritto tra il 1977 e il 1979.

Trama Il romanzo, ambientato in Calabria tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, racconta la storia di Santino, detto il diavolaro per il suo carattere irruente e arrogante e perché "capace di farla anche al diavolo". Nato in condizioni di profonda indigenza in un paesino della Calabria, Santino riesce gradualmente ad arricchirsi e a diventare una delle persone più potenti del circondario, tanto da essere chiamato da tutti don Santo. Il potere conquistato però, non essendo soltanto frutto del suo lavoro e del suo ingegno, ma anche risultato di pratiche illecite e della sua estrema durezza nei confronti dei suoi dipendenti, gli si ritorcerà contro. Costretto all'emigrazione quasi forzata nel Nord Italia, don Santo dovrà i conti con la sua mentalità e con le scelte di tutta la sua vita. Ne emerge una descrizione lucida e impietosa di un Meridione e di un'Italia che cambiano velocemente con l'avvento del progresso.

Riguardo al finale del romanzo, scrive Stefano Lanuzza: «Immense sono state le fatiche del diavolaro per arricchirsi, ma la sua ricompensa ha il nome del fallimento sapendo che giammai egli potrà ridiventare quello di prima».

Lingua e stile Scritto interamente in italiano, il romanzo vede l'utilizzo anche di termini dialettali e modi di dire calabresi specifici della Locride (es. landamà, ejeni, andropoi, preiarsi ecc.). A tal proposito, Luigi Tassoni scrive: «[...] lo scrittore mette in atto una lingua mimetica con frequenti inserti derivati dal dialetto della Locride, appena appena percepito dall'orecchio che non ne abbia familiarità, e utile a riportare il lettore all'humus di una condizione non ancora moderna».

Di opinione opposta è invece Giuseppe Tripodi che nel suo saggio su Strati sostiene che nella sua intera produzione lo scrittore di San'Agata del Bianco tradurrebbe tante, troppe parole dal dialetto all'italiano «perché non si fida della parola dialettale e della resa semantica nel contesto della sua pagina».

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