Adamo ed Eva cacciati dal paradiso terrestre è un dipinto a olio su tela del pittore Bernardo Strozzi, realizzato presumibilmente durante il periodo veneziano dell'artista (post 1630) e oggi conservato al Museo di Castelvecchio di Verona..

L'autore Bernardo Strozzi (Genova, 1581 – Venezia, 2 agosto 1644), detto il «Cappuccino» o il «Prete genovese», è considerato uno dei più importanti esponenti della pittura barocca italiana. Si formò a Genova nella bottega di Cesare Corte, esponente della tradizione cambiasesca, per poi passare sotto la guida del senese Pietro Sorri fra il 1596 e il 1598. A diciassette anni interruppe l'apprendistato per entrare nell'Ordine cappuccino, nell'anno 1599 circa, nel convento genovese di S. Barnaba.

Lasciò l'abito tra il 1608 e il 1609 per assistere la madre vedova, continuando a lavorare come pittore. Nel 1625 fu accusato dai Cappuccini di esercitare illegalmente la professione e — dopo un breve periodo di reclusione — nel 1630 abbandonò definitivamente Genova rifugiandosi a Venezia, dove rimase fino alla morte, integrandosi pienamente nell'ambiente pittorico lagunare. Sulla scena veneziana lavorò fianco a fianco con Johann Liss e Domenico Fetti, formando la cosiddetta «triade rinnovatrice» del Seicento pittorico veneziano.

Il suo stile, fortemente segnato dall'esempio di Rubens (presente a Genova nel 1606–1608 e nel 1620) e delle scuole lombarda e fiamminga, si distingue per la ricchezza cromatica, la pennellata energica e la propensione verso il naturalismo, riflettendo anche l'influenza del caravaggismo.

Soggetto e iconografia Il dipinto raffigura la scena dell'espulsione di Adamo ed Eva dall'Eden, episodio narrato nel Libro della Genesi (3, 23–24): «Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden [...] pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita».

L'iconografia del tema è tra le più ricorrenti nella storia dell'arte occidentale, e prevede tradizionalmente la presenza di un angelo armato di spada fiammeggiante che scaccia i progenitori verso destra, mentre Adamo ed Eva — raffigurati nudi o coperti da foglie di fico (come prescritto dal versetto 3, 7 della Genesi) — si voltano indietro con espressioni di vergogna, dolore o stupore. Tra i precedenti illustri si annoverano le versioni di Masaccio nella Cappella Brancacci di Firenze (1424–1425), di Michelangelo nella volta della Cappella Sistina (1509–1510), e di Rubens (1620).

Stile e datazione Le dimensioni del dipinto (139 × 214 cm) e la composizione orizzontale con figure a grandezza quasi naturale sono tipiche delle tele di soggetto storico-religioso della maturità di Strozzi, collocabili nel periodo veneziano posteriore al 1630. Lo stile — caratterizzato dalla pennellata sciolta, dai colori caldi e brillanti e dal marcato senso volumetrico delle figure — è pienamente coerente con le opere tarde del maestro genovese, in cui l'influenza di Paolo Veronese si fonde con il naturalismo di derivazione rubensiana.

Provenienza e conservazione L'opera è oggi conservata nel Museo di Castelvecchio di Verona, con numero d'inventario 20156-1B3425. Nell'edificio progettato da Carlo Scarpa per il riallestimento del museo (1956–1964), il dipinto fa parte del percorso dedicato alla pittura del Seicento.

Note

Bibliografia

Voci correlate Bernardo Strozzi Museo di Castelvecchio Cacciata dal Paradiso terrestre Pittura barocca Genesi Storia della pittura a Verona

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