Biografia In giovanissima età arrivò a Roma ed entrò come paggio al servizio del marchese Tassi, del quale poi assunse il cognome. Lavorò inizialmente in Toscana (1594-1608) e in seguito a Genova, dove lavorò ad affrescare il Palazzo Spinola. Si sa che lavorò molto nell'abbellire con i suoi affreschi e graffiti le facciate di palazzi e di porte cittadine della neonata città di Livorno (1606-1615). Si hanno pochissime altre notizie sui primi quindici anni della sua attività di pittore, mentre al contrario gli anni dal 1615 al 1625 sono i più documentatiP.Cavazzini, Towards a Chronology of Agostino Tassi, in The Burlington Magazine, 144/1192 (2002), pp.396-397..

Dal 1610 si trasferì definitivamente a RomaArtemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p. 21., dove fu molto attivo come quadraturista e paesaggista: alla sua bottega si formarono Viviano Codazzi, Costanzo de Peris e Claude Lorrain. Fu intimo di Orazio Gentileschi e della figlia Artemisia. Nella maturità si avvicinò al classicismo carraccesco del Domenichino.

Tra le sue opere, vi sono numerosi interventi per la decorazione di diversi palazzi e ville di Roma e dintorni (Casino Ludovisi, Quirinale, palazzo Pamphili, Palazzo Lancellotti), e palazzo Rospigliosi nel quale il Cardinale Scipione Caffarelli-Borghese gli aveva affidato la decorazione a fresco del Casino delle Muse, insieme a Gentileschi.

Tra i suoi allievi si può citare Giovanni Battista Primi.

Lo stupro

Nel febbraio 1612, mentre Orazio Gentileschi e Agostino Tassi stavano lavorando alla decorazione del Casino delle Muse, che li impegnò dal settembre 1611 all'aprile 1612Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991, p. 48., Tassi venne accusato di aver stuprato Artemisia Gentileschi nel maggio 1611. Agostino Tassi venne infine condannato per lo stupro, la corruzione dei testimoni e la diffamazione di Orazio Gentileschi nel novembre 1612; su propria scelta, si esiliò da RomaPatrizia Cavazzini, "Appendice 1. Documenti relativi al processo contro Agostino Tassi", in Orazio e Artemisia Gentileschi, a cura di Keith Christiansen e Judith W.Mann, Milano, Skira, 2001, pp.432-445. anche se non scontò mai effettivamente la pena.

Opere La pesca miracolosa, olio su tela, 97 x 71 cm, Collezione privata, Milano

Note

Bibliografia Luigi Lanzi, Storia pittorica della Italia dal Risorgimento delle belle arti fin presso al fine del XVIII secolo: fin presso al fine del XVIII secolo, Milano 1824, vol. II Teresa Pugliatti,Agostino Tassi tra conformismo e libertà, De Luca, Roma 1978: vol. di pp. 190, con 233 ill.in bianco e nero e 12 ill.a colori. Artemisia, a cura di Roberto Contini e Gianni Papi, con un saggio di Luciano Berti, Roma, Leonardo de Luca, 1991. P.Cavazzini, Towards a Chronology of Agostino Tassi, in "The Burlington Magazine", 144/1192 (2002).

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