I Dallas Mavericks (IPA: ) sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nella NBA, il campionato professionistico degli Stati Uniti d'America. Hanno sede a Dallas, Texas. I Mavericks giocano le partite casalinghe all'American Airlines Center. Dal 2000 il proprietario della franchigia è stato Mark Cuban, che ad inizio 2024 ha venduto le proprie quote a Miriam Adelson, mantenendo però il controllo dell'attività sportiva dei Mavericks. L'attuale allenatore è Dusty May.
I Mavericks insieme ai San Antonio Spurs e agli Houston Rockets sono una delle tre squadre NBA del Texas. Il nome Dallas Mavericks deriva dalla serie televisiva western Maverick (1957-1962) e fu scelto dai tifosi che lo preferirono a Wranglers ed Express; l'attore James Garner che interpretava Bret Maverick è stato un membro del primo gruppo di proprietari. Nelle 40 stagioni a cui hanno preso parte, i Mavericks hanno partecipato a 22 edizioni dei Playoff NBA. Nel 2011 Dallas ha conquistato il primo titolo NBA della sua storia battendo nelle finali NBA i Miami Heat per 4-2. Nel 2019, secondo la rivista Forbes, la valutazione dei Dallas Mavericks è di milioni di dollari statunitensi, di cui il 10% sono i debiti accumulati; il reddito invece è di 287 milioni di dollari. Dal 2010 i Mavericks sono proprietari dei Texas Legends della NBA Development League, precedentemente erano affiliati con gli Albuquerque Thunderbirds. Nel 2017, i Mavericks hanno fatto registrare un "tutto esaurito" nelle gare casalinghe di 707 partite consecutive dal 15 dicembre 2001, la più lunga striscia tutto esaurito attiva di ogni sport in Nord America.
Storia della franchigia La nascita dei Mavericks e l'era Aguirre (1980-1988)
Nati nel 1980 dalla richiesta di Don Carter e Norm Sonju di riportare a Dallas il basket dopo l'esperienza dei Dallas Chaparrals tra il 1967 e il 1973 nella ABA, i Dallas Mavericks effettuarono l'expansion draft, ovvero la possibilità di selezionare giocatori dalle altre squadre, il 28 maggio 1980 dopo essere stata accettata dal voto dei proprietari delle altre squadre all'NBA All-Star Game 1980 e dopo aver pagato 12 milioni di dollari statunitensi. Sonju e Carter avevano inizialmente cercato di acquistare i Milwaukee Bucks o i Kansas City Kings, ma un disaccordo sulla rilocazione di una delle due franghigie aveva messo i negoziati in una fase di stallo, portandoli a puntare, invece, per una squadra di espansione. Le altre squadre della lega erano inizialmente riluttanti ad un'espansione per una franchigia a Dallas, essendo già presenti squadre nello stato del Texas a San Antonio e a Houston. Il primo allenatore fu Dick Motta che aveva guidato i Washington Bullets al titolo nella stagione 1977-78; il primo giocatore selezionato fu Kiki Vandeweghe che però si rifiutò di firmare per la nuova franchigia. Fu anche deciso di puntare sui giovani e di non assumere giocatori d'esperienza come Earl Monroe, Rick Barry e Pete Maravich. La prima partita NBA dei Mavericks è stata giocata alla Reunion Arena contro i San Antonio Spurs battuti per 103-92. Il primo canestro della storia della franchigia è stato segnato da Abdul Jeelani. La prima stagione si chiuse con 15 vittorie e 67 sconfitte nella stagione regolare, che permise però a Dallas di avere la prima scelta al draft del 1981, dove venne scelto Mark Aguirre; negli anni seguenti vennero ingaggiati giocatori come Brad Davis, Rolando Blackman, Bill Wennington, Jay Vincent, Derek Harper, Al Wood, Sam Perkins, Austin Carr, Dale Ellis, Mark West e Detlef Schrempf.
Nella stagione 1983-84 conclusero la stagione regolare con il record di 43-39 che valse il primo accesso ai playoff della loro storia dove al primo turno eliminarono i Seattle SuperSonics all'overtime di gara 5 prima di uscire alle semifinali di conference dai Los Angeles Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar. Durante la stagione Aguirre fu il primo Maverick della storia ad essere convocato per l'NBA All-Star Game e risultò il secondo miglior top scorer della stagione con una media di 29,5 ppg. Nel 1984-1985 e 1985-1986 i texani continuarono a migliorare, ma giocando in una divisione che comprendeva gli Houston Rockets e i Denver Nuggets non poterono mai fare meglio di terzi, raggiungendo ancora i playoff dove furono eliminati facilmente dai Portland Trail Blazers e dai Los Angeles Lakers. Negli anni successivi, guidati dal trio Aguirre-Blackman-Davis, i Mavs divennero una delle squadre più forti della Western Conference, e una presenza fissa nei playoff. Nella stagione 1986-1987, malgrado il trasferimento di James Worthy venne annullato all'ultimo momento, Dallas raggiunse il primo posto della Midwest Division con il record di 55-27. Nonostante le grandi aspettative che si erano create intorno alla squadra Dallas venne eliminata al primo turno di play-off dai più deboli Seattle SuperSonics che, battuti di 22 punti in gara 1, furono capaci di sconfiggere la squadra texana nelle successive 3 partite. L'anno successivo arrivò in panchina John MacLeod dai Phoenix Suns che con le stelle James Donaldson e Roy Tarpley poi nominato sesto uomo dell'anno ottenne il secondo posto nella divisione con un record di 53-29, dietro ai Denver Nuggets. L'arrivo ai Mavericks dei due forti centri diede alla squadra un'ancora in difesa che era stata assente nel corso primi cinque anni della franchigia. Ai playoff Dallas eliminò nell'ordine Hakeem Olajuwon e gli Houston Rockets per 3-1 e i Nuggets per 4-2 raggiunse le finali di Conference dove furono sconfitti dai Los Angeles Lakers campioni in carica per 4-3, perdendo l'occasione di fare il primo viaggio alle finali. Ad ogni modo i risultati incoraggianti diedero a Dallas un senso di ottimismo sulle loro chance di vincere il titolo in futuro. A quel tempo i Mavericks divennero la squadra più importante e seguita della città approfittando anche del lento declino dei Dallas Cowboys della NFL.
La crisi e la speranza dei Three Js (1988-1999)
Difficoltà e crisi di risultati (1988-1994) Nella stagione seguente iniziò un periodo difficile per la franchigia a causa di alcuni infortuni, come quello di Donaldson che rimase fermo per tutta la stagione a causa della rottura del tendine rotuleo che costò ai Mavericks l'accesso ai playoff, e ad alcuni eventi extra-sportivi, come l'arresto per guida in stato di ebbrezza e resistenza all'arresto di Tarpley l'anno successivo; a tutto ciò si aggiunsero anche le partenze di Mark Aguirre e Detlef Schrempf rimpiazzati con Adrian Dantley, Herb Williams, Alex English, Rodney McCray e Popeye Jones. John MacLeod fu rimpiazzato dal suo vice Richie Adubato che nel 1989-1990 riuscì a portare Dallas ai playoff con un record di 47-35 dove furono spazzati via in 3 partite dai Portland Trail Blazers di Clyde Drexler. Le stagioni successive furono negative a causa degli infortuni di Fat Lever, che restò fermo per quasi due anni, di Brad Davis che per problemi fisici si ritirò nel gennaio 1992; inoltre perse anche Tarpley che fu squalificato a vita dall'NBA per aver violato per la terza volta la politica della lega sull'abuso di sostanze stupefacenti, anche Rolando Blackman venne ceduto ai New York Knicks. Tutti questi fattori miscelati insiemi completarono il disastro: tra il 1992 e il 1994 con Gar Heard e Quinn Buckner i Mavericks andarono più volte vicini a battere il peggior record nella storia, 9-73 dei Philadelphia 76ers. Nel 1992-93 i Mavericks che erano sulla strada di un 4-57 riuscirono ad evitare l'infamia con un 11-71 finale, il secondo peggior record nella storia della NBA. L'anno successivo i Mavs si ritrovarono di nuovo pericolosamente vicini a impostare il record quando partirono 1-23, ma riuscirono a evitare di riscrivere la storia finendo 13-69 subendo anche una serie di 20 sconfitte consecutive. Quella di Buckner fu invece la stagione regolare chiusa con il peggior record di sempre per un allenatore esordiente.
L'arrivo di Kidd e scelte vincenti al Draft (1994-1999)
Nella stagione 1994-1995 venne richiamato in panchina Dick Motta con cui arrivò la giovane promessa Jason Kidd con la seconda scelta al draft del 1994 poi nominato matricola dell'anno con 7,7apg che formò un solido attacco con Jim Jackson con 25,7ppg e Jamal Mashburn con 24,1ppg, soprannominato Three Js e i texani riuscirono a chiudere la stagione con 36-46 a sole 5 partite dall'ottavo posto dei Denver Nuggets. Il tandem Jackson-Mashburn in particolare, si rivelò a fine anno la coppia di compagni di squadra con la media punti più alta di tutta la lega. Per la franchigia fu il più grande balzo in avanti, in termini di vittorie, nel corso di un anno nella loro storia, e il più alto nella NBA in quella stagione. Molti analisti pensavano che i Mavericks avrebbero fatto la loro prima incursione nei playoff in cinque anni in poco tempo. Nel 1995-1996 dopo una grande partenza i Mavericks persero per infortunio Mashburn per tutto l'anno che venne sostituito da Scott Brooks e George McCloud e scivolarono in poco tempo fuori dalla zona playoff, Kidd fu selezionato per l'NBA All-Star Game. Nel complesso, i Mavericks misero a segno 735 dei loro canestri da 3 punti tentati, entrambi nuovi record della lega. Ma questa particolare statistica era più indicativa della disperazione dei Mavs per segnare da qualsiasi parte del campo rispetto a quanto fossero stati competitivi come squadra. A fine stagione Motta fu sollevato dall'incarico, mentre la franchigia fu acquistata dal magnate texano Ross Perot Jr. per 125 milioni di dollari. Nell'anno successivo con il nuovo allenatore Jim Cleamons si alternarono 27 giocatori nel roster senza riuscire a portare Dallas ai playoff. Da lì in avanti arrivarono Samaki Walker, A.C. Green, Michael Finley, Kurt Thomas, Steve Nash, Shawn Bradley, Chris Gatling, Predrag Danilović, Cedric Ceballos, Sam Cassell e soprattutto Dirk Nowitzki che arrivò dai Milwaukee Bucks attraverso una delle trade più sbilanciate di sempre, e l'allenatore Don Nelson. Nonostante non arrivarono mai ai playoff, i texani si dimostrarono una pericolosa mina vagante battendo squadroni d'élite come Seattle SuperSonics, New York Knicks, Indiana Pacers e soprattutto i Chicago Bulls di Michael Jordan per 104-97. Nel 1998-99 la stagione cominciò solo a febbraio a causa del lockout ma i Mavericks cominciarono a mostrare segnali di vita chiudendo con un record di 19-31.
L'arrivo di Cuban e Nowitzki e la rinascita (1999-2005)