Paesaggio con un concerto (citato anche come Concerto campestre) è un piccolo dipinto (cm 35x47) a olio su rame, di Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino databile al 1617 circa e conservato presso la Galleria degli Uffizi, Firenze.

Storia Le circostanze dell’acquisizione del dipinto nelle Collezioni Medicee non sono note con certezza. Poiché non risulta nell'inventario della collezione del cardinale Leopoldo de' Medici, dalla quale provengono molte opere selezionate dal gran principe Ferdinando (Firenze, 9 agosto 1663 – Firenze, 31 ottobre 1713), si ritiene che sia stato acquistato direttamente da quest’ultimo. L’opera è citata nell'inventario delle Collezioni Granducali di Palazzo Pitti del 1700. Successivamente il gran principe Ferdinando raccolse le opere di piccolo formato nella villa medicea di Poggio a Caiano. Nel 1773 il dipinto confluì nel Guardaroba degli Uffizi (Gli Uffizi, 1979, p. 311, P 785). È oggi conservato nelle Gallerie degli Uffizi di Firenze (inv. 1890 n. 1379; già P 785).

Descrizione Il dipinto raffigura un piccolo concerto all’aperto ambientato sulle rive di un fiume, in una limpida giornata estiva. Sotto un albero, otto figure si dedicano ai piaceri della musica: alcuni suonano flauti e viole, mentre un giovane inginocchiato e il suo cane li ascoltano assorti. Sullo sfondo, una carrozza lanciata al galoppo attraversa un guado, sollevando spruzzi d’acqua, mentre due coppie passeggiano in lontananza.

Il cielo è sereno, con poche nuvole che si colorano di rosato e azzurrino; la luce calda e diffusa rivela il carattere di una giornata quieta e festiva. Gli alberi, dalle chiome gonfie e mosse da un lieve vento, vibrano nella calura estiva, che ammorbidisce i contorni delle figure e delle lontananze.

L’intera scena si svolge in un sereno contesto campagnolo di prima estate, dove natura e musica si fondono in un’atmosfera idilliaca. È possibile che il soggetto raffigurato nell’opera alluda all’episodio della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, in cui Erminia, fuggendo dalla città per via degli affanni della guerra e delle questioni amorose che l'affliggevano, si rifugiò in campagna e, dopo essersi adagiata all’ombra degli alberi sulle rive del fiume Giordano, si risvegliò al dolce canto di un gruppetto di giovani pastori al cospetto del loro padre.

Stile

Il dipinto appartiene al gruppo dei paesaggi giovanili del Guercino. È considerato il più diurno e sereno tra quelli di questo periodo, in contrasto con i notturni e le vedute temporalesche degli stessi anni. Nel 1617 il pittore aveva trascorso diverso tempo a Bologna, ed è probabile che in quei frangenti abbia studiato con attenzione gli sfondi paesistici delle opere di Ludovico Carracci, il suo maestro prediletto. Il colore blu oltremare dei cieli, i densi volumi verdi della vegetazione spruzzati d’ocra, insieme alle pennellate grasse che definiscono le terre brune e l’elemento acquatico, si ritrovano infatti in numerose opere di Ludovico, in particolare nel suo capolavoro in questo genere, il Salmace ed Ermafrodito, che probabilmente in origine si trovava nella collezione di Roberto Canonici a Ferrara.

Fin dal 1934 Roberto Longhi definì lo stile giovanile del Guercino «temporalesco, maculato, bruscato» individuandone la derivazione da Dosso Dossi. Sir Denis Mahon mise inoltre in luce affinità con la pittura di Scarsellino, sottolineando come la materia pittorica pastosa e il ritmo mosso delle composizioni del giovane Guercino trovino in essa un immediato precedente. Altri autori hanno ravvisato anche l'influenza di Giorgione e Tiziano: «I timbri profondi del blu, del rosso e del giallo, lustrati dal supporto metallico, sanno di Venezia.»

Le affinità con la pittura veneta, rilevate da Tommaso Pasquali, potrebbero essere messe in relazione — sebbene in forma ipotetica — con il viaggio a Venezia ricordato da Carlo Cesare Malvasia il quale tuttavia non ne indica la data. Poiché la datazione del dipinto al 1617 è dedotta su base stilistica, non è certo se l’artista avesse già compiuto il soggiorno veneziano o se conoscesse la pittura di Giorgione e Tiziano attraverso copie circolanti a Ferrara.

Il drammatico chiaroscuro atmosferico che caratterizza il Paesaggio al chiaro di luna con carrozza e il suo pendant, il Paesaggio al chiaro di luna con cavaliere su un cavallo bianco, si attenua nel Concerto campestre, dove la luce si fa più unitaria e serena. Tale evoluzione potrebbe essere messa in relazione con la conoscenza dei concerti cortesi dipinti da Niccolò dell’Abate sulle pareti delle Beccherie di Modena, della Rocca di Scandiano (dove nacque il poeta Matteo Maria Boiardo) e di Palazzo Poggi a Bologna.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti negli Uffizi Categoria:Paesaggi Categoria:Dipinti su musicisti