Giuditta con la testa di Oloferne è un dipinto a olio su tela realizzato dalla pittrice italiana Lavinia Fontana nel 1600 circa. Quest'opera si trova nel museo Davia Bargellini di Bologna, e appartiene all'Opera Pia Davia Bargellini.
Storia L'opera venne attribuita per la prima volta alla pittrice bolognese da Giuseppe Cirillo e Giovanni Godi, nel 1987. Dopo essere stata restaurata, nel 2023 l'opera venne esposta a una retrospettiva sull'artista svoltasi alla galleria nazionale d'Irlanda, a Dublino. In seguito, il quadro venne incluso nella mostra Maestras del Museo Thyssen-Bornemisza, nella sezione Sororidad I. La causa delle donne, assieme alle opere di artiste di varie generazioni come Fede Galizia, Artemisia Gentileschi e Elisabetta Sirani che, con l'appoggio di mecenati, ritrassero nei loro quadri figure mitologiche, personaggi storici ed eroine bibliche, come Giuditta, Giaele, Susanna e Porzia.
Descrizione Giuditta con la testa di Oloferne è un dipinto a olio su tela di 123 per 97 centimetri. L'opera ritrae Giuditta e la sua serva Abra davanti a uno sfondo blu, mentre guardano entrambe lo spettatore. La giovane vedova ebrea brandisce la spada con la quale ha decapitato Oloferne, del quale tiene la testa barbuta, che occupa l'angolo in basso a destra della composizione, per i capelli. Giuditta indossa un abito rosso elegante, ornato da una collana con un pendente a forma di pavone, e porta degli orecchini con dei pendenti a goccia.
Abra sorride mentre regge la cesta nella quale verrà riposta la testa del generale assiro. La testa di Oloferne sembra essere piatta, facendola sembrare una maschera. È probabile che il volto di Giuditta sia quello della stessa pittrice, come nel caso di un altro quadro su questo tema artistico, conservato in Polonia.
Note
Categoria:Dipinti di Lavinia Fontana Categoria:Dipinti su Giuditta con la testa di Oloferne Categoria:Autoritratti delegati Categoria:Dipinti a Bologna