Questa pagina riguarda lanno 1820 del calendario gregoriano in Italia.

Situazione Anche la penisola è scossa dai moti del 1820-1821, che coinvolgono diversi stati europei

I moti hanno inizio il 1º gennaio 1820 in Spagna, a Cadice, dove contingenti dell'esercito spagnolo in attesa di essere imbarcati verso le Americhe si ammutinano. A marzo i rivoltosi circondano il Palazzo reale di Madrid e Ferdinando VII lancia il Manifiesto del rey a la Nación española, nel quale annunciava di aver prestato giuramento alla Costituzione del 1812.

Ad agosto il moto rivoluzionario si è esteso anche in Portogallo.

Nella penisola gli stati principali sono:

Regno Lombardo-Veneto: sotto il diretto controllo dell'Impero austriaco, rappresenta una delle regioni più sviluppate economicamente, ma anche un focolaio di malcontento a causa della dominazione straniera.

Regno di Sardegna: il re è Vittorio Emanuele I, sul trono dal 1802. I circoli liberali piemontesi desiderano che il re si ponga alla guida di una campagna militare volta a liberare i territori lombardo-veneti dalla dominazione austriaca. Desiderano anche la concessione di una Costituzione.

Granducato di Toscana: il granduca è Ferdinando III, un esponente degli Asburgo-Lorena, che era tornato a capo del granducato dal 1814, dopo esserlo stato dal 1790 al 1801.

Ducato di Parma e Piacenza: governato da Maria Luigia d'Austria, vedova di Napoleone ed anche lei esponente degli Asburgo-Lorena, con una forte influenza austriaca.

Ducato di Modena e Reggio: sotto il dominio di Francesco IV d'Austria-Este, sul trono dal 1814, un esponente degli Asburgo-Lorena e quindi strettamente legato alla casa imperiale austriaca.

Ducato di Massa e principato di Carrara: dal 1790 il sovrano è Maria Beatrice d'Este, vedova dal 1806 di Ferdinando Carlo Antonio d'Asburgo-Lorena, figlio di Maria Teresa. Maria Beatrice risiede a Vienna e da qui controlla e governa.

Stato Pontificio: è esteso su una vasta area del centro Italia, si presenta some uno stato teocratico con a capo un monarca assoluto, con un'amministrazione centralizzata e conservatrice. Il papa è Pio VII eletto nel 1800.

Regno delle Due Sicilie: comprendente il Mezzogiorno continentale e la Sicilia. Il re è Ferdinando I, salito al trono nel 1759, all'età di otto anni. Il regno è sconvolto dai moti iniziati a giugno in Sicilia che sono repressi già a novembre. Nel napoletano i moti iniziano ai primi di luglio del 1820, e il re è costretto a concedere la Costituzione.

Altri stati sono la Repubblica di San Marino e il ducato di Lucca, governato da Maria Luisa di Borbone-Spagna. Avvenimenti

15 giugno; gli indipendentisti siciliani insorgono guidati da Giuseppe Alliata di Villafranca; gli insorti riescono a impossessarsi di circa 14.000 fucili dell'arsenale di Palermo.

18 giugno: viene istituito un governo a Palermo, presieduto da Giovanni Luigi Moncada, principe di Paternò.

9 luglio: nel napoletano scoppia una insurrezione militare guidata dai carbonari prima a Nola, poi ad Avellino e a Napoli.

13 luglio: la rivolta obbliga Ferdinando I ad accordare una costituzione liberale e ad affidare il governo al capo dell’insurrezione, il generale Guglielmo Pepe.

16 luglio: Viene convocato il Parlamento siciliano, che ripristina la Costituzione siciliana del 1812Pasquale Hamel, La Sicilia al Parlamento delle due Sicile 1820/21, Palermo, Thule editore, 1986.

23 luglio: i siciliani inviano una delegazione al governo rivoluzionario di Napoli per chiedere il ripristino del Regno di Sicilia, seppur sempre a guida borbonica, della costituzione e un proprio parlamento.

6 ottobre: Piero Maroncelli viene arrestato. 13 ottobre: Silvio Pellico viene arrestato in casa Porro.

20 ottobre - 20 dicembre: al Congresso di Troppau si riuniscono le potenze della Santa Alleanza per trovare una soluzione alla situazione italiana. Metternich ottiene che i suoi membri intervengano militarmente nei paesi i cui regimi sono in contraddizione con i principi dell'Alleanza. Il Papa difende il principio di legittimità di fronte ai movimenti insurrezionali in Spagna e a Napoli e approva gli interventi delle forze della Santa Alleanza.

Cultura 7 aprile: esce l'Editto sopra le antichità e gli scavi, emesso dal cardinale Bartolomeo Pacca e approvato il 7 aprile da Pio VII. Il testo specifica le regole per la protezione delle opere d'arte e dei monumenti costituirà il riferimento della legge sui Beni Culturali fino alla legge unica del 1902Il testo dell'editto.

Archeologia

24 giugno: a Pompei, nella casa delle Nozze di Ercole, viene alla luce Ares e Afrodite, affresco venne realizzato tra il 45 e il 79.

Musica 6 giugno: alla Scala di Milano è eseguita la prima rappresentazione de I due Figaro o sia Il soggetto di una commedia, opera in due atti di Michele Carafa su libretto di Felice Romani.

28 giugno: la prima rappresentazione de La festa di Bussone, farsa per musica in 2 atti di Michele Carafa su libretto di Silvio Pellico va in scena al Teatro Re di Milano.

28 ottobre: al Teatro Carignano di Torino debutta La schiava in Bagdad, opera in due atti di Giovanni Pacini su libretto di Vittorio Pezzi.

14 novembre: Margherita d'Anjou, opera in due atti di Giacomo Meyerbeer, su libretto di Felice Romani, è rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano.

3 dicembre: c'è il debutto al Teatro San Carlo di Napoli dell'opera Maometto II di Gioachino Rossini su libretto di Cesare della Valle. Tra gli interpreti ci sono Filippo Galli, Andrea Nozzari e Isabella Colbran.

26 dicembre: Fedra, melodramma serio in due atti di Giovanni Simone Mayr, su libretto di Luigi Romanelli, debutta al Teatro alla Scala di Milano.

Poesia Giacomo Leopardi scrive La sera del dì di festa.

viene pubblicata Ildegonda, una novella in ottave di Tommaso Grossi, divisa in quattro parti.

Note

Voci correlate 1820

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