Agiografia Di origini armene, visse e morì ad Ancona come eremita nella chiesa suburbana di San Silvestro, forse da identificare con la basilica paleocristiana scoperta nell'isolato compreso tra via Marsala e via Menicucci, allora area suburbana. Apparteneva all'ordine dei Crociferi, come è illustrato sugli antichi plutei che recingevano l'altare della Cattedrale di Santo Stefano, trasferiti poi nella basilica di San Lorenzo, o eseguiti dopo la traslazione della Cattedra da Santo Stefano a San Lorenzo.

Alla sua morte fu sepolto nella chiesa di San Silvestro, che in suo onore mutò il titolo in San Liberio. Le spoglie furono raccolte nel sarcofago di Flavio Gorgonio, attualmente conservato nel Museo diocesano di Ancona). Flavio Gorgonio, originario di Ancona, era di fede cristiana ed era stato amministratore dei beni privati dell'imperatore e poi prefetto del pretorio, come si desume dall'iscrizione presente sul sepolcro.

Dopo la distruzione della chiesa, avvenuta per cause naturali oppure durante uno degli assedi che caratterizzarono la vita della città, si perse la memoria del sepolcro che fu ritrovato soltanto verso la fine del X secolo. All'epoca del vescovo Trasone (996-997), i resti di san Liberio furono traslati nella cripta dei Protettori della basilica di San Lorenzo, l'attuale Duomo di Ancona. Tale cripta, costruita intorno all'anno Mille per accogliere le spoglie dei santi protettori della città, fu ristrutturata nel 1755 e da allora custodisce i resti di san Liberio, san Ciriaco e San MarcellinoCatalogo generale dei beni culturali, Urna di San Liberio (aprire la scheda completa)..

Una solenne ricognizione delle reliquie del santo avvenne nel 1756, sotto il vescovo Mancinforte, che le volle esposte alla pubblica venerazione in un'urna marmorea della cripta dei santi protettori. La memoria liturgica è fissata al 27 maggio.

Note

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